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MotoGP, Pedrosa batte Marquez, 2° Zarco con la Yamaha 'sbagliata'

I TEMPI DEI TEST A BURIRAM. Tre Honda nei primi 4 posti, in crisi Vinales (8°) e Rossi (12°). Miller e Dovizioso 6° e 7°, ma Lorenzo fatica

MotoGP: Pedrosa batte Marquez, 2° Zarco con la Yamaha 'sbagliata'

A Buriram sembra che si parli giapponese, per la precisione il dialetto della prefettura di Saitama dove ha sede la HRC. Honda ha colonizzato in tre giorni la pista tailandese: il primo mettendo davanti a tutti Crutchlow, il secondo Marquez e il terzo Pedrosa. Sicuramente nessuno di loro si lamenterà e la combinata li piazza nei primi 4 posti.

Davanti a tutti c’è Dani, che nell’ultima ora di prove ha continuato a limare i suoi riferimenti fino ad arrivare al tempo di 1’29”781, meglio per 86 millesimi di Zarco, con la Yamaha satellite. Sui problemi dei cugini di Iwata torneremo presto, intanto continuiamo con la Casa di Tokyo e il suo dominio.

La simulazione di gara di Marc Marquez
La simulazione di gara di Marc Marquez

Perché oggi Marquez non ha migliorato il suo tempo ed è rimasto sopra il 1’30”, ma guardando i suoi cronologici si capisce che l’attacco al cronometro non era il suo obiettivo oggi. Di fianco potete vedere la sua simulazione di gara (è stato l’unico a farne una così lunga) di 20 giri, la metà sotto il 1’31”. Inutile aggiungere che nessuno è riuscito a replicare un ritmo del genere.

Inoltre, Honda ha ritirato anche fuori dal cassetto un forcellone in carbonio che si era visto molto brevemente già a Valencia lo scorso anno. Tutto sembra funzionare e il 4° tempo di Crutchlow ne è un’altra conferma.

CONFUSIONE YAMAHA - A seconda dei punti di vista, il 2° tempo di Zarco può essere visto come un male o un bene. Johann ieri si era detto sicuro di potere scendere sotto il 1’30” ed è stato di parola. A differenza di Marquez, ha fatto uscite molto più brevi nel corso della giornata ma è sempre riuscito a girare molto velocemente, anche se è complicato dedurne il suo vero passo.

Dicevamo che forse il risultato del pilota Tech3 è un male, perché le Yamaha ufficiali sono molto più indietro. Oggi Valentino è stato 6 decimi e mezzo più lento di Zarco, Maverick più di 7 decimi, nella combinata dei 3 giorni c’è lo spagnolo davanti al Dottore grazie il tempo realizzato ieri, ma sono comunque 4 (abbondanti) i decimi dal pilota satellite.

Vinales oggi ha addirittura deciso di tornare anche lui, come Johann, al telaio 2016 ma la situazione sembra sia addirittura peggiorata. Rossi è stato fedele alla ciclistica 2018, con scarsi risultati, perché ha individuato il maggior problema nell’elettronica e ha predetto che non si risolverà in breve tempo. Non si capisce, però, quale elettronica stia usando Zarco.

DUCATI TRA LUCI E OMBRE - Sicuramente migliore la situazione al box della Rossa, anche in questo caso la migliore Desmosedici non è un nuovo modello ma il gap qui è microscopico. Miller, infatti, si è aggiudicato il 6° tempo con la GP17 e ha anche provato un long run. I risultati non sono stati per nulla negativi, con 16 giri intorno al 1’31” basso, ma lontani da quelli di Marquez.

Dovizioso, sulla GP18, oggi ha girato solo 2 millesimi più lento di Jack, 7 se si considera il miglior tempo dell’australiano di ieri. Inezie e Andrea non è sembrato troppo concentrato sul giro secco, lasciando il circuito a due ora dalla fine dei test, segno che il programma di lavoro era finito. Leggermente più attardato Danilo Petrucci, 9° a meno di due decimi dai compagni di marca e a 0”586 da Dani.

Le dolenti note arrivano da Lorenzo, di umore ( risultati) opposti rispetto a Sepang. La classifica di giornata piazza Jorge al 22° posto (davanti solo a Simeon e Abraham) a 1”846 da Pedrosa, va poco meglio nella combinata con la 16ª piazza (grazie al tempo di ieri) a poco meno di un secondo. Se in Malesia il maiorchino aveva definito la GP18 “un capolavoro degli ingegneri”, in Thailandia ha perso le sue certezze. Tanto che oggi ha ‘chiesto in prestito’ la GP17 che Petrucci aveva nel suo box per fare delle comparazioni, senza grandi progressi a quel che dice il cronometro.

SUZUKI FESTEGGIA CON RINS - Non ci siamo dimenticati di Alex Rins, se non una vera sorpresa, sicuramente una bella scoperta in questi test. Anche oggi lo spagnolo sulla Suzuki è andato forte, mettendo a segno il 5° tempo a meno di 4 decimi dalla vetta. Non ha ottenuto invece gli stessi risultati Iannone, già ieri in difficoltà a sfruttare la gomma nuova, ed 15° in classifica.

È invece una sorpresa vedere il nome del debuttante Nakagami nella Top Ten con il 10° posto a 0”675 da Pedrosa. Un’altra conferma della velocità della Honda ma soprattutto dei progressi fatti dal giapponese, che ha vinto la sfida a distanza con Morbidelli. Franco è 13°, un paio di decimi più lento di Takaaki. L’italiano di Marc VDS riesce a tenere un buon passo, ma gli manca ancora il guizzo quando deve lottare contro il cronometro.

Un po’ al di sotto delle aspettative l’Aprilia, 14ª con Aleix Espargarò e 20ª con Scott Redding, la RS-GP usa ancora il motore 2017 ma si prevedeva un test più convincete. Anche KTM non ha brillato, ma ha almeno l’attenuante di non avere a disposizione Pol Espargarò inforutnato. È arrivata una nuova carena con le ali e Smith si è piazzato al 19° posto, per due decimi e mezzo più veloce del collaudatore Kallio.

I TEMPI

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