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MotoGP, Iannone: “Se la Suzuki è cresciuta è solo grazie a me"

"Non ho ancora capito il perché dell'addio, di sicuro avermi in squadra è comodo e scomodo, perché voglio vincere e pretende"

MotoGP: Iannone: “Se la Suzuki è cresciuta è solo grazie a me"

Andrea Iannone tiene alta la bandiera Suzuki a Phillip Island. Dopo il podio di sette giorni fa firmato Rins, questa volta è toccato a The Manic far brillare la GSX-RR. Il pilota di Vasto ha tentato in ogni modo di colmare il gap da Maverick Vinales, ma non c’è stato nulla da fare.

Andrea sfrutta l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

“Noi quest’anno stiamo crescendo bene - ha esordito -se il nostro rapporto fosse continuato molte cose sarebbero andate diversamente. Parlo anche dell’entusiasmo e del lavoro, dato che ormai sono fuori da questo gruppo. I risultati  per me valgono doppio”.

Andrea si prende quindi i propri meriti

Ho dato indicazioni importanti e fatto crescere la moto - ha sottolineato-  è inutile girarci attorno, ma il lavoro più grande per lo sviluppo l’ho fatto io. Penso che ci siano tante cose da migliorare, però non sta più a me dirlo”.

I dubbi riguardo la rottura con la Casa di Hamamatsu resta però un interrogativo.

Non lo so e non lo capirò mai - ha ammesso - il 2017 è stato un anno complicato.  Di sicuro Avere Iannone in squadra è comodo e scomodo, perché Iannone vuole vincere e pretende determinate cose. Io mi assumo sempre le responsabilità e quando è arrivato il materiale richiesto i risultati sono migliorati.

Intanto, tra circa un mese, lo attende una nuova avventura.

"Dopo Valencia so già che dovrò ripartire da zero e ci sarà tanto da lavorare. L’importante è che se nelle prime gare dovessi faticare, voi giornalisti non iniziate a scrivere che Iannone è finito”.

Bisogna essere realisti, abbiamo fatto tutto il possibile secondo me – ha esordito Andrea -  siamo partiti molto bene, ma ho dovuto gestire la gomma dall’inizio perché sapevo che alla fine avremmo fatto molta fatica, e meno male che ho fatto così e non sono riuscito a scappare insieme a Maverick”.

Ad un certo punto Andrea sognava di annullare il gap dall’alfiere Yamaha.

Ci ho provato, ma poi le Ducati nel rettilineo erano tanto più veloce di me e quando mi superavamo mi facevano perdere un sacco di tempo – ha sottolineato - dopo dovevo ricominciare tutto da zero, e lì perdevo troppo. Alla fine questo è stato quello che è mancato, anche se a Vinales sono riuscito a recuperare un secondo e mezzo ”.

Non manca poi una battuta sulla gomma.

“Nel warmup ho utilizzato la soft, mentre in gara la dura. Il fatto è che la temperatura è salita troppo, quindi in gara dovevamo usare una dura. Solo che ne avevamo solo una nuova, quindi abbiamo deciso di conservarla per la gara, mentre nel warm up abbiamo usato una doppia soft”.

Ovviamente non manca un pizzico di rammarico per la vittoria mancata.

Senza i miei due errori al tornantino forse ce la saremmo giocata io e Maverick negli ultimi due giri, però se guardate la gara, quando ho passato Dovizioso l’ultima volta ho subito girato in 1’29’8 – ha sottolineato - dopo ho continuato a spingere, ma ho fatto 1’30’3, poi 1’30’’5. Io stavo spingendo sempre al massimo, ma la gomma dietro non ce la faceva più, quindi avevo troppo spin, la moto infatti si muoveva”.

Le difficoltà con le Michelin non sono quindi mancate per il 29.

“Se non avessi gestito la gomma così come ho fatto per tutta la gara, probabilmente avrei fatto fatica anche ad arrivare terzo – ha detto - Dovizioso andava forte, e anche se alla fine andava forse anche un po’ più di me ce l’ho fatta a restargli davanti”.

Nonostante il secondo posto, Andrea non può che essere soddisfatto per la prestazione mostrata a Phillip Island.

“Sono orgoglioso perché penso di aver fatto crescere la Suzuki in modo positivo e questo non può metterlo in dubbio nessuno – ha commentato - in questi due anni, penso di aver fatto un lavoro molto buono assieme a Suzuki. Siamo riusciti a fare una moto che quasi ogni domenica è in lotta per il podio, mentre nel 2017 era un disastro e spesso si faticava a stare nei dieci”.

L’attenzione poi si sposta sullo spaventoso contatto tra Zarco e Marquez.

È successo proprio davanti a me, è stato bruttissimo –ha ricordato Andrea - spero che Zarco stia bene, poteva andare molto male. La moto di Zarco mi è quasi arrivata addosso, ma io sono riuscito a frenare molto forte davanti, e l’ho un po’ evitata. Penso sia stato un colpo di fortuna, credo che abbia preso una scia esagerata e si è trovato addosso a Marquez all’improvviso, quasi senza capire il perché”.

Tra sette giorni appuntamento in Malesia per quella che sarà la penultima uscita di Iannone con la Suzuki.

“Sono sereno di lasciare Suzuki così – ha concluso - in Giappone se non avessi fatto quella caduta, sarei probabilmente finito secondo. Qui ho fatto secondo, quindi sono sempre lì davanti a lottare. Sono assolutamente contento”.

con la collaborazione di Marco Caregnato

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