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MotoGP, Dall'Igna: "A Phillip Island le qualità della Ducati servono a poco"

L'ingegnere di Borgo Panigale: "Bayliss al posto di Lorenzo? Sarebbe stata la ciliegina, ma non possiamo scordarci che è alla soglia di 50 anni”.

MotoGP: Dall'Igna: "A Phillip Island le qualità della Ducati servono a poco"

Phillip Island, la bestia nera della Ducati. Proprio qua lo scorso anno Andrea Dovizioso si giocò una bella fetta di Mondiale. Questa volta la Casa di Borgo Panigale sbarca in Australia con maggiore consapevolezza e dal volto di Gigi Dall’Igna trapela fiducia.

Questa gara è importante perché Phillip Island è una pista dove le qualità della nostra moto servono a poco – ha sottolineato l’ingegnere in una intervista a SKY - non è un tracciato dove si sfrutta il motore o con tante staccate e accelerazioni. Il cambio infatti è molto lungo, inoltre ci sono diverse curve. Per noi è la pista più complessa”.

Una delle difficoltà deriva dal tratto dopo la Siberia.

“Anche questo è uno dei possibili problemi da superare – ha ammesso -in quei tratti bisogna stare a lungo sdraiati e puntare appena il gas a centro curva. Sono proprio quelle curve dove abbiamo sofferto molto in passato e in questi giorni vedremo quanto abbiamo migliorato”.

La strada da percorrere è quella tracciata nelle ultime gare.

L’assetto non sarà così diverso rispetto a Motegi – ha svelato Dall’Igna - il nostro sarà un set up medio e poi dopo la FP1 decideremo come progredire. Quello sarà da subito un turno importante e speriamo di non toccare nulla fino a domenica sulla nostra moto (sorride)”.

Per l’occasione la Rossa dovrà rinunciare a Lorenzo. Un’assenza che peserà non poco, soprattutto per quanto riguarda eventuali indicazioni che avrebbe potuto dare il maiorchino.

Se ci fossero stati entrambi i piloti sarebbe stato meglio – ha ammesso Dall’Igna - dovremo portare a casa il maggior numero di spunti per il 2019 da questo Gran Premio”.

L’ingegnere cerca però di rimanere positivo.

“Prima di questa gara ne abbiamo affrontate altre che per certi versi si avvicinavano – ha ricordato - parlo di Aragon e Sachsenring, dove in passato abbiamo sofferto, ma in questo 2018 siamo riusciti a essere competitivi”.

L’ultima battuta riguarda la presenza di Alvaro Bautista.

“La moto è molto diversa rispetto a quella che usa lui, così come l’assetto di partenza – ha analizzato – per Alvaro i primi turni saranno quindi occasioni per una verifica. Bayliss? Sarebbe stata la ciliegina, però non possiamo scordarci che è alla soglia di 50 anni”.

 

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