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SBK, Rea fa il vuoto nella FP4, Melandri finisce a terra

Prestazione da record per il Cannibale che precede Sykes e Davies, sorprende col quinto tempo Leon Haslam, 7° Rinaldi, 8° Savadori 

SBK: Rea fa il vuoto nella FP4, Melandri finisce a terra

Era l’ultimo turno prima della Superpole e Johnny Rea ne ha approfittato per mandare un segnale ben chiaro alla concorrenza. Nella FP4 del sabato mattina il pilota Kawasaki si rivela infatti imprendibile, siglando il crono di 1’46”354, che gli consente di abbassare il record che apparteneva a Chaz Davies. Una prestazione di spessore quella del tre volte iridato, in particolare per i distacchi rifilati, ben quatto decimi quelli che è costretto a incassare Tom Sykes (+0.401).

Dopo un venerdì in chiaroscuro il 66 è uscito allo scoperto, portandosi negli scarichi del compagno e precedendo la prima delle Ducati, ovvero quella di Chaz Davies (+0.553). Una mattinata non certo semplice in casa Aruba, dal momento che Marco Melandri deve consolarsi addirittura col quindicesimo crono a oltre due secondi dalla vetta (2.120). Non era l’inizio che si aspettava il pilota romagnolo, vittima di una caduta alla Tosa che gli ha condizionato l’intera sessione. Fortunatamente il 33 non ha rimediato alcuna conseguenza, pertanto lo si aspetta affamato di riscatto in occasione della Superpole.

La FP4 è andata senza dubbio meglio a Michael Ruben Rinaldi (+1.197), autore del settimo tempo davanti all’Aprilia di Lorenzo Savadori (+1.205). Un piccolo passo indietro questa volta per l’alfiere Milwaukee, che perde terreno dalla vetta a seguito di un venerdì da incorniciare. Chi sorprende è invece Leon Haslam (+1.078).

Nonostante il secondo che lo separa da Rea, il pilota Puccetti si è rivelato autore di un sorprendente quinto crono alle spalle di Xavi Forés per soli 54 millesimi. Attardate invece le due Yamaha, con Lowes e van der Mark rispettivamente in nona e decima posizione a conferma dei problemi accusati al Santerno da entrambe le R1. Turno in salita anche per Baz, soltanto tredicesimo a due secondi dalla leadership seguito da Eugene Laverty.

   

 

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