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Moto2, Marini: "Vincere è figo, ora devo ispirarmi a Bagnaia"

"Non volevo arrivare all'ultimo giro con Oliveira che si stava giocando il mondiale, così ho dato tutto a fine gara e ha funzionato"

Moto2: Marini: "Vincere è figo, ora devo ispirarmi a Bagnaia"

Luca Marini a Sepang si è probabilmente scrollato di dosso definitivamente il peso che lo accompagna da quando ha varcato le soglie del Paddock del motomondiale. Vincendo una gara difficile, tutta giocata di strategia, classe e intelligenza, Luca ha dimostrato ancora una volta, se per caso ce ne fosse ancora bisogno, di non essere 'solo' il fratello di Valentino Rossi, bensì un autentico talento puro su cui il motociclismo italiano può contare per il presente e per il futuro.

Una stagione vissuta con una crescita costante, raggiungendo traguardi sempre più ambiziosi fino a scalare ogni gradino del podio, mettendo la ciliegina sulla torta per la festa dello Sky Racing Team VR46 che oggi ha anche vinto il titolo piloti con Pecco Bagnaia. Una giornata davvero perfetta per l'Academy e per i suoi piloti, con Marini che ha conquistato il suo primo successo iridato candidandosi a raccogliere nel 2019 il testimone lasciato prima da Franco Morbidelli e successivamente da Bagnaia.

Luca è un vero condensato di emozioni davanti ai giornalisti e non si trattiene nell'esprimere la felicità per una vittoria desiderata a lungo e conquistata con tanto duro lavoro.

"Vincere è figo! Oggi ci sarà un grande festa per la mia vittoria e per quella di Pecco. Sono davvero contento per me, è stata la gara più difficile dell’anno e l'ho gestita benissimo. Ho fatto paura".

La tua crescita è stata palese in questa stagione, ma dopo i podi questa è la tua prima vittoria. Raccontaci la tua emozione per questo successo, stai provando quello che ti aspettavi?

"Difficile spiegare quello che provo perché è stato davvero fantastico ma anche molto simile a quello che immaginavo. Ho anche spento la moto per festeggiare in pista. Però credo che nelle prossime ore tutto sarà ancora più forte. Adesso mi aspetto questo, voglio bere qualcosa con i miei amici, con la mia famiglia, con la mia ragazza e con la squadra, che oggi ha fatto un grande lavoro. Ormai ci conosciamo benissimo e penso che possiamo finalmente divertirci un pochino".

Hai raggiunto un grande traguardo, adesso ti senti un pilota più completo?

"Sono super soddisfatto, perché ho lavorato tanto per questo obiettivo. Siamo stati tutti bravi e il lavoro è stato ripagato, ma ho vinto solo una gara e so che c'è ancora tanto da fare. Adesso devo ispirarmi a Bagnaia".

Ripensando alla gara, avevi già programmato tutto? La strategia è sembrata perfetta.

"È stata una grande gara, ma anche molto difficile. La strategia è stata molto semplice, volevo stare davanti il maggior numero di giri possibile, perché sapevo che stare alle spalle di un altro pilota sarebbe stato difficile a causa delle temperature elevate. Stare su questa pista alle spalle di un’altra moto è molto duro per il motore, per le gomme e anche per il pilota".

Quindi avevi deciso già prima della partenza che avresti tentato una fuga.

"Si, ma anche se sono partito davvero molto bene, gli altri piloti sono stati molto aggressivi nelle prime curve. Io sono stato intelligente a gestire la situazione e ripassarli tutti. Dopo nei primi due giri ho spinto molto per creare un gap e mi sono dedicato a gestire le gomme e anche la mia condizione fisica. Ho provato a spingere di nuovo verso la fase finale della gara, per creare un altro gap ed evitare di trovarmi a duellare con Miguel".

Un duello all'ultima staccata con Oliveira è una situazione da evitare sempre, insomma.

"Sapevo di essere il più forte ma Miguel non mollava, allora ho pensato a gestire le gomme e lui non mi ha passato. Quando poi mancavano 5 giri dalla fine ho dato tutto, perché volevo evitare un ultimo giro con Oliveira che si giocava il mondiale".

L'unica nota stonata in una giornata perfetta per i ragazzi dell'Academy è stata forse la fine dei sogni iridati di Bezzecchi, che ha ceduto a Martin. 

"Mi dispiace per il Bez, meritava di giocarsela almeno fino all’ultima gara".

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