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MotoGP, Rossi: sono veloce, ma è tutto merito di Le Mans

"La M1 non è cambiata rispetto a Jerez, asfalto e pista la aiutano. Yamaha vorrebbe avere 4 moto in pista nel 2019 e anche io"

MotoGP: Rossi: sono veloce, ma è tutto merito di Le Mans

Una rondine non fa primavera, ma un 3° posto è una boccata di aria fresca dopo troppe gare in apnea. Anche se è solo venerdì, anche se Le Mans sembra disegnata per la Yamaha e per Valentino. In tempi di magra, ogni osso è da spolpare e il Dottore sa che ogni occasione va sfruttata.

È stata una giornata positiva, anche se è solo la prima di questo fine settimana è sempre importate stare davanti - dice Rossi - Sia al mattino che al pomeriggio sono stato abbastanza veloce: a Le Mans, con questo asfalto, la M1 funziona bene. Anche il mio passo è buono, perfino con gomme usate”.

La pista francese sembra il migliore toccasana per una Yamaha in difficoltà. Prova ne è che sia Valentino apre una tripletta di M1, dal 3° al 5° posto.

Sinceramente è andata meglio di quanto mi aspettassi, almeno per il momento - confessa il Dottore - Lo dico perché al Mugello, durante ai test, non ero stato abbastanza veloce e anche quella è una pista in cui la Yamaha è sempre andata bene. Quindi mi aspettavo di soffrire di più anche qui”.

Invece non è accaduto, per fortuna. Questo però non significa che i problemi della M1 siano risolti.

La moto che ho usato oggi è identica a quella che con cui ho corso a Jerez. Cosa è cambiato? Le temperature, l’asfalto e il disegno della pista. Tutto qui - spiega il Dottore - Però, secondo me saremo competitivi anche al Mugello”.

Prima bisogna concentrarsi sul Gran Premio francese.

Abbiamo ancora tanto lavoro da fare - avverte - La scelta delle gomme sarà molto importante. Questa mattina ho fatto molti giri con la posteriore morbida, ma sembra un’opzione un po’ al limite per noi. Se qualcuno riuscirà a usarla potrebbe avere un vantaggio”.

Prima di congedarsi, Valentino spende ancora due parole su altrettanti temi che lo riguardano. Il primo è la squadra che avrà le Yamaha satellite il prossimo anno.

Ne ho parlato con i giapponesi proprio questa mattina - dice - Loro preferirebbero avere quattro moto in pista e spero anch’io che sarà così. Sarebbe meglio per lo sviluppo e per avere più dati a disposizione”.

Il secondo è Bulega, che sta passando un periodo scarso di risultati.

Quando Nicolò è arrivato nel Mondiale tutti si aspettavano molto da lui, io compreso - spiega - Nell’anno di debutto andò fortissimo, poi ha iniziato a fare fatica. Non penso che sia un problema psicologico, lo vedo allenarsi tutti i giorni ed è veloce in moto. Penso sia un problema di adattamento, non deve mollare e speriamo che migliori e ottenga i risultati che gli servirebbero”.

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