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MotoGP, A Motegi scoppia il caso della benzina 'congelata'

TECNICA Danny Aldridge ha ordinato con una mail la punzonatura dei serbatoi per evitare sostituzioni dell'ultimo minuto

MotoGP: A Motegi scoppia il caso della benzina 'congelata'


La fine del mondiale MotoGP si porta sempre dietro qualche polemica. Sia essa relativa all’aerodinamica, all’elettronica o, in quest’ultimo caso, ai consumi che sono, come è noto, regolamentati dall’imposizione dei 22 litri.

Da quando esistono le corse, ed i regolamenti, c'è sempre infatti chi ha provato, con alterno successo, a leggere fra le righe, approfittando di regole incomplete o poco chiare.

I migliori ‘poliziotti’, in questo caso, sono gli avversari.

Raramente però scatta una denuncia. Oggi gli interessi in ballo sono troppo alti e le squalifiche non vanno più di moda. Meglio una bella delazione. Ovviamente anonima.

E' quanto deve essere successo a Motegi perché, senza che fosse diramato alcun comunicato ufficiale, o modificato il regolamento, le squadre della MotoGP si sono viste arrivare una mail da Danny Aldrige, Direttore Tecnico della MotoGP, con la quale si comunicava l'introduzione di una novità: la punzonatura dei serbatoio del carburante.
Perché farlo?

Sembra che esistesse il 'ragionevole dubbio' che qualche squadra lo sostituisse dopo che era stato effettuato il controllo della temperatura del carburante.

Come è noto, infatti, il carburante non può essere raffreddato oltre i 15° rispetto alla temperatura ambiente. E poiché la benzina diminuisce di volume con il diminuire della temperatura ed il punto di congelamento è vicino ai -50°, il risultato è che 22 litri 'freddi' hanno più potere combustibile di 22 tiepidi.

Il trucco utilizzato sarebbe stato questo: alle ore 13:00 viene comunicata alle squadre la temperatura ambiente, con conseguente possibilità di abbassare quella del carburante di 15°. Qualcuno però furbescamente sostituiva il serbatoio verificato dal commissario tecnico con uno contenente benzina più fredda, vanificando così il controllo.
Quale fosse il team o la Casa che eludesse la regola non è dato sapere.

“Naturalmente colpevole è sicuramente una casa giapponese – ha ironizzato un team manager di una delle case nipponiche – è noto infatti che i nostri ingegneri se ne inventano sempre una!”.

Un modo per indirizzare i sospetti su una delle case europee.

La Ducati, sempre nell'occhio del ciclone per la sua inventiva e capacità di innovazione?
La realtà è che le prestazioni delle Desmosedici GP18 creano curiosità.

Del resto non è la prima volta che gli avversari si coalizzano contro la Rossa bolognese. Lo hanno fatto con l’introduzione della centralina unica prima e le limitazioni sulla ricerca aerodinamica poi. Tutti bastoni fra le ruote per il genio di Gigi Dall'Igna.

Davide Tardozzi, team manager della Ducati, ha comunque smentito che la novità del punzonamento dei serbatoi sia stata un attacco nei loro confronti.

“E’ vero, è stata introdotta la punzonatura dei serbatoi, ma non certo come ritorsione nei nostri confronti. Quelle che si dicono in giro sono solo...fesserie”, ha stigmatizzato.

In ogni caso ci si è spinti anche a vietare qualsiasi forma di dispositivo atto a raffreddare il carburante nel lasso di tempo che passa dallo schieramento al via. Incluse eventuali coperture insulanti 'attive', cioè contenenti serpentine capaci di mantenere la temperatura.

Resta il fatto che quando c’è fumo, c’è fuoco. E quando si tratta di materiali infiammabili è difficile nasconderlo.

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