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MotoGP, Marc: Jarvis non ha voluto un Marquez in Yamaha

"Ho un ricordo bellissimo del Ranch, ma non credo che Valentino mi inviterà di nuovo. Almeno non domani!" 

MotoGP: Marc: Jarvis non ha voluto un Marquez in Yamaha

Dopo aver partecipato alla conferenza piloti a Silverstone, Marc Marquez è stato intervistato dai colleghi di Sky Sport parlando a lungo della stagione 2018 e svelando diversi restroscena interessanti riguardo il mancato passaggio del fratello Alex nella neonata squadra MotoGP Petronas Yamaha, che accoglierà invece Morbidelli e Quartararo nel 2019.

L'intervista si è aperta parlando della stagione 2018, in un momento in cui lo spagnolo ha ben 59 punti di vantaggio sul primo degli inseguitori, ovvero l'irriducibile Valentino Rossi.  

"Non è un mondiale facile, stiamo spingendo tanto e mancano tante gare. Se mi avessero detto che a metà stagione sarei stato di tanti punti davanti a Lorenzo, Dovizioso e Rossi, avrei detto che sarebbe stato un sogno. Manca adesso di finire quel sogno e svegliarsi bene! Cerchiamo di continuare così ma le Ducati vanno forte".

Alla domanda su quale sia stato il suo mondiale preferito tra quelli conquistati finora, Marc non ha avuto dubbi.

"Il 2014, perchè in quella stagione anche mio fratello Alex è diventato campione in Moto3, quindi è stata una cosa incredibile per la mia famiglia".

Sembrava che il 2019 potesse diventare l'anno del debutto di Alex Marquez in MotoGP, ed una delle ipotesi più concrete sembrava potesse essere rappresentata dalla neonata Yamaha Petronas-SIC. Marc ha spiegato che questo scenario si è rivelato irrealizzabile per un veto posto dai massimi dirigenti Yamaha. 

"Lin Jarvis ci ha detto che Marquez in Yamaha non si può vedere, questo almeno è quello che ha detto a noi. Ci rispetta, ma ci vede con loro magari in futuro. Già lo disse a me nel 2016, ma ci rispetta e ci capisce bene. Quando vai in MotoGP devi essere pronto. Mio fratello ancora non ha fatto in Moto2 quello che deve fare per meritarsela. Se vai in MotoGP, deve avere un senso. È facile arrivare in MotoGP e poi andare non benissimo. Poi quando arrivi a 26 anni, ti dicono che non c’è più posto per te e che devi tornare in Moto2. Lì è il momento difficile". 

Un rifiuto difficile da comprendere anche per il campione spagnolo.

"Sapevo che io non avevo possibilità di andare in Yamaha, ma non mi aspettavo di arrivare al punto di coinvolgere anche tutta la famiglia. Certo, se vinci dieci gare in Moto2, tutte le porte sono aperte. Si deve parlare di più in pista e meno fuori".

Naturale poi che le domande siano anche passate attraverso la crisi di risultati di Yamaha, che per quanto continui ad occupare la seconda posizione in classifica con Rossi, non vince una gara da oltre 20 mesi ormai. Marquez non ha perfettamente chiara quale sia l'origine dei guai della M1.

"La M1 con gomma nuova va molto forte, ma poi soffre quando le gomme calano molto. Dipende molto dalle piste, non ci  capisce granchè stando alle loro spalle. Quando sei alle spalle di una Ducati, capisci subito dove guadagnano e dove perdono. Mentre se sei dietro ad una Yamaha non capisci tanto. Alla fine sono sempre lì, Valentino è secondo nel mondiale. In alcune gare credo che andranno molto forte".

Pensando a Valentino Rossi, i giornalisti di Sky hanno riproposto a Marquez la foto che lo ritrae assieme ai ragazzi della VR46 Academy nel Ranch. Una foto scattata quando lo spagnolo fu ospite di Valentino nel 2014 e che sembra oggi molto distante dal poter essere scattata nuovamente. 

"Mai dire mai, ma è difficle. Quello è stato un giorno molto bello, la pista del Ranch è incredibile ed io ho imparato moltissime cose. È stato un giorno divertente, una di quelle giornate di cui ti ricordi tutto. Abbiamo fatto le prove, poi l’Americana. E’ stata divertente. Se Rossi mi invita? Non credo che lo farà presto, di certo non domani".

Tornando a parlare del 2018, Marquez ha continuato ad indicare la Ducati come la moto da battere, ma ha anche ammesso che nella prima fase della stagione la Honda poteva vantare qualcosa in più rispetto agli avversari.

"Devo parlare in modo chiaro - ha ammesso Marc - e dire che nelle prime quattro, cinque gare, la nostra moto era la migliore in pista. Si poteva lottare bene, potevamo fare quello che volevamo. Ma dopo la Ducati ha fatto degli step in avanti maggiori. Noi rispetto all’anno scorso abbiamo fatto un passo in avanti con il motore, che ci ha aiutato tanto. Ci aiuta a staccare in maniera diversa, a gestire la gara in maniera diversa. Adesso è chiaro che dobbiamo fare un altro piccolo passo in avanti, ma queste sono le gare".

Proprio lo sviluppo della Honda sembra aver subito un grande cambiamento nelle ultime stagioni, come ha confermato Marquez. 

"Uno dei problemi del biennio 2015 e 2016 è che abbiamo cambiato tante cose. Questa è la prima stagione - ha svelato Marquez - in cui non abbiamo cambiato niente, abbiamo fatto solo una modifica al motore che già avevamo. Questo ci ha aiutato molto nella velocità massima, una cosa di cui avevamo davvero bisogno. Solo che la Ducati nel frattempo è migliorata anche da questo punto di vista, quindi dobbiamo ancora lavorare molto. Possiamo però dire che questo è il primo anno in cui abbiamo iniziato con un motore che già conoscevo, mentre in passato ho sempre iniziato con un motore che non conoscevo".

MARC MARQUEZ - HONDA HRC

Nonostante il vantaggio che potrebbe regalare tranquillità, Marquez ha anche confermato come Dovizioso possa diventare un avversario pericoloso.

"Penso che, come già ho affermato in altre interviste, Dovizioso quest’anno è più veloce dell’anno scorso, ma ha fatto degli errori in più. Per questo ho tutto questo vantaggio su di lui. Ma Dovi e la Ducati sono più veloci dell’anno scorso, e noi proveremo a resistere in tutte le piste".

Nel 2019 Lorenzo sarà il suo nuovo compagno di squadra, e Marquez ha cercato in tutti i modi di batterlo in Austria e a Brno senza nascondersi.

"Non posso dire che in Austria ho pensato al campionato. Ho cercato di vincere la gara, ho cambiato la strategia in corsa. All’inizio ho spinto, poi ho dovuto cambiare tattica. Ho provato a lottare con le Ducati, ma lì è veramente difficile. Quando sei dietro ad una Ducati ad una staccata, sei sempre troppo lontano. Loro hanno questa caratteristica di staccare molto forte e accelerare molto forte. Anche se tu sei più veloce in curva, se hai uno di loro davanti non puoi approfittarne. Così la Ducati sfrutta i suoi punti forti".

Marquez ha anche affermato nelle scorse settimane di essere felice di avere Lorenzo in Honda nel suo stesso box, piuttosto che averlo su una moto diversa. Confermando questa visione, lo spagnolo ha anche offerto una spiegazione accurata delle motivazioni dietro questo pensiero.

"Quando Honda stava pensando al mercato piloti - ha spiegato Marc - mi ha sempre informato delle sue mosse. Quando ha iniziato a parlare con Lorenzo, mi ha chiesto se c’erano problemi ed io ho risposto di no, perché io preferisco che un pilota che può vincere il mondiale abbia la mia stessa moto. Non voglio che ci siano dubbi sul fatto che vinca la moto o il pilota. Se uno ha la tua stessa moto non ci sono dubbi. Preferiso che il pilota più forte che ci sia in giro abbia la mia stessa moto. So che c'erano vari nomi in gioco, come Crutchlow, Dovizioso e lo stesso Lorenzo. Ma io ho solo chiesto ad Honda di avere uno forte in squadra. Prendi la Ducati, la moto va forte ma vanno forte anche i due piloti. La rivalità fa crescere il livello del box".

Marquez non ha neanche molti dubbi sul fatto che Lorenzo possa diventare vincente in sella alla Honda.

"Spero che non vinca (ride, ndr), ma è un pilota che va forte. Ha fatto fatica all’inizio, poi è andato forte con la Ducati. Non so se ci vorrà una gara oppure un anno, ma so che alla fine andrà forte anche con la Honda. La Honda non è il team di Marquez, è il team Honda. Ci sono due squadre nel box, la HRC ha la possibilità di fare due moto diverse. Prendi Dani: ha la sua moto, il suo telaio, perché ha uno stile diverso dal mio. Con Dani abbiamo lottato tanto nel 2013, nel 2014. Lo abbiamo fatto solo in pista, perché è sempre stato un grande compagno di box, ma in pista è anche stato un concorrente in più per me".

MARC MARQUEZ - HONDA HRC

Nel corso di un'accurata analisi tecnica, Marquez ha anche offerto la propria visione dietro tutte le famose cadute-non cadute di cui si è reso protagonista in queste stagioni di MotoGP, disegnando un autentico nuovo stile di guida.

"Tante cadute non cadute, ma anche tante cadute e basta (ride, ndr)! In certi momenti devi esserci con il fisico per fare certe cose. Se non c’è il fisico non la riprendi. Vuoi sapere cosa passa nelle testa del pilota? Il pilota è pazzo! Quando mi è successo la prima volta non ci ho pensato. Ricordo bene però che era la moto nuova per la stagione successiva, e se fossi caduto non avrei potuto più fare test. Quando all’inizio perdi la moto, devi subito capire se puoi tenerla e se puoi farlo devi spingere con tutto quello che puoi. Con ginocchio, gomito, con tutto! Non so come lo faccio, ma so per certo che è più facile farlo in una curva veloce che non in una curva lenta".

Valentino Rossi ha di recente paragonato gli sforzi profusi da Honda e Ducati a quelli di alcuni top team di Formula 1. Marquez ha in qualche modo confermato la crescita degli investimenti da parte di Honda in MotoGP negli ultimi anni.

"Anche Honda fino a tre anni fa non aveva un test team. La Ducati è quella che ha fatto il primo passo, con Pirro che è un pilota che gira al massimo a mezzo secondo dal pilota più forte in pista. In questo modo si possono provare certe cose, e anche noi di Honda abbiamo iniziato a ragionare su questo aspetto, che è uno di quelli che si costruiscono piano piano. Alberto Puig ha aiutato molto in questo, ma già da Nakamoto e Suppo si era iniziato a percorrere questa strada, che adesso sembra essere quella giusta". 

Tanti scommettono su un futuro di Marquez in Ducati, ma lo spagnolo ha confermato di trovarsi per adesso in modo perfetto in Honda, un Costruttore che lo tiene in grandissima considerazione.

"In tanti dicono che io vinco solo per la Honda, ma se fosse così tutti vorrebbero venire a correre in Honda anche gratis. Ma non è proprio così. Io adesso mi trovo bene in Honda e non sulla Honda. È il più grande Costruttore al mondo e sento che ogni mio commento è molto considerato. In futuro, certo potrebbe arrivare qualche sfida diversa, ma ne ho già tante adesso. L'anno prossimo avrò un nuovo compagno, molto forte e vorrò batterlo. Devi sempre avere una sfida nuova, come ad esempio Rossi che ogni anno ha avuto un avversario nuovo. Prima Biaggi, poi Stoner e Lorenzo. Ci vuole sempre la sfida per fare qualcosa in più".

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