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MotoGP, GP Aragon: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marquez non si accontenta e gode, Dovizioso splendido sconfitto, Iannone e Aprilia ritrovano il sorriso a differenza di Yamaha

MotoGP: GP Aragon: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marquez non si accontenta e gode. Dimenticandosi di essere l’unico ad avere qualcosa da perdere, rischia gomme e sorpassi e si porta a casa il bottino pieno, oltre agli insulti di Lorenzo. Dovizioso sente la medaglia d’argento stringergli il collo, ma è buon segno. Iannone ritorna a divertirsi e divertire e si prende la soddisfazione dell’ultimo gradino del podio. Anche la sua futura moto, l’Aprilia, lascia Aragon contenta e rinvigorita. Per Yamaha, invece, è solo un’altra domenica da dimenticare, che va aggiungersi a una lista già interminabile.

Bravi i nostri ragazzi in Moto3 e Moto2. Bezzecchi e Bastianini vanno sul podio (nonostante una penalizzazione pesante), Bagnaia e Baldassarri fanno lo stesso. Sono 4 B, come il voto, all’americana.

IL BELLO – Per la maggioranza del genere umano svegliarsi la domenica ha un coefficiente di difficoltà pari a vincere una gara di MotoGP. Per Marc Marquez svegliarsi bene la domenica significa vincere una gara di MotoGP. Ecco perché lo spagnolo è un fenomeno che gioca con la sua Honda e la fa andare come fosse una Ducati. La sensazione è che il titolo sia più merito suo della moto.

IL BRUTTO – Facile come bersi una Yamaha: dicasi di azione elementare nel suo compimento. Prima che i dizionari introducano questa definizione, è meglio che a Iwata si diano una mossa. Passi avere le Honda e le Ducati davanti, ma ritrovarsi anche dietro a Suzuki e Aprilia (senza offesa) è sinceramente troppo. Valentino ha cercato di mettere una pezza su un buco troppo grande per qualsiasi rammendo, conviene prendere un nuovo pezzo di stoffa per il nuovo vestito.

IL CATTIVO – Che i piloti di Moto3 non vogliano soffrire di solitudine durante le qualifiche è noto, che la Direzione Gara abbia deciso di dare loro una lezione anche, ma (ancora una volta) i modi sono sbagliati. Non si può far piovere squalifiche a pochi minuti dal warm up senza a dare nessuno la possibilità di difendersi o di capire. La decisione di distribuire cartellini gialli può essere giusta, ma ci sarebbe stato tutto il tempo per farlo il sabato. La notte ha portato confusione invece di consiglio.

LA DELUSIONE – Ha budget, uomini e uno sponsor importante, ma la KTM fatica a fare parlare di sé quando non si cita l’infermeria affollata. Nessuno si aspettava fuochi d’artificio alla seconda stagione in MotoGP, ma si stenta ad accendere perfino un lumicino. Gli austriaci hanno detto di non avere fretta, contenti loro…

LA CONFERMA  – Dare fastidio a Marquez in determinate giornate è già motivo di soddisfazione. Andrea Dovizioso ha cercato di accettare la sconfitta, ma un bicchiere mezzo pieno non può dissetare chi punta ancora più in alto. Il Dovi ha comunque dimenticato gli errori di inizio stagione e si è dimostrato una sicurezza. Per il prossimo anno serviranno spalle larghe.

L’ERRORE – Lorenzo non sarebbe d’accordo con questa definizione ma, pur riguardando le immagini, è difficile dare la colpa a Marquez. Anche nel caso sia stato effettivamente spinto sulla parte sporco dalla pista, il polso che ha aperto il gas era di Jorge. Una leggerezza pagata cara.

LA SORPRESA  – Finalmente l’Aprilia è riuscita a ricordare che in MotoGP corre anche lei. Non basta una gara a fare primavera, ma una boccata di ossigeno era necessaria dopo un’apnea che durava da troppo tempo. Ora bisogna riprendere il fiato e continuare a nuotare, perché le acque sono agitate e gli altri equipaggi hanno il vento in poppa.

IL SORPASSO – Iannone rimane una garanzia quando c’è da dare spettacolo. Senza dimenticare una gara convincente, il tentativo del sorpasso su Marquez e Dovizioso è da applausi. L’accelerazione della Suzuki non lo ha assistito, ma l’istinto di cacciatore di Andrea è ancora vivo.

LA CURIOSITA’ – Con 113 podi, Marc Marquez ha superato Mike Hailwood in questa speciale classifica.

IO L’AVEVO DETTO – Maverick Vinales il sabato: “le qualifiche non hanno mostrato tutto il nostro potenziale”. Col senno del poi, avremmo pensato il contrario.

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