MotoAmerica, A Pittsburgh Herrin torna al successo dopo 5 anni

Vittoria su pista umida per Josh, con Gerloff e Scholtz sul podio, in un dominio tutto Yamaha. 4° Elias con la Suzuki, 5° Beaubier, partito ultimo

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Le insidiose condizioni del pre gara di Pittsburgh hanno giovato a Josh Herrin, ventottenne americano di Glendale, che in Pennsylvania torna al successo nella classe Superbike dopo ben 5 anni.

Spettatore lo scorso anno (il suo team aveva chiuso i battenti lasciandolo a piedi) Josh si è preso una bella rivincita nei confronti della cattiva sorte, sfidando il pericolo quando - dopo un violento acquazzone - la pista si stava asciugando, montando due slick Dunlop difficili da controllare in derapata ma, dopo la delusione patita a Sonoma, Herrin voleva assolutamente calcare il gradino più alto del podio.

Il numero 2 ce l’ha fatta, superando i rivali con grande autorità e coraggio: pensavo di essere impazzito - ha scherzato Josh in conferenza stampa - invece stavo capendo quanto grip ci fosse, spingendo più che potevo. Tornare al successo dopo tutto questo tempo è una sensazione incredibile e domani attaccherò ancora”. Ci crediamo: il suo team si chiama Attack Performance, promessa più che attendibile la sua.

Secondo gradino del podio per il texano Garrett Gerloff con la M1 ufficiale. Una bella gara anche per lui, che ritorna ad essere protagonista dopo un periodo tormentato, nel quale le ha sempre prese sonoramente dal compagno di squadra - scomodissimo - Beaubier.

Periodo difficile archiviato anche dal sudafricano Mathew Scholtz, terzo a Pittsburgh con la R1 oro e nera. Con lui è una tripletta Yamaha, incontrastata nel saliscendi di Wampum e ben controllata in controsterzo dallo spilungone Mathew, un pilota che potrebbe far comodo a diversi team del Mondiale.

Toni Elias è arrivato quarto con la Suzuki Yoshimura; pur lottando come un animale, il numero 1 non è riuscito a centrare il podio, dovendosi accontentare di punti preziosi per tenere riaperta la lotta per il titolo.

Peggio è andata a Cameron Beaubier, costretto a partire ultimo. Aver transitato dalla pit lane dopo il giro di allineamento è vietato: il leader di classifica - confuso dalle condizioni promiscue dell’asfalto, a tratti bagnato, in altre parti asciutto - è andato in tilt, commettendo un errore decisivo. La sua rimonta sino al quinto posto ha limitato i danni per lui, poleman ieri.

Sesta la Suzuki di Jake Lewis, settimo Roger Lee Hayden con la GSX-R Yoshimura, debutta con un ottavo posto Bobby Fong sulla Honda Fireblade, prima di David Anthony con la Kawasaki.

 

Nella Supersport 600, Valentin Debis vince a sorpresa con la Suzuki GSX-R, battendo le Yamaha di Gillim e Prince. Per il francese è la prima affermazione stagionale, giù dal podio il dominatore della serie JD Beach, quarto con la R6, piuttosto guardingo e consapevole che ogni errore potrebbe costargli il titolo finale. JD ci riproverà domani.

 

 

 

 

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