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MotoGP, La magia del Mugello per fermare Marquez

Solo nel 2014 Marc era arrivato al 6° GP con un vantaggio maggiore. Per Dovizioso batterlo è un dovere, una speranza per gli altri

MotoGP: La magia del Mugello per fermare Marquez

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La ragione dice che con 14 Gran Premi ancora da correre potrà succedere di tutto, l’istinto avverte che Marquez e la Honda hanno costruito una fortezza che difficilmente sarà espugnabile dagli avversari. Si arriva al Mugello con lo spagnolo che ha nelle sue tasche un bottino importante, 36 punti su Vinales, che al momento è stato il pilota meno in forma tra i big.

L’avversario designato di Marquez è ben più indietro, Dovizioso è infatti a meno 49 punti, al 9° posto in classifica. Andrea è stato l’unico fino a questo momento a battere in un confronto diretto Marc, ma errori e sfortuna hanno chiesto il loro prezzo.

Rimane il fatto,che il piccolo diavolo non aveva mai fatto un inizio di stagione come quello recente, se si esclude l’anno di grazia 2014 (quello delle 10 vittorie consecutive). Di più, lo spagnolo della Honda era arrivato solo in quella stagione al 6° Gran Premio al primo posto in classifica, come potete vedere dalla tabella qui sotto.

Nel 2017 Marc era in ritardo di 27 punti al Mugello, di 5 nel 2016, di 33 nel 2015 (unica annata in MotoGP in cui non ha vinto il titolo), di 26 nella stagione di esordio. Se poi si pensa che in Argentina ha buttato al vento 25 probabili punti, la sua superiorità in questo momento è netta.

Oltre che preoccupante, perché (tralasciando il parco giochi privato di Austin) Marquez ha già affrontato alcune delle piste in cui storicamente aveva sempre fatto fatica. Teoricamente farebbe parte dell’elenco anche il Mugello, dove in MotoGP ha vinto solo una volta (e parliamo ancora una volta del 2014). La pratica, però, potrebbe confutare la teoria e gli indizi arrivano dai recenti test in Toscana.

In quell’occasione, Marquez era stato l’unico pilota a scendere sotto il 1’47” (il suo miglior tempo ufficioso era stao di 1’46”8), mentre il secondo pilota più veloce era stato Crutchlow, anche lui su Honda. Due indizi, che conntribuiscono a formare una prova.

A questo punto, Ducati e Dovizioso devono mettersi alle spalle rapidamente le recente disgrazie e iniziare a fermare la cavalcata solitaria dello spagnolo. Non è un’opzione ma un dovere, se vogliono ributtarsi in una lotta per il titolo da cui al momento sono esclusi dalla matematica. Magari anche sperando che le Yamaha si risveglino dal torpore e inizino a togliere qualche punto a Marc.

In questo senso, la speranza è che i test siano stati un inciampo temporaneo perché è stato lo stesso Valentino ad ammettere di “avere fatto piangere” in quell’occasione. Il tempo di 1’48”4 registrato dal Dottore in quella giornata conferma le sue parole e anche Vinales non era stato abbastanza veloce (1’47”7, per la cronaca).

La tappa di casa però fa miracoli e c’è un quartetto di piloti nostrani che vorrebbero (almeno) il podio a ogni costo. Di Dovi e Rossi abbiamo già detto, Petrucci arriva da una bella prestazione a Le Mans, ma non ha provato al Mugello, Iannone invece sì ed era stato particolarmente veloce (1’47”36, contro il 1’47”94 di Dovizioso).

Il GP di Italia è un appuntamento magico e c’è bisogno di qualche sortilegio per battere Marquez.

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