Tu sei qui

SBK, Bevilacqua: la BMW? Arriverà tardi. Solo Yamaha è pronta

Il patron Althea spiega: "Correre con Sykes? è un amico ma occorrono garanzie tecniche. Prima sceglieremo la moto, poi i piloti"

SBK: Bevilacqua: la BMW? Arriverà tardi. Solo Yamaha è pronta

Nella griglia di partenza del campionato Superbike 2019 le caselle da definire sono ancora numerose, con tanti team dal futuro ancora nebuloso e tanti piloti in scadenza di contratto in cerca della migliore opzione. Tra le squadre sotto la lente di ingrandimento vi è il team Althea, una struttura di peso nel campionato sia per l’esperienza maturata che per i risultati ottenuti, primo fra tutti il titolo 2011 con Carlos Checa. Al timone della nave vi è sempre Genesio Bevilacqua, sincero quanto oramai esperto del mondo delle derivate di serie e no, alle prese però con una stagione senza dubbio tribolata

 “Questo è il terzo anno che corriamo con BMW e, dato che la moto non ha avuto sviluppi mentre i nostri avversari hanno lavorato, ne deduci che le difficoltà ci sono”, spiega il team manager..

Qual è l’aspetto in cui soffrite maggiormente?

 “Va detto che la base di questa moto è molto buona, ma quello che ci fa più soffrire è l’elettronica. Abbiamo provato con vari piloti, ma senza sviluppi è difficile invertire la tendenza”.

Baz come si sta approcciando a questo periodo difficile?

“Sicuramente un pilota come Loris avrebbe potuto fare di più con una condizione tecnica diversa. Quello che soffrono tutti è il fatto che il pacchetto Rea – Kawasaki fa già molta differenza. Ducati ha fatto il massimo e Yamaha è migliorata. Noi nel 2016 eravamo più avanti sia di Aprilia e di Yamaha, ma loro sono più o meno progrediti mentre noi siamo rimasti al palo”.

Con questi presupposti, come vedi il futuro della tua squadra?

“Noi siamo una squadra storica in questo ambiente, abbiamo vinto dei campionati e siamo uno dei riferimenti per le case, che spesso ci hanno affidato le loro moto. Con BMW c’è stata fiducia reciproca, ed anche se è mancato qualcosa ho massimo rispetto per loro. Se continueremo? Al momento non vi sono certezze, le uniche sono Kawasaki e Yamaha, mentre le altre case non hanno fatto nulla; diciamo che è un programma abbastanza triste dal punto di vista delle programmazioni”.

BMW dal canto suo presenterà la nuova S 1000 RR ad EICMA 2018, può bastare per proseguire?

 “E’ tardissimo per presentarla, considerando la necessità di fare test e spedire le casse a febbraio per l’inizio del campionato. Si tratta di una moto nuova come la V4 e credo che spetti alla casa fare sviluppo per decidere se la moto è valida o no per combattere al vertice. Ciò che può fare il mio team è dare il massimo sotto il profilo tecnico e logistico. Abbiamo diversi contatti con tante aziende, ma vogliamo credere che se BMW ci presentasse una condizione a noi congeniale potremmo pensare di restare”.

Questo ritardo non rende quindi valida l’offerta BMW?

 “Non è un’offerta valida in rapporto alla loro filosofia. Nella filosofia Ducati per esempio la moto arriva tardi ma arriva completa, ed i team devono solo domandarsi se hanno il budget per acquistarla. BMW, come Yamaha e Kawasaki, ha una filosofia diversa secondo cui la moto va migliorata passo per passo e questo è un freno. Ovviamente puoi pensare che la nuova moto vada meglio della vecchia, ma non è certo; tu puoi abbracciare la causa di una casa portando avanti lo sviluppo nel campionato, ma deve essere tutto sulle spalle della casa”.

Pare ovvio quindi che abbiate già fatto qualche discorso con altre case...

“Quasi con tutte, e loro stesse sono indecise sul da farsi. Yamaha è la più pronta perché sembra faccia quattro moto e potrebbe quindi averne due pronte, a differenza per esempio di Kawasaki".

Veniamo al mercato piloti. Avete in Superstock un pilota giovane come Delbianco.

 “Quando vi sono due punti fermi invece dei dieci che dovrebbero esserci è normale che tutti muovano tutto. Prima devono organizzarsi team e case, poi i piloti di conseguenza. Se oggi confermassi uno o l’altro pilota non saprei che moto affidargli con certezza. Alessandro è un giovane che a prescindere vorrei tenere, per una seconda moto o anche per la prima. Potrebbe arrivare anche un “Senatore” della categoria, ma devono mostrare di valere più di quanto fatto la stagione precedente, cosa non facile”.

Un senatore c’è: Sykes. C’è stato un incontro tra voi?

“Siamo amici e parliamo da sempre, anche per cose fuori dalle corse. Tutti gli anni si può accennare qualcosa, ora che è in scadenza ancora di più; ho molta stima per Tom e mi piacerebbe averlo come pilota, come probabilmente a lui piacerebbe venire da noi. Lui è un pilota affermato e di conseguenza ha bisogno di una garanzia tecnica che non gli posso dare”.

C’è anche un pilota della MotoGP che pare in cerca di una sella in Superbike, Alvaro Bautista.

 “L’ho cercato un paio d’anni fa quando però non era possibile prenderlo. Resta un pilota di grande valore ed esperienza”. 

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti