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SBK, Assen: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Le Kawasaki conquistano l'intera posta al TT, dove brilla Van Der Mark e affonda Melandri. Krummenacher (quasi) come Marquez in Supersport

SBK: Assen: il Bello, il Brutto e il Cattivo

L’appuntamento nella cattedrale della velocità è andato in archivio per la Superbike, ed in prima pagina finisce senza dubbio la Kawasaki, capace di portare a casa il successo in entrambe le manche, facendo addirittura doppietta in gara2. Weekend difficile per Ducati, mentre sorride il padrone di casa Van Der Mark insieme a Cluzel, Grunwald e Reiterberger, vincitori rispettivamente in Supersport, Supersport300 e Stock1000.

IL BELLO Menzione obbligatoria per la già citata Kawasaki, che nonostante i quasi mille giri in meno del proprio motore continua ad essere il punto di riferimento della categoria. Rea ha vinto gara uno con una condotta di gara strategicamente perfetta, Sykes gara due imponendo sin dal primo passaggio un ritmo infernale; insomma, Kawa uber alles. Chi anche può sorridere uscendo dal paddock del TT è Michael Van Der Mark, che galvanizzato dal tanto pubblico accorso (soprattutto) per lui ha corso due manche di carattere, raccogliendo un secondo e un terzo posto… bravo!

IL BRUTTO Come buttare via la prima pole position di carriera in Superbike? Per info chiedere ad Alex Lowes. L’inglese aveva iniziato il proprio sabato olandese al meglio, salvo poi commettere un errore che lo ha relegato in gara1 in dodicesima piazza. In gara2 è andata anche peggio, vista la caduta e l’arrivo in 14° piazza.

IL CATTIVO Quando le cose non girano nel verso giusto è facile lasciarsi andare al nervosismo, e Tom Sykes lo sa bene. Non è passato infatti inosservato il suo diverbio con Rinaldi, con l’inglese intento ad accusare in maniera veemente il rookie di averlo ostacolato durante la SP2; per fortuna tutto si è risolto poche ore dopo, come confermato dallo stesso Rinaldi. In pista non è mancato l’agonismo, ma qualcuno è andato oltre: Luke Stapleford ad esempio, che durante la gara della Supersport ha compromesso la corsa di Federico Caricasulo con un’entrata troppo azzardata alla curva sei, portando il “Carica” alla caduta. Gara compromessa anche per il pilota Triumph, penalizzato dalla direzione gara.

LA DELUSIONE Marco Melandri ha faticato in tutti i turni di prove, ma a differenza di Chaz Davies non è riuscito ad emergere in gara, raccogliendo un sesto ed un settimo posto. I problemi di stabilità in rettilineo di Marco sono conclamati, ma ad Assen si è avuta l’impressione che tante cose non fossero a posto nel binomio Melandri – Panigale. L’occasione per riscattarsi c’è e si chiama Imola, pista più che congeniale a Ducati.

IL RITORNO Ovviamente parliamo di Tom Sykes, che torna al successo dopo l’ultima volta datata Misano 2017. Che possa essere il cambio di trama della sua stagione? Solo il futuro ce lo potrà raccontare. Menzione d’onore anche per Raffaele De Rosa, che torna sul podio conducendo magistralmente la MV in mezzo alla bagarre della Supersport… Bentornati!

L’ERRORE La Honda è giunta ad Assen con il solo Jake Gagne, a causa della defezione dell’infortunato Leon Camier. Ecco, la sfortuna non ha smesso di abbattersi sul team nemmeno in Olanda, visto il terribile volo del numero 45 nella parte veloce del tracciato durante le FP2, che ha messo ko l’americano per entrambe le manche. Non un buon momento per il team Ten Kate in Superbike… non c’è che dire.

IL SORPASSO o meglio i sorpassi. Tanti. Parliamo della splendida gara di Randy Krummenacher che, dovendo partire dal fondo della griglia per un errore del team, si è improvvisato Marc Marquez rimontando dall’ultima alla seconda posizione finale, con tanto di arrivo in volata con il vincitore Cluzel. Una gara strepitosa, che proietta inoltre lo svizzero del team Evan Bros in cima alla classifica di campionato! 

LA SORPRESA Occorre fare un salto in Supersport 300, dove Luca Grunwald ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza della categoria (classica gara folle di gruppo) conquistando il successo in terra d’Olanda. Dopo il nono posto ad Aragon e la medesima posizione in griglia ad Assen il tedesco non partiva tra i favoriti (a dispetto di Deroue o Meuffels per esempio), invece i 25 punti sono finiti nelle sue tasche… great job!

LA CURIOSITA’ Jonathan Rea come Carl Fogarty. Già perché il nordirlandese ha raggiunto “Foggy” a quota dodici successi in Superbike ad Assen, diventando quindi co proprietario del record… in attesa del prossimo anno.  

IO L’AVEVO DETTO “Ho completa fiducia nel mio team e la R1 va molto bene qui, quindi domani saremo pronti per lottare!”. Parole di Alex Lowes dopo gara1, sfortunatamente le cose non sono andate come sperato.

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