MotoGP, Petrucci: ho seguito Dovi, solo lui può battere Marquez

"Sono stato a lungo alle sue spalle in pista, è messo benissimo. Io sono vicino". Miller è 8° nel pomeriggio "Sull'asciutto? Da schifo"

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Danilo Petrucci sa di avere un esame importante da sostenere in Austria. Su questo tracciato, la Ducati ha un potenziale molto elevato, come confermano la vittoria del 2016 di Iannone e quella del 2017 di Dovizioso, quindi Danilo sa di dover puntare con forza ad un risultato di prestigio. Ma non è tanto la conquista di un risultato di rilievo il vero esame da superare per Petrux, che ha invece il preciso impegno di dimostrare di poter essere competitivo anche su una pista in passato indigesta.

Nella moderna MotoGP, quando corri da pilota ufficiale per un Costruttore, la continuità dei risultati è uno degli aspetti più importanti per valutare il rendimento di un pilota e Petrucci è consapevole che dalla prossima stagione non saranno ammesse battute a vuoto sul suo ruolino di marcia. Il tracciato del Red Bull Ring non è mai stato tra i suoi preferiti, quindi ben figurare in questa undicesima tappa del mondiale 2018 non farebbe altro che confermare la definitiva maturazione di un pilota in procinto di passare allo status di Factory al 100%. 

Le prime prove hanno restituito risultati più che positivi per Danilo, terzo sia in FP1 disputata in condizioni meteo perfette, che nella FP2, caratterizzata invece dalla pioggia. Un ottimo modo per iniziare un weekend molto importante per il pilota Pramac.

"E’ stata una giornata positiva - ha affermato Petrucci - sono stato terzo sia stamattina che oggi pomeriggio. Le condizioni meteo sono state davvero molto diverse nelle sessioni, ma mi sono sentito bene sia la mattina che nel pomeriggio. Stamattina abbiamo utilizzato qualcosa che avevamo provato nei test di Brno, e siamo stati subito veloci. Stiamo cercando di usare la moto in modo differente e siamo stati veloci anche oggi nella pioggia".

La Desmosedici ha dimostrato ancora una volta di essere la moto perfetta per questa pista.

"La Ducati è stata sempre molto veloce, ma non è solo questo il punto - ha osservato Petrux - Non abbiamo un vantaggio di velocità così elevato, gli altri si sono avvicinati molto da questo punto di vista, ma penso che siamo davvero a posto sulla frenata e nella gestione elettronica".

Pensi che siate voi piloti Ducati i favoriti per questa gara?

"Si vedrà, le gomme come sempre saranno decisive, ma penso che Marquez in questo momento sia leggermente più veloce di noi, soprattutto con il caldo. Questa mattina è stato molto veloce con gomme usate, mentre oggi mi ha dato un secondo sul bagnato".

Terzo al mattino, stesso risultato al pomeriggio. Ti aspettavi di iniziare così bene il weekend su un tracciato che non ti è mai piaciuto molto?

"Sono dove volevo essere, vicino agli altri due Ducati ufficiali. Credo che sia Dovi che Jorge siano messi bene, ma soprattutto Dovi che stamattina ho seguito abbastanza in pista. Secondo me sarà lui l'unico che potrà battere Marquez, che stamattina è stato velocissimo con le gomme usate. Sicuramente è più veloce di me per adesso".

Plausibile che questa volta ci sia anche tu nella lotta per la vittoria?

"Siamo stati veloci sin dall’inizio stamattina, senza neanche andare a cercare tantissimo il tempo. Però è chiaro che Marc è molto veloce. Vogliamo essere della partita, chiaro che mi piacerebbe stare davanti a più persone possibile in gara".

C'è chi afferma che correre con la pioggia potrebbe essere un problema qui sul Red Bull Ring, tu cosa ne pensi?

"Onestamente sarei un pochino preoccupato di correre con il bagnato qui - ha sottolineato Petrucci - perché il muretto esterno è davvero molto vicino e specialmente sul rettilineo ci sono molte buche. Poi quando inizia a piovere forte la moto va in aquaplaning e ti scappa letteralmente da sotto le gambe quando arrivi in sesta piena a trecento, c’è da stare molto attenti. E’ una situazione difficile, perché non conosci quale sia il livello di trazione che hai a disposizione, neanche in rettilineo. Quindi penso che tutti i piloti siano leggermente preoccupati di questa situazione perché qui le velocità sono molto elevate. Oggi dovremo parlarne in Safety Commission, perché si formano molte pozze d’acqua in traiettoria ed è davvero pericoloso". 

Quanto può essere problematico nella definizione dell'assetto l'aver perso un intero turno per la pioggia? Sembra che la gara verrà corsa con in situazione di pista asciutta.

"Avere a disposizione un turno in meno pesa, anche se stamattina siamo partiti subito con il piede giusto quindi da un lato potrebbe essere un vantaggio perché siamo messi bene. Però è chiaro che pesa tantissimo nell’economia di un GP - ha spiegato Danilo - Ci lamentiamo spesso che il format è corto, che negli ultimi minuti delle FP dobbiamo fare il time attack, immagina senza disputare un turno. Soprattutto su una pista come questa, che è molto particolare, tutta a destra, dove è fondamentale mettere a posto bene l’elettronica. Tutti questi rettilinei non aiutano, nel senso che servirebbe una moto abbastanza scarica di potenza, ma poi in rettilineo non vai. Bisogna trovare il giusto compromesso". 

Nell'altra metà del box Pramac Jack Miller ha vissuto invece un venerdì a due facce. Lentissimo al mattino, quando non è andato oltre la diciottesima prestazione, nel pomeriggio l'australiano si è issato in ottava piazza, sfruttando il proprio talento anfibio.

JACK MILLER - AUSTRIA 2018

"Non mi aspettavo di essere così veloce oggi pomeriggio - ha rivelato Jack - in pista c'era un aquaplaning molto pericoloso, soprattutto alla terza curva, dove c'è la chicane. Un tratto veramente pericoloso in queste condizioni".

In queste condizioni di solito emerge il tuo talento sul bagnato, la tua sensibilità. Non ti piacerebbe se restassero queste per tutto il fine settimana?

"Sinceramente non saprei, anche perché come assetto non siamo a posto in questo momento. Dobbiamo lavorare ancora sulla moto per essere più competitivi".

Sul bagnato sei andato forte, ma sull'asciutto come ti sei sentito? Diciottesimo al termine della FP1 non è un risultato esaltante.

A shit! - Il pilota australiano non ha dubbi nel definire la mattinata - stamattina è stato uno schifo, perchè ho sofferto con l'assetto. La mia Ducati faticava in accelerazione nelle curve lente e di conseguenza soffriva in velocità di punta. Si dovrà lavorare in FP3, dove tra l'altro non abbiamo certezze sul meteo. Da vedere se sarà asciutto o bagnato".

Non è il massimo insomma lavorare in queste condizioni.

"Lavorare in condizioni miste non è mai facile perché diventa complicato trovare una strada da seguire per definire l'assetto della moto". 

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