MotoGP, Lorenzo: battere Marquez? servono 5 vittorie di fila

Jorge sul recupero nel mondiale "Valori equilibrati e Marc non sbaglia spesso". Sulla Yamaha "Crisi? Valentino molto vicino a Brno"

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Jorge Lorenzo sta vivendo periodo relativamente sereno della sua carriera agonistica. Con un futuro già scritto in Honda e nessuna pressione sulle spalle per conquistare un titolo che in questo momento è lontanissimo, lo spagnolo sta vivendo un ottimo momento di forma in sella alla Ducati, che è riuscito a plasmare gara dopo gara secondo le proprie esigenze.

Il maiorchino ha sfiorato la vittoria a Brno, battuto in volata da Dovizioso, ma nelle ultime cinque gare è il pilota che ha totalizzato il maggior numero di punti in campionato. Segno di una competitività ritrovata, che può regalargli una grande carica in questa seconda parte di stagione.

Secondo la statistica, tu sei il pilota che negli ultimi cinque Gran Premi ha totalizzato più punti di tutti. Dove puoi arrivare?

“E' vero, ma Marquez è caduto al Mugello - ha sottolineato Jorge - altrimenti avrebbe preso tanti punti. Di certo dal Mugello a qui, a parte Sachsenring e Assen che sapevamo sarebbero state piste difficili, siamo stati veloci su tutti i circuiti, in tutte le condizioni. In effetti anche lì abbiamo rialzato la testa in alcune fasi di gara".

Una vera novità per la Ducati, che per anni ha cercato di costruire questa continuità.

"Questo è positivo perché l’anno scorso non succedeva. C'è stato un grande miglioramento da inizio anno. All'inizio è stata dura, poi con i pezzi nuovi e la vittoria del Mugello avete visto un Jorge diverso in sella, specialmente sulla distanza di gara. Per questo spero di chiudere il più avanti possibile, questo è l’obiettivo in campionato".

Cosa ti manca per puntare davvero a vincere più gare consecutive e riaprire questo mondiale?

Jorge Lorenzo 

"Ci servono due o tre decimi in più per vincere più gare di fila  e per potere cosìrecuperare tanti punti - ha analizzato Lorenzo - Al momento non vedo una Ducati capace di vincere 5 o 6 gare di fila, inoltre, Marc è sempre veloce e non cade spesso. Ora la differenza di valori non è grande".

In Repubblica Ceca sarebbe potuta arrivare la terza vittoria di stagione. Senza gli attacchi di Marquez al penultimo giro, potevi vincere?

“Non si saprà mai - ha affermato il maiorchino - ma ci sono stati due sorpassi di Marquez in quella fase di gara. Una cosa così se non ti fa perdere tempo, almeno non ti permette di avere la mente tranquilla per tentare l’ultimo sorpasso”.

Proprio a Brno per la prima volta hai utilizzato una nuova strategia in gara. Invece di scappare in solitaria a tutti i costi, hai deciso di gestire una gara d'attesa. 

“Non è stata la prima volta che ho dovuto rimontare nella mia carriera MotoGP - ha ricordato il pilota Ducati - però è vero che è stata la prima volta che in maniera consapevole ho scelto di aspettare e di non sorpassare gli altri all’inizio. Prima lo facevo perché ero costretto, magari partivo male e non riuscivo ad andare forte nei primi giri. Questa volta invece l’ho fatto in modo consapevole”.

E’ stato facile applicare questo tipo di tattica in gara?

“E’ stato importante convincersi di utilizzare questa strategia prima della gara - ha svelato Lorenzo -  fermarsi a riflettere un’ora prima della partenza e dire ‘questo è quello che farò in gara’. Però sicuramente il fatto di non essere partito molto bene mi ha aiutato, perché se fossi partito bene, magari come un razzo come faccio qualche volta, sarebbe stato difficile resistere alla tentazione di andare in testa alla prima curva”.

Tu, come tutti i piloti in conferenza, hai disegnato delle piste. L’idea del circuito quadrato non è male.

“Non è male vero (ride, ndr)? Dobbiamo presentarla alla Dorna come idea!".

La Honda a che tipo di circuito è adatta? E' così diversa dalla Ducati?

“Io penso che la Honda e la Ducati siano moto con caratteristiche molto diverse. Con la Ducati  - ha analizzato Jorge - devi fare il tempo entrando forte in curva e frenando forte, per poi sfruttare l’accelerazione e la potenza in uscita. La Honda invece ha altre caratteristiche principali, secondo me in questo momento la percorrenza alle alte inclinazioni”.

Quindi sarà più semplice per te sfruttare la Honda?

“Non lo so. Per dirtelo adesso dovrei avere poteri divini!”.

Tornando al presente e questa pista, si può dire che tu nel 2017 in Austria sei andato fortissimo nei primi giri di gara, poi sei calato. E' stata una sorta di svolta della stagione. Cosa ti porti dietro di quella gara?

“Sono due moto diverse la Ducati del 2017 e questa. La moto di quest’anno secondo me gira meglio - ha valutato il pilota spagnolo - ma i rivali si sono avvicinati dal punto di vista della potenza. La gara dell’anno scorso è stata bella, feci la prima fila come in Spagna al Montmelò".

Anche in gara sei andato molto forte, specialmente nelle prime fasi del GP.

"Sono partito forte e al primo giro avevo un secondo di vantaggio, ma non avevo l’esperienza che ho adesso nel gestire le gomme e lo sforzo fisico in sella. Da questo punto di vista ho fatto tanta esperienza in questa stagione.  Ma ogni gara è diversa e tocca aspettare. Ovviamente su questa pista abbiamo più percentuale di riuscita essendo una pista con alte velocità, frenate dure ed accelerazioni. Ma anche gli altri hanno buona potenza del motore. Abbiamo buone possibilità".

In dieci anni, dalla stagione del tuo debutto, tante cose sono cambiate in MotoGP. Anche la dinamica dei turni è modificata. In meglio o in  peggio secondo te?

Jorge Lorenzo & Valentino Rossi - A1 Ring

"Il cambiamento è notevole rispetto a 10 anni fa. Prima lavoravi solo su regolazioni e negli ultimi 10 minuti cercavi il tempo. Ora in 45 minuti guardi l'assetto, le gomme per fare la gara e devi fare il tempo per entrare in Q2. Per lo spettacolo questa è una migliore combinazione, per i piloti è più difficile".

In questo periodo tiene banco la crisi della Yamaha, che non vince da 20 gare. Tu conosci bene il reparto corse di Iwata, come mai i tempi di reazione sono così lenti?

“Sicuramente hanno le loro difficoltà, come ha detto anche Marquez, si parla di crisi ma fino a Brno erano secondo e terzo nel campionato. Hanno conquistato tanti podi e sono stati molto vicini alla vittoria in tante occasioni. Su un circuito come Brno, molto veloce, Valentino ha chiuso la gara a 2,9 secondi dal primo. Non sono messi così male di sicuro”.

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