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MotoGP, Rossi: non si vince il Mondiale arrivando terzi

"Non vinco da un anno e questa statistica è triste sia per me che per la Yamaha. Il rapporto con Lorenzo? Ora c'è rispetto"

MotoGP: Rossi: non si vince il Mondiale arrivando terzi

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Può sembrare paradossale che un pilota e una moto che non vincono da un anno tengano aperto il campionato, ma la classifica dice chiaramente che sono Valentino e la Yamaha i più vicini a Marquez, anche se i 27 punti sono un distacco importante. “Se devo indicare un rivale faccio il nome di Rossi, è veloce e il 2° in classifica” ammette lo stesso Marc.

La premiata ditta Rossi & C. sta indubbiamente facendo di necessità virtù, anche se il Dottore è il primo a sapere che il titolo rimarrà un sogno finché la M1 farà un salto in avanti.

Questo è il mio 4° podio di quest’anno, il terzo consecutivo, sono contento perché sto guidando bene e la mia squadra sta lavorando nel modo giusto - commenta Valentino a Barcellona - Però sono anche consapevole che quando il risultato migliore è un terzo posto i Mondiali non si vincono”.

Rossi, però, ha troppa esperienza e malizia per non sapere che una resa anticipata è una debolezza che nessuno può permettersi. Parare i colpi in attesa di tempi migliori è una necessità.

Vi svelo un segreto, tutti i piloti credono di potere vincere il titolo, anche chi arriva ultimo, figurarsi io che sono secondo in campionato - scherza - Oggi non ho perso tanti punti né da Marquez e neppure da Lorenzo che sta diventando sempre più forte, inoltre ne ho guadagnati su tutti gli altri, questo è positivo”.

Però il tempo stringe e la svolta tecnica tarda ad arrivare.

Non c’è un tempo limite, quello lo decide solo il campionato, e poi non mi tengono mai informati sulle tempistiche - spiega Valentino - L’obiettivo è quello di diventare abbastanza competitivi per tornare a vincere il prima possibile, entro la fine del campionato”.

In molti indicano Assen come la pista in cui il sogno potrebbe realizzarsi, un circuito in cui il Dottore è storicamente sempre stato in grado di fare la differenza. L’ultimo in cui ha vinto l’anno scorso.

Questa statistica è triste sia per me che per la Yamaha - sottolinea - Però non abbiamo niente di magico per Assen, è vero che mi piace ma vale lo stesso per il Mugello, Barcellona o Phillip Island. Inoltre non mi piace l’idea di dovere aspettare una pista in particolare per potere provare a vincere e soprattutto non vorrei che fosse l’unica. L’obiettivo è essere competitivi su tutte le piste”.

Per questo bisogna aspettare un aiuto dal Giappone.

In questo momento ci manca qualcosa. Cosa? Principalmente bisogna lavorare sull’accelerazione, me accorgo quando seguo le Honda e le Ducati. Poi sul telaio” la risposta.

C’è chi sostiene che co Lorenzo ancora in squadra i problemi sarebbero già stati risolti.

Non mi sembra un’analisi giusta - afferma - Credo che per la Yamaha l’arrivo della centralina unica sia stata un problema, mentre per Honda e Ducati quasi un vantaggio. È vero che con Lorenzo mi trovavo spesso d’accordo sulla strada da seguire, ma anche io e Maverick siamo abbastanza sulla stessa linea. Direi che è più colpa di Yamaha che di Vinales”.

Valentino non crede neanche che un team satellite possa essere la cura di tutti i mali per quanto riguarda lo sviluppo della M1.

Non è essenziale, possiamo farcela da soli - assicura - Certo sarebbe meglio avere quattro Yamaha in pista, soprattutto se le guidassero Pedrosa e Morbidelli. L’esperienza di Dani sarebbe utlie e Franco è un giovane promettente”.

La situazione dovrebbe risolversi entro Assen, con Petronas come sponsor del team Angel Nieto. Intanto, però, bisogna pensare al presente che è rappresentato dalla gara appena finita.

E di cui sono contento, perché pensavo di soffrire maggiormente - racconta - Invece siamo riusciti a migliorare il bilanciamento della moto nel warm up e la gomma morbida all’anteriore, che era stata una scelta obbligata e per cui ero preoccupato, si è comportata meglio del previsto. Considerato il disastro dello scorso anno, non sono arrivato lontano dai primi e soprattutto sono riuscito a essere veloce fino alla fine. Detto questo, Marquez e Lorenzo erano più veloci”.

Proprio con Jorge, Valentino ha dato vita a un siparietto durante la conferenza stampa. A dare il via una domanda a Rossi, se pensi di potere vincere sulla Ducati attuale. “Nessuno può saperlo e penso che non ci sarà mai una risposta” scherza. Jorge invece non ha dubbi: “può farcela, lui è un grande pilota, anzi un campione!” si corregge facendo autoironia sulla sua risposta a Claudio Domenicali al Mugello.

Io e Jorge in passato abbiamo avuto qualche momento difficoltà, qualche alto e basso direi - ride - Essere nella stessa squadra per tanto tempo non ha reso le cose più semplici, è normale, è stato un dei rivali più duri per me. Ora c’è sicuramente rispetto fra di noi”.

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