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MotoGP, Brno, FP1: toh, chi si rivede: rispunta Zarco

Miglior tempo per il francese sulla M1 Tech3 che batte la Ducati di Dovizioso in extremis. 3° Marquez con la Honda, 5° Rossi su M1 ufficiale, 6° Iannone con la Suzuki

MotoGP: Brno, FP1: toh, chi si rivede: rispunta Zarco

Pochi aggiornamenti tecnici per i team della MotoGP a Brno, in vista del decimo Gran Premio stagionale. Dopo il Sachsenring e la pausa estiva, le squadre affronteranno il weekend di gare e svilupperanno le novità nel test supplementare in programma lunedì, quando potremo vedere il lavoro dei rispettivi reparti corse.

Il primo turno di prove libere vede in cima alla classifica dei tempi il francese Johann Zarco che, proprio in extremis, scalza dalla vetta Andrea Dovizioso, il più veloce sino a pochi secondi dal termine.

Il pilota del team Tech3 ha fermato il cronometro in 1'56”647, guidando la sua Yamaha M1 come faceva ad inizio campionato; il record della pista segnato da Marquez in gara è ancora lontano, ma Johann è apparso finalmente tornato in forma.

La Desmosedici ufficiale numero 04 è seconda a soli 73 millesimi: il Dovi lo ha detto: “bisogna dare ‘del lei’ alla pista di Brno” considerando le insidie che presenta il tracciato e la velocità del forlivese, per il momento, Andrea le ha dato ‘del tu’.

Marc Marquez è terzo a 181 millesimi con la Honda HRC del team Repsol, insolitamente composta e meno di traverso rispetto al suo canonico stile di guida. Il leader del Mondiale sa che questo è un momento cruciale di tutto il campionato e sarebbe meglio evitare errori fatali.

Ancora senza una sella 2019, Alvaro Bautista è andato forte, quarto tempo con la Ducati "vecchia" ed una gomma Michelin posteriore media nuova, che lo porta a 184 millesimi da Zarco.

Ci ha messo del suo Valentino Rossi, specialmente quando doveva aprire il gas in uscita di curva: la Yamaha numero 46 soffriva le asperità della pista ceca ed era difficile per il nove volte iridato tenere la linea ottimale. Il quinto tempo a 241 millesimi dalla M1 Tech3 è sempre meglio del quattordicesimo del compagno di colori Maverick Vinales, con il malese Syahrin davanti alla M1 ufficiale numero 25.

Suzuki sesta grazie ad Andrea Iannone, a nemmeno due decimi dalla vetta. Dani Pedrosa è settimo, prima del test rider Stefan Bradl, in pista dopo il ritorno avvenuto al Sachsenring.

Guida grintosa e tante sbandate per Jack Miller, nono con la Ducati Pramac, dopo l’australiano l’ex campione Moto2 Tito Rabat, in costante crescita con la Desmosedici Avintia. Cal Crutchlow inizia la tre giorni con l’undicesimo tempo.

Jorge Lorenzo - dodicesimo - non era affatto contento: il maiorchino ha chiesto numerosi interventi dai parte dei tecnici Ducati, al lavoro per garantire più motricità alla ruota posteriore, con l'aggiunta di ali più lunghe montate sulla carena numero 99.

Danilo Petrucci segue le Yamaha di Syahrin e Vinales, Alex Rins è diciassettesimo; Aprilia diciottesima con Aleix Espargarò, terza Suzuki in pista, in  diciannovesima posizione con il collaudatore Guintoli.

Miglior KTM del lotto è quella di Bradley Smith, ventunesimo, in recupero fisico dopo l'infortunio Franco Morbidelli, appena dopo. Novità sulla RS-GP di Scott Redding, con un terminale di scarico allungato. In questo modo l’inglese non soffre il calore emanato dall’impianto e può giovare di quale cavallo in più agli alti regimi.

Quasi sul fondo Karel Abraham, pilota di casa. La pista è di suo papà, il ceco potrebbe fare molto meglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

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