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MotoAmerica, Herrin sfida la pioggia e vince nel Jersey, Elias a terra

Su pista allagata Josh vince la seconda gara 2018, Scholtz e Beaubier sul podio e, con lo zero di Toni, Cameron è più vicino al titolo. JD Beach campione Supersport

MotoAmerica: Herrin sfida la pioggia e vince nel Jersey, Elias a terra

Ha piovuto, e non poco, al New Jersey Motorsport Park, rendendo la pista scivolosa e traditrice, nei confronti di chi ha rischiato troppo.

In queste condizioni, Josh Herrin si sentiva a casa. Il georgiano del team Attack ha condotto magistralmente la sua Yamaha R1 dall’inizio della contesa sino alla fine delle ostilità in prima posizione, centrando una vittoria - la seconda stagionale - indiscussa, perché, al traguardo l’ex pilota Moto2 aveva un vantaggio su Mathew Scholtz di 37 secondi e più.

Eppure, il weekend di Herrin era iniziato con uno spavento della madonna rimediato venerdì in prova: largo fuori pista dopo un curvone veloce, Josh ha rischiato di volare nell’erba, sfiorando un tabellone segnaletico; è stato bravo l’americano a rientrare in pista e, scampato il pericolo, una bella impennata liberatoria lo ha caricato per la gara.

Gara che, sotto al diluvio universale, Josh ha vinto indisturbato. Almeno, questa è stata l’impressione fornita, perché: “ero spaventato già nel giro di allineamento - ha svelato in sala stampa - e lo ero ancor di più durante il primo passaggio. Sono scattato bene, malgrado tutte le lamentele espresse prima dello start, poi, ho tirato fuori qualcosa dal mio culo sino a vincere. Ora voglio ripetermi con l’asciutto”. Tirare fuori dal culo ragazzi, ovvero, metterci cuore e coraggio.

Secondo gradino del podio conquistato dal sudafricano Mathew Scholtz, pilota costantemente veloce e vincitore di una corsa quest'anno, terzo al traguardo il leader della classifica generale Cameron Beaubier, in un dominio firmato Yamaha. Cameron non ha voluto rischiare di cadere perché, chi lo ha fatto, ha gettato al vento la possibilità di rendergli la vita difficile sino alla fine.

Di chi parliamo? Di quella che avrebbe potuto essere la Suzuki più competitiva in pista, non arrivata al traguardo: Toni Elias è caduto, totalizzando zero punti, lasciando Beaubier in testa di 72 lunghezze. Sarà quasi impossibile per lo spagnolo bissare il titolo, quasi nelle mani per il californiano, che arriverebbe a quota tre.

Roger Lee Hayden e Cameron Petersen portano GSX-R ed Honda ufficiali nella top ten, nella quale troviamo anche Danny Eslick con la BMW.

 

Discorso chiuso nella classe Supersport - Già lo sapevamo ed oggi è arrivata la conferma: con 12 podi su 13 gare disputate, JD Beach vince il campionato con la sua Yamaha R6 del team Monster Energy. Il terzo gradino del podio, alle spalle del vincitore Debise con la Suzuki e Gillim su Yamaha, regalano a “Spiaggia” il secondo allora delle medie cilindrate americane, più che meritato: “per ottenere questo successo mi sono fatto un culo così - ha esclamato nel paddock - e ce l’ho fatta, centrando il risultato voluto da me e dalla squadra”. Ancora una volta la parola “culo”, usata tuttavia in maniera differente: prima del passaggio in Superbike, la rockstar JD affronterà le ultime tre corse per dare spettacolo e fare passerella.

 

 

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