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MotoGP, Puig: Lorenzo al posto di Pedrosa? Ha deciso la Honda

"Non sono stato io: la Honda voleva vedere un altro pilota sulla sua moto. Marc e Jorge assieme? Non ci piacciono le cose semplici" 

MotoGP: Puig: Lorenzo al posto di Pedrosa? Ha deciso la Honda

Sono in molti ad indicare in Alberto Puig il reale artefice dello passaggio di consegne in HRC tra Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo, ma il manager ha tenuto a precisare che le cose non stanno affatto così, approfondendo assieme alla stampa il percorso che ha portato Pedrosa verso il ritiro, aprendo al contempo le porte per Lorenzo in Honda. 

"Per prima cosa non ho deciso io, è una decisione di Honda. Lorenzo ha vinto tre titoli in MotoGP - ricorda il manager spagnolo - crediamo che abbia il potenziale per fare un buon risultati con la nostra moto, ma ogni pilota deve adattarsi ad una nuova moto.

Il processo di adattamento nel passaggio tra Ducati e Honda potrebbe rivelarsi più semplice per Lorenzo rispetto al momento in cui è passato dalla Yamaha M1 alla Desmosedici, ma Puig non vuole dare nulla per scontato.

"A volte è facile e ci vuole poco tempo, altre ce ne vuole molto di più. Guardate quanto ci ha messo per capire la Ducati, ma una volta capita ha vinto due gare di seguito. Ci aspettiamo che sia veloce, quanto non lo sappiamo. Crediamo nel suo potenziale e la sua carriera lo dimostra. Non è venuto in Honda per non restare tagliato fuori, ma per vincere".     

Nel box HRC si troveranno a convivere due grandissimo campioni della MotoGP, entrambi estremamente carismatici e ambiziosi. Un aspetto che potrebbe forse preoccupare altri Team Manager, ma che non sembra scalfire la calma serafica di Puig.       

"Naturalmente in un top team corrono i migliori piloti - sottolinea l'ex manager personale di Dani Pedrosa -  questo è il concetto principale. Avevamo questa opportunità, e l’abbiamo colta. Non so cosa fanno gli altri team, magari non se ne preoccupano. La preoccupazione per la Honda è di mettere in pista la migliore moto che può , e mettere i piloti in condizione di essere sempre più veloci per poi vedere cosa succede".

Una sfida complessa, che tuttavia potrebbe rappresentare un ulteriore stimolo per la HRC per dare il massimo: "Ovviamente non sarà facile, ma nelle corse non c’è niente che non sia complicato. Se avessimo voluto fare cose semplici, probabilmente non avremmo messo in piedi un team di questo livello. Le complicazioni sono sfide, Honda è sempre alla ricerca di sfide".

Ad Alberto Puig è stato chiesto più volte per quale motivo sia stata presa la decisione di terminare il rapporto di lunghissima durata con Pedrosa, per ingaggiare Lorenzo. Una scelta dettata probabilmente proprio dalla voglia di cambiamento in HRC.

"Dopo quasi tredici anni nel team con Dani, volevamo vedere altre possibilità. Lorenzo è un campione della MotoGP, ha vinto dei titoli. Avevamo varie opzioni interessanti. Volevamo vedere la nostra moto correre con altri piloti - sottolinea Puig -  un nome diverso. Dani ha avuto una carriera davvero lunga in Honda, ha avuto molte opportunità, davvero tante. Ma volevamo provare un altro pilota. Abbiamo valutato le possibilità, ma non abbiamo parlato in modo approfondito con molti piloti. Volevamo prima vedere come sarebbero andate le cose, quali sarebbero stati i risultati durante la stagione. Abbiamo avuto alcune conversazioni e quando abbiamo preso la decisione siamo andati avanti.​​​​​ Con Lorenzo".

Proprio Puig ha vissuto sia la fase iniziale che quella finale della carriera di Pedrosa, una volta suo autentico pupillo nel Paddock. In tanti hanno anche suggerito che alla base della separazione tra Dani e HRC, ci fossero proprio degli strascichi di un rapporto lavorativo finito male tra i due, tuttavia il manager non può che tessere le lodi per il pilota di Sabadell, fresco di annuncio di ritiro.

"Dani ha vissuto una grande e lunga carriera ed uscirà da questo Paddock dopo aver raggiunto risultati migliori della maggior parte dei piloti che hanno corso qui. Penso che abbia fatto un lavoro straordinario - aggiunge il manager HRC - se devo trovargli un punto debole, forse è il fatto che ha una corporatura davvero piccola e si è trovato a lottare con moto davvero grandi e potenti. Penso che questa sia stata sempre la più grande difficoltà che si è trovato ad affrontare, ma grazie alla sua tecnica e al suo talento, è riuscito a farlo. Penso che sia stato impressionante sempre".

C'è una ipotesi di vedere Pedrosa restare in orbita Honda come Tester, e sembra che le porte della HRC siano totalmente aperte per lui, come sottolinea Puig:"Ne abbiamo parlato, e lui è sempre sembrato interessato alla cosa. Conosce l’opinione che ha Honda nei suoi confronti, ma per ora rispettiamo la sua decisione, senza insistere. Dani sa che questa decisione spetta a lui".

Sarà vero?

Nella conferenza indetta da HRC per parlare di presente a futuro della squadra, è intervenuto anche Tetsuhiro Kuwata, responsabile di tutte le operazioni in pista per il colosso giapponese. Parlando del nuovo binomio di piloti, il manager ha le idee molto chiare, ritenendo che possa essere un enorme vantaggio per Honda avere a disposizione due piloti così diversi tra loro.

Tetsuhiro Kuwata - HRC Manager

“Marc e Dani sono molto diversi, ma dal nostro punto di vista - specifica Kuwata - per quanto riguarda lo sviluppo, avere due piloti molto diversi è una cosa molto buona per noi. Quindi lo sarà anche in futuro. Siamo stati in grado di fare un’ottima moto per Marc e anche per Dani, quindi il potenziale tecnico è molto elevato. Per il prossimo anno cercheremo di avere una moto ad un livello ancora più alto per entrambi”.

Non preoccupa affatto lo sviluppo potenzialmente differente che richiederanno Marquez e Lorenzo, entrambi velocissimi ma anche dotati di due stili di guida estremamente diversi tra loro. Queste differenze di stile potrebbero concorrere a far crescere più velocemente la moto, senza dimenticare che Lorenzo conosce perfettamente sia la M1 che la Desmosedici, e porterà in dote in HRC un bagaglio di Know How immenso riguardo le moto dei rivali.

“Non sono preoccupato, già adesso abbiamo due sviluppi distinti, uno per Marc e uno per Dani - analizza il manager HRC Non c’è n’è mai solo uno per tutti i piloti. Continueremo in questo modo anche nel prossimo anno. Non sappiamo cosa vorrà Jorge dalla nostra moto, ma cercheremo di andare incontro alle sue richieste. Anche Marc ha sempre molte richieste per noi, quindi cercheremo di accontentare tutti, ma continueremo sempre nello stesso modo”.  

Lo step in avanti compiuto dalla RCV213 nel 2018 è palese, e Marquez sta dominando questo campionato anche grazie ad una moto davvero a punto. Un aspetto su tutti sembra essere stato oggetto di attenzioni da parte di HRC, e si tratta del motore. Tuttavia Kuwata spiega che ancora non si è raggiunto il livello che si desidera.

"I miglioramenti del motore ci sono stati e sono stati importanti, ma non penso che abbiamo già il motore numero uno in griglia. Il nostro obiettivo è avere il miglior motore della MotoGP e averlo è difficile. Continueremo a svilupparlo. Sul telaio dobbiamo considerare lo sviluppo delle gomme, quindi ci dedicheremo a questo nel prossimo anno".

La Honda, secondo Kuwata, non è quindi ancora la migliore moto del lotto: "Mi piacerebbe dire che la migliore MotoGP è la Honda, ma forse sarebbe meglio dirlo a fine stagione. In questo momento meglio non dire nulla". 

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