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MotoGP, GP Austin: il Bello, il Brutto e il Cattivo

La noia e la solitudine gli unici avversari di Marquez. Iannone riscopre l'istinto, Dovizioso festeggia con qualche dubbio sulla Ducati

MotoGP: GP Austin: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Per non incorrere in penalizzazione nei sorpassi è sufficiente non sorpassare nessuno e Marc Marquez ha messo in pratica, a suo modo, l'idea ad Austin. Il mago della fuga ha tenuto a distanza ogni avversario, una lectio magistralis che ha spento ogni speranza negli altri piloti. In Texas, se non ti chiami Marc, il podio ha due soli gradini e così Vinales e Iannone hanno festeggiato senza prendersela troppo.

Un po’ di gioia anche per Dovizioso, di nuovo leader del Mondiale ma con qualche dubbio sulla Ducati. La GP18 non ha fatto una bella figura ad Austin, con Lorenzo e Petrucci dispersi nella prateria. Fra luci e ombre Valentino, più convincente di Termas ma non ancora abbastanza. Nessun appunto, invece per Pecco Bagnaia, vincente contro un Marquez (Alex).

IL BELLO – Il vuoto lasciato da Morbidelli in Moto2 è stato preso da Pecco Bagnaia, che in Texas ha chiuso tutti gli spifferi. La vittoria in Qatar poteva non aver fatto primavere, ma quella ad Austin, arrivata dopo un botta forte nelle prove e qualche difficoltà, ha detto molto. La classe intermedia sta diventando terra di conquista per gli italiani e peccato per Pasini, colpevole di una scelta di gomme controcorrente ma sbagliata. Ci saranno altre occasioni per sorridere.

IL BRUTTO –  Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, cantava Mina, una colonna sonora perfetta per la Direzione Gara. Ora promette severità e logicamente non si fa sfuggire neppure i peccatucci veniali per fare vedere che fa sul serio. Aspettiamo per vedere se i fatti seguiranno le promesse, ma la sensazione è che il GP di Argentina abbia insegnato poco e che a pagare siano solo i piloti.

IL CATTIVO – Il Texas, oltre che patria dei cowboy, è terra di agricoltori. Forse sono stati loro a suggerire l’idea di arare l’asfalto come fosse un campo. Si è sollevato un polverone, non solo metaforicamente, e il curioso lavoro non ha tolto le buche ma fatto arrabbiare i piloti. Dicono che sia un toccasana per gli ovali dove corrono le auto, ha rovinato una pista tecnica e difficile.

LA DELUSIONE – Il primo posto in classifica ha addolcito la pillola, ma non è riuscito a togliere l’amaro dalla bocca di Dovizioso. La Ducati ha racimolato solo qualche briciola ad Austin grazie ad Andrea, mentre Lorenzo e Petrucci sparivano nell’anonimato. Le buone prestazioni di Rabat e Miller (pure infortunato) con le vecchie moto fanno venire alla mente i recenti guai di Yamaha. E no, non era quello che intendeva Jorge quando diceva di volere la Desmosedici più simile alla M1.

LA CONFERMA  – Per limitare le spese di trasferta, dal prossimo anno si potrebbe assegnare d’ufficio la vittoria del GP delle Americhe a Marquez, poi tirare a sorte le restanti posizioni. Gli unici avversari di Marc ad Austin sono stati la noia e la solitudine, almeno ha avuto il tempo di pensare alla coreografia per festeggiare la vittoria.

L’ERRORE – Il sogno dei sudditi di Sua Maestà di avere un pilota primo in classifica è durato appena qualche giorno. Cal Crutchlow ha sprecato l’occasione gettandosi a terra quando il podio non era poi così lontano. È risalito comunque in moto e ha finito una gara pesantemente compromessa, un bel gesto ma nessun punto.

LA SORPRESA  – Un polso rimesso insieme da poco e una pista con frenate dure e cambi di direzione veloci, solitamente, non vanno d’accordo. Dani Pedrosa non ci ha creduto e ha avuto ragione. Le imprese dello spagnolo spesso non fanno clamore, ma la sua gara merita gli applausi.

IL SORPASSO – Non è andato a buon fine, ma Iannone è stato l’unico ad avere almeno cercato di superare Marquez. “Mentre lo facevo mi sono dato dello stupido e mi sono messo a ridere. È stato l’istinto” ha scherzato Andrea. Un pizzico di impulsività non guasta e Iannone sembra avere trovato il  suo equilibrio, magari la prossima volta quel sorpasso riuscirà.

LA CURIOSITA’ – Nonostante la penalizzazione , la pole position è stata comunque assegnata a Marc Marquez per le statiche. È la sesta consecutiva nello stesso circuito, nessuno ci era mai riuscito prima.

IO L’AVEVO DETTO – Togliamo le ali, congeliamo lo sviluppo dell’aerodinamica, ci hanno sconsigliato di seguire quella strada”. La posizione della KTM è lecita e magari anche condivisibile, ma perché mettere nuove ali alla RC16 solo pochi giorni dopo la dura presa di posizione?

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