MotoGP, GP Barcellona: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Lorenzo rispolvera il suo martello, Dovizioso cede alla gravità e Ducati festeggia a metà. Valentino tiene aperto il Mondiale

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A Barcellona è festa grande per Lorenzo, supereroe col martello con cui frantuma cronometro e avversari. Festa sì, ma bagnata di rammarico e non solo di spumante per Ducati, con il vecchio amore mai così in forma e Dovizioso ancora una volta precipitato tra la ghiaia. Festeggia Jorge e festeggia Valentino, di nuovo sul podio e secondo nel Mondiale. Non riesce a sorridere Marquez, che ha sostituito la ragione all’istinto, ci ha guadagnato ma per lui una vittoria mancata è sempre un’occasione persa.

Non c’è niente di cui rammaricarsi, invece, per Bastianini e Bezzecchi in Moto3. Il primo vince, il secondo rafforza la sua posizione in classifica e va bene così. In Moto2 Quartararo si scopre dominatore, mentre Bagnaia scopre che non tutte le Dunlop escono col buco, o forse sì.

IL BELLO – Ci ha pensato ancora una volta la Moto3 a fare sventolare il tricolore. Enea Bastianini finalmente è ritornato alla vittoria, mentre Marco Bezzecchi ha dimostrato ancora una volta una lucidità in gara da veterano. Forse il podio sarebbe potuto essere tutto azzurro, ma qualche entrata kamikaze ha messo fuori gioco gli altri nostri piloti. Bravi allora Enea, che si rilancia nel Mondiale, e Marco, unico pilota KTM a riuscire a tenere a bada un’armata di Honda.

IL BRUTTO –  Meglio tardi che mai? Forse in Ducati non sono così convinti della verità del detto popolare. A Borgo Panigale dopo la seconda vittoria consecutiva di Lorenzo non sapevano se ridere o piangere. Il peccato, sia per Jorge che per la Rossa, è essersi detti addio nel momento in cui tutti i pezzi sono andati al proprio posto, e non c’è assoluzione.

IL CATTIVO – Qui si parla di gomme, ma non Michelin. Dunlop non sta brillando per lo sviluppo dei suoi pneumatici in Moto2 dove il concetto di mono-gomma è portato alle estreme conseguenze: ce n’è solo una che funziona. Se però perde i pezzi come successo a Bagnaia, si scopre che non c’è limite al peggio.

La foto qui a fianco non ha bisogno di altri commenti.

LA DELUSIONE – Se Dovizioso pensa di battere Marquez con lo stesso stile, dovrebbe rivedere la strategia della cadute, che Marc riserva solo ai turni di prove libere. L’equilibrio di Andrea è stato compromesso nelle ultime gare, non solo quello sulla Desmosedici.

Inutile piangere sul latte versato nelle vie di fuga, il Dovi deve solo ricordarsi chi sia, il resto verrà da sé.

LA CONFERMA  – Non ha la moto più competitiva, non vince da un anno ma al momento tiene aperto il Mondiale. La magia è opera di Valentino, che sta dando fondo alle riserve del suo baule di trucchi. Per vincere la corsa serve altro, ma intanto Rossi tiene il passo. Con la speranza che dal Giappone spingano sull’acceleratore.

L’ERRORE – Tre vittorie e altrettanti zeri, ma se nelle precedenti occasioni era stato incolpevole, a Barcellona Jorge Martin ha fatto tutto da solo. La velocità dimostrata dallo spagnolo rende questo errore solo più amaro.

LA SORPRESA  – Pole position, giro veloce e vittoria: Fabio Quartararo ci ha messo un po’ a sbloccarsi nel Mondiale ma ha fatto le cose per bene. Era arrivato con l’ingombrante e scomoda etichetta del predestinato, che gli ha fatto più male che bene. Nel team di Boscoscuro ha trovato la sua dimensione e ora può festeggiare insieme alla Speed Up, che non provava la vertigine del più alto gradino del podio da un paio d’anni.

IL SORPASSO – La gara della MotoGP sarà ricordata più per le cadute che per i sorpassi, ma una menzione di merito è meritata per Alvaro Bautista. Sul suo petto la coccarda per la migliore rimonta: 22° in partenza e 9° al traguardo. Gli errori degli altri lo hanno aiutato, ma la ragione è sempre di chi sta in piedi.  

LA CURIOSITA’ – A proposito di cadute, hanno toccato la tripla cifra nel fine settimana di Barcellona. Numero tondo: 100, contando anche il tamponamento da cartellino rosso di Corsi su Oliveira dopo la bandiera a scacchi.

IO L’AVEVO DETTO – Alberto Puig qualche settimana fa: “Lorenzo non si adatterà alla Ducati”. È stato gentile a offrirgli una Honda.

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