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MotoGP, Dovizioso: è stato come vincere sulle minimoto

"Mi piaceva partire dietro e superare, non tutti possono permetterselo in MotoGP. Ducati è migliorata ma lo stesso vale per Honda"

MotoGP: Dovizioso: è stato come vincere sulle minimoto


Cosa pensava Andrea Dovizioso mentre si trovava in mezzo a un branco di 5 o 6 piloti e doveva impostare la strategia giusta per vincere? A se stesso bambino, alle prese con le prime gare in sella alle minimoto. Può sembrare uno scherzo, ma in Qatar è andata esattamente così.

All’improvviso ho avuto un flashback - racconta - In minimoto mi piacevano particolarmente quelle gare in cui partivo dalle retrovie, sapevo di essere più veloce, sorpassavo tutti e andavo a vincere: oggi è successo esattamente la stessa cosa”.

Solo sul una moto che supera abbondantemente i 250 CV e contro gente che di cognome fa Marquez e Rossi.

“Sono contento, perché in pochi possono permettersi in MotoGP di partire male e comunque imporre la propria strategia, giocare - sorride - Oggi mi sono piaciute veramente tante cose. Ieri sembrava che mi nascondessi non mettendomi tra i favoriti, ma la realtà è che sono consapevole di chi siano i miei avversari. Ho rischiato di arrivare secondo contro Marquez”.

Però non è accaduto e Andrea ha sfatato quel tabù per cui era abbonato da tre anni a questa parte al secondo posto a Losail.

Quello non è mai stato un problema per me - alza le spalle - semmai lo era per voi giornalisti, ma lo capisco. Dall’esterno le percezioni sono inevitabilmente diverse, non sai cosa accade veramente. Me ne accorgo quando guardo le gare di cross di cui sono molto appassionato, non riesci a colmare quella distanza con i piloti”.

Quello di cui tutti si sono accorti, però, è l’ennesimo spettacolo offerto da Dovi e Marquez all’ultima curva.

La mia strategia sarebbe quella di arrivare da solo al traguardo - ride - Quando a 5 giri della fine ho tentato la fuga mi sono però accorto di non avere più gomme, ero ‘sulle tele’. Detto questo, Marc ha fatto qualcosa di incredibile per seguirmi e quando l’ho visto entrare all’ultima curva mi sono detto… è finita. Ho visto tutto al rallentatore e ho notato uno spazio, sono salito sul cordolo e poi ho sfruttato i cavalli della mia Ducati”.

Risultato finale: 3 a 0 all’ultima curva per il Dovi.

Vero, però Marc ha ragione quando dice che ci sono riuscito in piste in cui faticava - sottolinea - Questa gara ha confermato che la Ducati è migliorata rispetto alla fine della scorsa stagione, ma che lo ha fatto anche Honda. Ora arriveranno due piste in cui solitamente fatichiamo e sarà importante riuscire a essere veloci”.

Andrea non ha nessuna intenzione di fare bilanci dopo appena una gara.

Soprattutto in una come questa a Losail, è troppo particolare - riflette - Infatti pensavo di lottare con la vittoria con tutti ma non con Marquez, come invece è successo. Al momento ci sono almeno 5 o 6 piloti in lotta per il campionato e questa gara non ha mostrato tutti i valori”.

Di una cosa è certo: è pronto a essere della partita.

La pressione? Quella c’è sempre ma la vivo positivamente - afferma - Non voglio passare per uno sbruffone, ma forse la gente si ricorda solo degli ultimi anni, io sono stato sempre abituato nella mia carriera a giocarmi i campionati e so gestire la situazione. Il passo avanti di cui ho bisogno è che la Desmosedici migliori nelle piste in cui abbiamo sofferto durante lo scorso anno”.

L’ultimo commento è per il compagno di squadra Lorenzo che, problemi ai freni a parte, vive una situazione diametralmente opposta a quella dell’italiano.

“Dall’interno ho un’idea chiare sulle difficoltà di Jorge, sia per quanto riguarda il metodo di lavoro che lo stile di guida. E no, non le rivelerò, non sarebbe corretto”.

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