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MotoGP, GP Silverstone: il Bello, il Brutto e il Cattivo

La gara di Silverstone come Godot: una lunga attesa che non ha portato a nulla. Errori e figuracce nella domenica nera della MotoGP

MotoGP: GP Silverstone: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Il Gran Premio di Silverstone sarà ricordato come un buco nero nero, come una figuraccia in mondovisione di cui la MotoGP avrebbe volentieri fatto a meno. Una giornata fatta di attese, di rinvii e confusione. Il Motomondiale ha fatto vedere il suo lato peggiore e i piloti si sono fatti trovare finalmente uniti per difendere la propria sicurezza. Almeno una buona notizia c'è stata.

IL BELLO – Gli unici che hanno meritato un applauso sono stati i tifosi inglesi che, imperterriti, hanno aspettato ore sulle tribune, sfidando freddo e umidità. È andata loro come a Vladimiro ed Estragone con Godot. Pagare un biglietto per vedere girare qualche Safety Car, e sperare almeno in un traverso per qualche brivido che non fosse dettato dal clima, è un esercizio che richiede passione. Neppure la gara di scopettoni è servita ad alleviare l’attesa.

IL BRUTTO – Annullare una gara per pioggia in Inghilterra è un paradosso sui cui i filosofi potrebbero interrogarsi per i prossimi anni, se non avessero di meglio da fare. Al netto delle colpa, il Motomondiale ha fatto la figura di uno scolaretto beccato dalla maestra per non avere studiato la lezione. Difficile cavarsela solo con un brutto voto, perché dietro a uno sport bellissimo c’è un business milionario e quando si calcano certi palcoscenici non sono ammessi errori. Invece la MotoGP è annegata in un bicchier d’acqua, pardon una pozzanghera.

IL CATTIVO – Ogni volta che c’è uno scarto nei binari, il macchinista non sa da che parte andare. È sempre la solita vecchia storia: il Motomondiale non è preparato agli imprevisti. Correre senza le necessarie condizioni di sicurezza è stato giusto, portare avanti un balletto per più di 5 ore ha sfiorato il ridicolo. Alla fine a mostrare il buon senso sono stati i piloti, categoria che di solito è famosa per altre qualità. Anche le riunioni sono state organizzate con superficialità, affidandosi più al passaparola che a un’organizzazione puntigliosa.  Quando si buca una gomma bisogna saperla riparare, non aspettare fiducioso la comparsa di un carroattrezzi all’orizzonte.

LA DELUSIONE – Resta, per quello che poteva essere ma non è stato. Soprattutto c’è un grande dispiacere, che ha sostituito lo spavento, per Tito Rabat. Le immagini e i racconti dicono che quell’incidente poteva avere conseguenza ancora peggiori. Un nuovo asfalto significa soprattutto più sicurezza, la lezione.

LA CONFERMA  – I campioni sono anche fortunati. Vedendo la domenica orribile della MotoGP da un altro punto di vista, l’unico che ne ha tratto un vantaggio è Marc Marquez. Sulla carta, la gara di Silverstone, con Ducati e Yamaha in forma, sarebbe potuta essere la prima con lo spagnolo in difficoltà. Invece è tornato a casa con un vantaggio in classifica invariato e un GP in meno da correre.

L’ERRORE – Nella gara di scarica barile, è stata l’Aggregate Industries a prendersi la palla avvelenata, parliamo dell’azienda incaricata dei lavori della riasfaltatura. Senza dubbio l’ultimo colpevole è chi ha fatto il lavoro, ma un concorso di colpa non è una fantasia. Il circuito di Silverstone sembra avere giocato al ribasso negli investimenti e la sua dirigenza poi se ne è lavata (sic!) le mani. La FIM ha detto di non avere potuto fare altro quando ha controllato il nuovo asfalto. La Dorna di non essere stata avvertita di eventuali problemi. Insomma: non c’ero e se c’ero dormivo e se dormivo sognavo un’altra cosa.

LA SORPRESA  – Chi scrive in passato ha criticato i piloti per scarsa coesione e poco coraggio ad imporsi. Domenica è stato smentito e non potrebbe esserne più felice. I tempi degli scioperi sono passati, ma a Silverstone i piloti hanno scoperto di avere una voce e di essere ascoltati. L’unanimità quasi schiacciante per non correre è una bella notizia, l’autogestione funziona.

LA CURIOSITA’ – Le gomme Michelin da bagnato usate dalla MotoGP sono in grado di drenare 4 litri d’acqua al secondo. A Silverstone anche loro hanno dovuto alzare bandiera bianca, ma ora sapete una cosa in più.

IO L’AVEVO DETTO – Sabato il managing director del circuito di Silverstone, Stuart Pringle, per giustificare la carambola di cadute alla curva Stowe: “c’è stato un diluvio di proporzioni bibliche, in generale il drenaggio della pista è buono”. A volte lo humor inglese è di difficile comprensione.

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