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MotoGP, Pirro: hanno limitato i test per svantaggiare Ducati

Michele dopo due giorni di prove al Mugello: "nel DNA della GP18 manca ancora la percorrenza in curva. Jerez? Dovi potrà fare la differenza"

MotoGP: Pirro: hanno limitato i test per svantaggiare Ducati

C’è chi ha approfittato di questi giorni di vacanza per fare una puntata al mare o magari in montagna, non Michele Pirro che invece ha passato giovedì e venerdì in pista al Mugello. “Ho fatto un bel ‘ponte’ sulla Desmosedici” scherza il collaudatore Ducati che ha appena portato a termine una due giorni di test sulla Desmosedici.

Praticamente era da novembre che non facevo un ’vero’ test sulla bestia - continua con il sorriso sulle labbra - Nelle prime due uscite ho dovuto riprendere il ritmo, riabituarmi alla GP18 e alla sua velocità”.

Sembra che quest’anno tu abbia meno lavoro da fare a causa delle limitazioni sui test…
La Ducati è stata la Casa più penalizzata da questo cambiamento. Abbiamo creato una struttura, il test team, che non ha nulla da invidiare alle squadre che corrono i Gran Premi e hanno fatto questo regolamento per toglierci i vantaggi che avevamo acquisito. I costruttori giapponesi hanno voluto così e noi dobbiamo adeguarci”.

Anche il numero di wild card è diminuito per te.
Correrò al Mugello, a Misano e a Valencia. Mi dispiace perché mi sento ancora un pilota e voglio correre, ma le gare sono un’occasione di confronto importante anche per lo sviluppo della moto. Avrò poche occasioni e inoltre, potendo fare meno test, sarà tutto ancora più difficile”.

Quale indicazioni hai ricavato da questi test al Mugello?
Stiamo cercando di migliorare la GP18 in tutte le aree, dall’elettronica al motore, inoltre ho provato alcune soluzioni che potranno essere utili per la gara. Siamo impegnati su tutti i fronti”.

Le ultime due gare non sono state molto favorevoli alla Ducati…
Me lo aspettavo perché a Termas ed Austin storicamente abbiamo sempre faticato. In Argentina ci sono state anche condizioni molto particolari, ma secondo me Dovizioso con il 5° posto in Texas ha dimostrato che abbiamo fatto un passo avanti.

Però rimane il problema della poco scorrevolezza a centro curva, come si risolve?
Ogni moto ha un proprio DNA e nel nostro manca ancora la velocità di percorrenza. Nel libro della Desmosedici è un capitolo che dobbiamo ancora scrivere, anche qui al Mugello ho avvertito certi limiti”.

Avete delle idee?
I ragazzi continuano a lavorare, ma non ci si può aspettare che tutto venga risolto in qualche settimana. Anch’io sono stupito, perché negli ultimi anno siamo riusciti a migliorare costantemente la moto ma sotto quell’aspetto i progressi non sono ancora sufficienti. Non ho una vera spiegazione”.

La Honda ora sembra la moto di riferimento, non credi?
Assolutamente, soprattutto con Marquez. Me ne accorsi dai primi test, guardandoli da bordo pista. Honda è la moto che è migliorata maggiormente, lo si vedeva dalle prestazioni di Pedrosa e Crutchlow. L’anno scorso le mancava velocità massima, hanno messo insieme tutto quello che aveva già di buono con più cavalli e questo è il risultato”.

Quindi Ducati per ora deve giocare in difesa?
La GP18 è una moto nuova che può ancora migliorare. Bisogna cercare di difendersi nelle piste in cui saremo in difficoltà e attaccare quando ne avremo la possibilità”.

Cosa ti aspetti da Jerez?
In teoria le prossime due piste saranno difficili per noi, forse Jerez più di Le Mans. Però in Spagna Lorenzo lo scorso anno salì sul podio e mi aspetto che faccia bene. Anche Dovizioso potrà essere veloce, il pilota fa sempre la differenza”.

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