MotoGP, Nubi sul GP bagnato in Qatar: piloti divisi se correre o meno

Per Marquez e Miller si può fare. Incerti Dovizioso e Petrucci, sorpreso dal grip offerto Abraham, deluso Crutchlow. Decisamente contrario Lorenzo: "non è una situazione fantastica"

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Onde evitare equivoci e cambi di programma – già visti a Losail – in Qatar hanno deciso di allagare artificialmente il nastro d’asfalto, simulando un Gran Premio bagnato.

Giove Pluvio passa raramente da quelle parti ma, se lo fa proprio nel weekend di gare, il programma ufficiale va a farsi benedire: le prove saltano, i palinsesti TV impazziscono. Senza dimenticare di considerare che, chi ha già prenotato i voli per tornare a casa, deve cancellarli. È accaduto nel 2009, quando la gara della Top Class fu recuperata il lunedì successivo all’evento, e pure lo scorso anno la pioggia ha creato caos, con turni annullati e slittamenti vari.

È davvero impossibile correre di notte con la pioggia ed i lampioni accesi in Qatar? I piloti non verrebbero confusi o abbagliati dai tanti riflessi della luce sulle pozze d’acqua?

Dopo il test di oggi, sono arrivati da alcuni protagonisti della MotoGP  diversi pareri, il primo – autorevole – è del Campione in carica, Marc Marquez:per me va abbastanza bene – svela il 93 – anche se è un po' più difficile vedere i cordoli e le righe bianche, la visibilità non è la stessa a causa dei riflettori. Malgrado l’asfalto fosse scivoloso, io penso si possa correre il Gran Premio qualora piovesse”.

Ed il vice campione che ne pensa? Dovizioso, come al solito, non ha lasciato nulla al caso: “mi sono messo d’accordo con Petrucci – spiega Andrea – siamo entrati in pista insieme, alternandoci l’uno davanti l’altro. Non c’era molta acqua, il giro è andato bene, ma la situazione era critica in rettilineo. La differenza è determinata dalla quantità di acqua in pista, se ce ne sarà parecchia, la situazione potrebbe diventare davvero complicata”.

Dopo il Dovi, ecco Petrucci, complice dell’esperimento:ho provato a seguire Andrea – attacca Danilo  – ma in alcuni punti della pista non riuscivo a vederlo. Le nuvole d’acqua erano tante ed importanti, dovremo capire se sarà possibile correre, perché in alcuni frangenti non si vedeva niente”.

Cal Crutchlow, da perfetto inglese, ama correre con la pioggia; tuttavia:la visibilità era buona – ammette il pilota Honda LCR  – ma la pista era davvero scivolosa. Sono sicuro che qualora dovesse piovere, dovremmo discuterne in Safety Commission”.

Karel Abraham guida una Ducati privata, ed ogni gara bagnata, anziché rappresentare un rischio, è per lui un vero toccasana:il grip era superiore più di quanto mi aspettassi – sorprende tutti – ma è vero: la visibilità non era tra le migliori, c’erano molti riflessi che ci disturbavano”.

Jorge Lorenzo non ha mai amato la pioggia. E non si è mai strappato i capelli pensando di correre in notturna: non è una situazione fantastica – dichiara deciso il 99 – l’aderenza è molto bassa, specialmente in rettilineo. Ho girato da solo, non so quindi dire come sarebbe la visibilità durante la bagarre. Bisognerà vedere cosa verrà deciso, io penso che sarebbe difficile correre con la pioggia”.

Ed ora, la dichiarazione più scanzonata, da parte del più estroso del gruppo di interpellati… sembra che a Jack Miller l’eventuale situazione non creerebbe troppi patemi:bè, la pioggia pulirebbe la pista da tutta la sabbia del deserto – la vede lunga Jackass – io penso che si possa correre anche con il bagnato. Devo dire che ho girato poco: volevo lasciare la moto ai miei meccanici, in modo che potessero pulirla presto, evitando di fare troppo tardi. Domattina avremo l’aereo di ritorno di primo mattino, meglio andare a dormire e riposarsi”.

Forse ha ragione chi dice che non può piovere per sempre. E, qualora fosse impossibile correre in Qatar con l'acqua, si gareggerebbe di lunedì.

Ma se dovesse piovere anche il lunedì?

 

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