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MotoGP, Meregalli: Rossi non molla, gli daremo la Yamaha che vuole

Il team manager: "aumenteremo risorse e persone per reagire. Nei test di Valencia vedrete qualche novità ma non ancora la M1 2019"

MotoGP: Meregalli: Rossi non molla, gli daremo la Yamaha che vuole

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Chi l’avrebbe detto che nel caldo infernale della Tailandia la Yamaha avrebbe trovato quella boccata di ossigeno che cercava disperatamente? In un motociclismo dominato da numeri e ingeneri, le sorprese possono ancora accadere e poco importa se il motivo di una tale trasformazione non è chiaro. “Godiamoci la giornata” il mantra del team manager Massimo ‘Maio’ Meregalli, che ha il compito di tenere insieme il box in un momento difficile.

Maio, a cosa è dovuto questo passo in avanti?
Sicuramente questo circuito è diverso rispetto a quello di Aragon. Sinceramente dopo i test invernali non mi sarei mai aspettato di essere veloce da subito, invece entrambi i piloti si sono trovati bene. Penso sia anche in parte frutto del lavoro che stiamo facendo, inoltre ci siamo accorti di un problema patito ad Aragon e lo abbiamo risolto, diciamo che avevamo avuto un calo di potenza. Per il resto stiamo facendo un lavoro di messa a punto”.

Significa che non c’è nulla di nuovo sulla M1, a parte la carena?
È così, questa nuova aerodinamica sulla carta dovrebbe offrire maggiore contatto al suolo per la gomma anteriore e Valentino ha notato qualche miglioramento, ma non più di tanto. Maverick non aveva problemi di impennamento e quindi non l’ha montata”.

Quindi è stata solo la pista di Buriram a trasformare la M1 da brutto anatroccolo a cigno?
Un’altra domanda? (ride) Sono sicuro che queste prestazioni siano frutto del nostro lavoro, ma non posso negare che in questo circuito soffriamo meno. È anche una questione di gomme, perché quelle portate qui da Michelin hanno una carcassa più rigida e noi soffriamo quella morbida”.

In Tailandia sta andando bene ma sono 23 gare che Yamaha non vince. Non avete paura che Valentino si stanchi di questa situazione decida di lasciarvi prima della fine del 2020?
Noi stiamo cercando di recuperare questo gap che abbiamo e sicuramente incrementeremo le risorse, anche in termi di maggiore persone coinvolte. Non stiamo pensando a nient’altro in questo momento. Io continuo a ripeterlo: sono convinto che riusciremo a venire fuori da questa situazione difficile. So che lo diciamo da tanto tempo, ma ne sono certo”.

Questa crisi, se così possiamo chiamarla, era in qualche modo era prevedibile?
Forse all’inizio è stata un po’ sottovalutata la situazione, perché non si pensava che tutti i problemi venissero dalla parte elettronica. L’anno scorso si è lavorato soprattutto sulla ciclistica, non avevo mai visto così tanti nuovi telai in una sola stagione. Sicuramente anche l’erogazione del motore è parte in causa. In sintesi, la M1 si sposava molto bene con le Bridgestone, mentre con Michelin questo connubio non funziona”.

La M1 del prossimo anno sarà rivoluzionata completamente?
Fammi questa domanda a Valencia (ride)”.

In quei test vedremo la moto nuova?
Sicuramente proveremo qualcosa di nuovo, non penso che ci sarà la moto 2019 completa”.

Valentino spesso ricorda i tempi di Furusawa, ti aspetti grandi cambiamenti ai vertici del reparto corse?
Ci sarà sicuramente un incremento del personale, anche in Italia. Nella sede di Gerno di Lesmo abbiamo ampliato il reparto che si occupa dell’elettronica e ci sarà la base del test team, con Jonas Folger come collaudatore”.

Poi avrete una terza moto ufficiale, con Morbidelli nel team Petronas…
Collaboreremo con il nuovo team satellite come abbiamo fatto con Tech3 in passato. Avendo un’altra moto uguale alle nostre in pista si possono confrontare più parametri, ma anche la moto di Zarco non si discostava più di tanto da quelle del team ufficiale”.

Parlavi di un motore che deve essere modificato, saresti d’accordo a permettere di svilupparlo durante la stagione?
Se me lo chiedi ora ti dico di sì, se mi avessi fatto la stessa domanda due anni fa ti avrei risposto di no (ride). È un vincolo che dobbiamo rispettare. Abbiamo già iniziato a sviluppare il motore del prossimo anno e ad Aragon i piloti hanno potuto confrontare due differenti versioni. L’obiettivo non è stato quello di trovare maggiore potenza, ma la migliore erogazione.

A proposito di cambi regolamentari, ha fatto discutere la proposta di Jarvis di fare correre la MotoGP prima della Moto2…
Secondo me le parole di Lin sono state male interpretate. Sicuramente c’è una differenza nella condizioni della pista dopo la gara delle Moto2 e non siamo i soli ad avvertirla, anche se a noi capita in maniera maggiore perché soffriamo anche il più piccolo calo di aderenza. Dopo la gara di Moto2 il grip non è buonissimo e non è solo una supposizione, ma va anche detto che al Sachsenring, per esempio, abbiamo fatto una bella gara in quelle condizioni”.

La speranza è che ce ne sia altre, ma intanto come si mantengono le motivazioni in questo momento?
Affrontiamo ogni Gran Premio come fosse un nuovo inizio, cercando il migliore risultato possibile con quello che abbiamo. Detto questo, Valentino è ancora 3° in classifica e cercheremo di supportarlo per cercare di mantenere questa posizione e, dove sarà possibile, inizieremo a provare delle cose in funzione del prossimo anno”.

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