Due offerte di acquisto per la Nolan

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Quasi mezzo milioni di caschi all'anno ed una storia da incorniciare: nei primi anni '90 l'azienda era sull'orlo del fallimento, fu rilevata con un management buy out dagli stessi dirigenti. Il risultato, oggi, è un fatturato di 44 milioni con un margine operativo lordo di 7, un utile cresciuto in un anno da 3 a 3,392 milioni e un calo di 800 mila euro dell’indebitamento.

Parliamo della Nolan, il casco di Casey Stoner e poi di Melandri, di Petrucci, di Davies e di tanti altri campioni. Spesso, come nel caso di Casey, fedeli al marchio fin dall'inizio della carriera, perché la storia dell'Azienda è stata sempre contraddistinta da un forte senso di appartenenza.

Un gruppo di appassionati, del loro lavoro e del motociclismo. Un modo di fare impresa tipicamente italiano.

Qualche tempo fa era uscita una voce di un possibile passaggio di mano. Forse non erano solo rumors perché a Brno è circolata la voce di ben due offerte: una particolarmente generosa dall'Asia e l'altra dall'Europa.

Il motivo: il desiderio di passare la mano più che per la necessità di nuovi capitali, per un ricambio generazionale. Per garantire il proseguio della storia Nolan nel futuro.

Qualcosa che era trapelato dall'amministratore delegato Enzo Panacci stesso che aveva fatto notare che l'età media dell'attuale CDA è di più di 60 anni.

La Nolan, orgogliosamente italiana ma capace di esportare l'80% della produzione all'estero ha circa 380 dipendenti. Fra di loro alcuni hanno assemblato il casco numero 1 dei 30 milioni fino ad oggi prodotti.

 

 

 

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