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MotoGP, Dovi e il record di 356,4 Km/h: dura controllare la moto

"Senza ali diventa tutto più difficile. La rottura del motore mi ha fatto perdere tempo, poi ho trovato una gomma che non funzionava"

MotoGP: Dovi e il record di 356,4 Km/h: dura controllare la moto

Dovizioso si è trovato in una nuvola di fumo al Mugello, un effetto speciale della sua Ducati che gli è costato un motore e guastato un po’ l’umore. E dire che il 4 cilindri made in Borgo Panigale stava funzionanso come un orologio svizzero, permettendogli di fare segnare il nuovo record di velocità in MotoGP con 356,4 chilometri orari.

Andrea non ha chiuso i conti con la sfortuna con quell’imprevisto, perché si è aggiunta una gomma fallata che lo ha escluso dalla lista dei primi 10. Di per sé non è una tragedia, perché domani mattina il meteo dovrebbe garantirgli la possibilità di rifarsi, ma ciò non toglie un pizzico di delusione.

Cosa è successo?
Abbiamo avuto un problema e ora stiamo analizzando nel dettaglio cosa e perché sia successo. Sono cose che possono capitare, non è un grosso problema in sé ma il vero lato negativo è che non mi ha permesso di lavorare oggi”.

È stata la causa del tuo 12° posto?
Con il poco tempo rimasto, sono salito sull’altra moto, ho messo la gomma morbida per fare una comparazione ma lo pneumatico non funzionava. Non aveva più senso per me fermarmi perché non avevo altre gomme a disposizione”.

Non puoi essere contento…
Questo è il lato negativo che mi fa essere deluso e arrabbiato perché avevamo bisogno di lavorare per prepararci per la gara”.

Però hai fatto segnare il record di velocità in MotoGp: 356,4 Km/h.
Andare a 348 o a 346 Km/h non cambia niente, il problema è saltare sullo scollinamento prima della San Donato senza ali, diventa tutto molto più duro perché la moto non è stabile all’anteriore. Non usando appendici aerodinamiche diventa tutto più impegnativo, non puoi permetterti di sbagliare. La prima volta che l’ho fatto nei test mi sono chiesto se ero troppo vecchio (ride)”.

Proprio in quel punto Pirro è stato protagonista di una terribile caduta. Che idea ti sei fatto?
Guardando le immagini, sembrava non riuscisse a frenare. Non so se perché dopo una sbacchettata, alla prima pinzata non abbia avuto reazioni da freni e poi abbia bloccato la ruota insistendo. È stato sfortunato perché ha fatto una volo in aria pazzesco e non è stato bello vedere quelle immagini. Un vero peccato, ma sta bene”.

Bisogna apportare dei cambiamenti alla pista per migliorare la sicurezza?
È un punto complicato da gestire, soprattutto in gara quando puoi trovarti insieme ad altri piloti e non puoi fare la traiettoria che vuoi e magari sei in scia. È un punto un po’ pericoloso ma anche spettacolare, va bene parlarne ma bisogna capire anche quando abbia senso apportare certe modifiche”.

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