SBK, Imola: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Rea rovina la festa ai tifosi italiani, ma per lui solo applausi e nemmeno un fischio, che sorprese Carrasco, Ferrari, De Rosa e Sabatucci

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A Imola l’attesa era tutta per le Rosse, invece Johnny Rea ha pensato bene di rovinare la festa a Davies e Melandri, facendo doppietta e allungando in Campionato. Grazie al trionfo del Santerno il tre volte iridato raggiunge il record di Carl Fogarty nel giorno in cui Imola rende omaggio all’addio alle corse di Kenan Sofuoglu e applaude alle gesta di Ana Carrasco.

Giù il cappello per la spagnola, alla seconda vittoria nella Sport300 dopo quella dello scorso settembre maturata a Portimao. In un fine settimana dove a brillare sono i colori britannici, francesi e spagnoli, c’è anche spazio per un tocco di tricolore. A tenere alta la nostra bandiera è Matteo Ferrari, alla prima vittoria nella Stock1000 in sella alla Panigale del team Barni, al via per l’occasione come wildcard.

IL BELLO – Sarà anche vero che Rea ha rovinato la festa ai tanti tifosi italiani giunti al Santerno, ma nei confronti del tre volte iridato non c’è stato alcun fischio nel momento in cui è salito sul podio. Solo applausi e incitamento da parte del pubblico, un bel messaggio per tutti coloro che il prossimo 1-2-3 giugno saranno presenti al Mugello. Prendere quindi nota! Una menzione anche per Kenan Sofuoglu, siamo convinti abbia apprezzato il calore dei tanti appassionati nel giorno dell’addio alle corse.  

IL BRUTTO – Dopo la prestazione del venerdì ci stava venendo l’acquolina in bocca nel vedere la competitività di Lorenzo Savadori. Invece è bastato poco che un weekend da incorniciare si trasformasse in uno da dimenticare, culminato con la caduta di Gara 2. Lo aspettiamo a Donington per l’esame di riparazione.  

IL CATTIVO Loris Baz era arrivato a Imola per cercare conferme dopo il fine settimana di Assen. Invece è bastato poco per capire che la tre giorni sarebbe stata tutta in salita. La BMW sembrava infatti un cavallo imbizzarrito al Santerno e il francese ha dovuto indossare l’abito da cowboy per provare a domarlo.  

LA DELUSIONE – Se qualcuno l’ha visto batta un colpo. A parte il sesto posto di Gara 2, complice l’incidente tra van der Mark e Melandri, il round di Imola è di quelli che lasciano l'amaro in bocca ad Alex Lowes. Una tre giorni fatta di sofferenze per il britannico, alle prese con una R1 in difficoltà con frenata e accelerazione.  

LA CONFERMA – Erano due anni che non vinceva a Imola, così Johnny Rea ha pensato bene di aggiornare le statistiche. Doppietta al Santerno, 59 successi nelle derivate come Carl Fogarty e allungo nel Mondiale. Cosa volere di più dalla vita?

IL SORPASSO – Da applausi quello di Roberto Tamburini nei confronti di Maximilian Scheib, tutto all’esterno al Tamburello. Una manovra che gli consegna il secondo gradino del podio dopo che era scattato dalla tredicesima casella sullo schieramento.

L’ERRORE – Inutile dirlo: questa volta Michael van der Mark l’ha combinata davvero grossa, travolgendo Marco Melandri nella corsa di casa. L’olandese ha provato a scusarsi, ma al 33 poco importano le parole del rivale, perché non impara mai la lezione.

LA SORPRESAAna Carrasco, Matteo Ferrari, Raffaele De Rosa, Kevin Sabatucci: difficile sceglierne uno, pertanto un applauso a tutti.

LA CURIOSITA’ – Prima l’infortunio di Camier, poi quello di Gagne e in ultimo quello di O'Halloran. Servirebbe una benedizione per il team Honda, davvero sfortunato in questo 2018. Non era mai capitato che Ten Kate portasse a casa nemmeno un punto in due gare consecutive.

IO L’AVEVO DETTO – Dopo la vittoria di Gara 1, Johnny Rea è stato molto chiaro, tanto da dichiarare in vista di domenica “Scenderò in pista per arrivare secondo”. Le sue parole erano riferite al fatto che Davies partisse dalla prima casella, mentre lui dalla terza fila, causa griglia ribaltata. Che dire: mai fidarsi troppo del Cannibale!

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