MotoGP, GP Brno: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marquez si scontra contro il muro Ducati alzato da Dovizioso e Lorenzo, Yamaha annaspa e si salva solo Valentino

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Una Brno da brividi, nonostante il caldo africano, per chi era vestito di rosso. Il vero dream team di oggi è quello formato da Dovizioso e Lorenzo, con la complicità di Dall’Igna e dei suoi uomini. Rosso come la passione e il cuore che serve per fermare il bulldozer Marquez, che si è scontrato contro un muro troppo duro da abbattere.

Si dirà che per il campionato cambia poco (se non niente) ma intanto si festeggia e si pensa a come ripetersi. La Ducati ha fatto quello che non riesce (più) alla Yamaha, distratta da faide interne e con il solo Rossi a spingere una carriola che avrebbe bisogno almeno di una riverniciata.

Una bella giornata per l’Italia anche con Di Giannantonio e i podi in Moto2 per Marini e Bagnaia, anche se Oliveira si è messo davanti in classifica. Fra pochi giorni c’è l’Austria per rifarsi.

IL BELLO – Due Ducati sono meglio di una, soprattutto quando si mettono dietro Marquez. Un pacchetto regalo per Dall’Igna e tutti gli uomini di Borgo Panigale. Dopo qualche battibecco (pilotato) a distanza, Andrea e Jorge hanno fatto gruppo compatto a Brno. Per dirla con Dovi, sono volati schiaffi ma sono più quelli dati che quelli presi. Peccato che la miglior accoppiata della MotoGP debba sciogliersi a fine anno.

IL BRUTTO – La Yamaha perde i pezzi e non c’è nessun con almeno un po’ di colla per riparare il danno. Dopo la scomparsa di Zarco, la deflagrazione di Vinales che preferirebbe vedere la suocera nei box piuttosto che Forcada. Ci pensa il solito Valentino a metterci una pezza, anche se la falla ormai è troppo grossa. Si rischia di fare la fine del Titanic, nonostante il caldo di Brno non abbia favorito la creazione di iceberg. Forse li hanno importati dal Giappone.

IL CATTIVO – Le qualifiche Moto3 stanno raggiungendo vette di comicità prima mai esplorate. La caccia alla scia a ogni costo ha avuto sviluppi inaspettati: la si cerca fin da quando si è ai box. Il problema è che a forza di cercarla, poi si esce troppo tardi per sfruttarla. I novelli Giulio Cesare della classe cadetta forse hanno imparato la lezione, ci si chiede il perché chi gestisce le squadre non la conoscesse già.

LA DELUSIONE – Pedrosa dove sei? Le ultime gare della sua carriera, dopo l’annuncio del ritiro al Sachsenring, potevano essere una lunga passerella, invece si stanno tramutando in un calvario. Honda sembra poi averlo abbandonato, se Marquez lunedì raccontava quante novità avesse dovuto provare, Dani non ha avuto di questi problemi: non aveva nulla di nuovo.

LA CONFERMA  – Il peggiore risultato della stagione in una pista in cui faticava e stiamo parlando di un terzo posto. Per Marc Marquez giocare in difesa significa quello che per altri è andare all’attacco. Forse, a Brno, lo spagnolo più che contro le Ducati ha lottato contro se stesso. E ha vinto, naturalmente.

L’ERRORE – È il più veloce e più in forma della Moto3, ma come l’indimenticato Tafazzi a volte cede all’autolesionismo. L’errore di Jorge Martin nel primo turno di libere è imperdonabile. L’augurio è che non lo paghi troppo caro.

LA SORPRESA  – Questa volta la vittoria non gliel’ha tolta nessuno e Fabio Di Giannantonio non sarà più ricordato solo come il pilota con il cognome più lungo del motomondiale. Il romano ha ben altre qualità e le ha fatte vedere: la cartuccia è andata a segno.

IL SORPASSO – È riuscita solo a metà, ma la doppia infilata di Lorenzo ai danni di Marquez e Dovizioso all'ultima curva merita comunque un premio.

LA CURIOSITA’ – La famiglia canina di Valentino, che da sempre lo segue in versione fumetto sulla sella della sua moto, ha due new entry. A Brno, accanto al gatto Rossano, sono comparsi Ulisse e Penelope, i due nuovi amici a quattro zampe del Dottore.

IO L’AVEVO DETTO – Valentino: “andiamo a Brno per vincere”. Devono avere sbagliato strada.

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