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MotoGP, Rossi: "mi chiedo quanto Yamaha abbia voglia di vincere"

"Honda e Ducati hanno speso di più e vorrei il massimo impegno. Servono persone che si prendano rischi o si continua a vivacchiare"

MotoGP: Rossi: "mi chiedo quanto Yamaha abbia voglia di vincere"

La pazienza di Valentino nei confronti di Yamaha sembra essere arrivata agli sgoccioli e Rossi, in Austria, pur mantenendo un tono tranquillo ha sparato frecce acuminate nella direzione di Iwata. I problemi sono noti: la M1 non regge il passo della concorrenza e le novità arrivano col contagocce, oltre a non essere risolutive.

I test di Brno, attesi da mesi come il momento della riscossa, si sono rivelati un’altra occasione sprecata e Rossi non ha più voglia di stare in silenzio. Così, quando gli si domanda cosa speri per il prossimo anno, ci tiene a mettere le cose in chiaro.

Innanzitutto, io spero vivamente che la situazione migliori prima della fine di questa stagione - spiega - Non mi aspetto nulla di clamoroso, perché Yamaha storicamente procede per piccoli passi nelle sue evoluzioni. Però bisogna capire quanto abbia voglia di vincere e di conseguenza quanto abbia voglia di impegnarsi e di spendere”.

È questo l'aspetto cruciale, ma non il solo, su cui il Dottore punta il dita.

A me sembra che Honda e Ducati abbiano speso di più, mi riferisco ai test team e agli investimenti sulle persone - sottolinea - A me piacerebbe che si impegnassero al massimo e credo che a Yamaha non manchi nulla, sia dal punto di vista tecnico che di budget, ma serve un impegno maggiore”.

C’è chi guarda al passato e a Masao Furusawa, l’artefice della rinascita della Yamaha in MotoGP.

Furusawa da un punto di vista tecnico per me è stata una persona di riferimento, mi ha fatto crescere molto - afferma Valentino - Inoltre era una persona che si metteva in discussione, ha fatto delle mosse aggressive e coraggiose nella sua carriera”.

Quello che manca ora.

Mi trovavo bene anche con Tsuji - continua Rossi - ma ora servono persone che si prendano le proprie responsabilità e qualche rischio, altrimenti continuiamo così, a vivacchiare”.

La situazione disegnata da Valentino non è per nulla rassicurante, soprattutto in vista di un GP complicato per la Yamaha come quello in Austria.

Se posso vincere qui? Questa pista è fra le peggiori dell’anno - mette subito in chiaro - Ora bisogna solo rimanere concentrati e non buttarsi giù, alla fine in gara può succedere di tutto. Lo scorso anno avevo fatto una gran fatica, ma nel 2016 io e Lorenzo eravamo stati veloci, anche se io non abbastanza per salire sul podio”.

Cosa aspettarsi, quindi?

Non siamo in un momento tecnico indimenticabile - usa l’ironia - si deve essere bravi a tenere duro. Credo che insieme alla mia squadra stiamo facendo un buon lavoro, sono contento, ma dobbiamo aspettare che arrivi qualche aiuto. La M1 è una moto che mi piace guidare, credo che se riuscissimo a migliore l’accelerazione potremmo essere competitivi”.

Le previsioni promettono pioggia, non è chiaro se potrà essere un aiuto.

Il bagnato lo scorso anno era un incubo per noi, la M1 era inguidabile e appena provavi ad andare un po’ meno piano finivi a terra. Quest’anno spero e credo che la nostra moto vada meglio, anche se non ho avuto tante occasioni di provarla sotto l’acqua. Io, comunque, preferirei l’asciutto perché credo che i nostri limiti di elettronica possano peggiorare sul bagnato. Una gara flag-to-flag? Quello non è proprio il mio campo” conclude ridendo.

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