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Prova, Honda Africa Twin 'Adventure Sports': padroni del mondo

Nel nuovo allestimento la maxi enduro pesa di più, ma esalta i pregi della "base", su strada e fuoristrada. Bello il tiro del motore ai medi

Test: Prova, Honda Africa Twin 'Adventure Sports': padroni del mondo

Lei prende vita dai mezzi che hanno dato e ricevuto gloria alla Dakar, il raid che ai tempi della nascita della prima Africa Twin (1988) partiva da Parigi per poi affrontare le insidiose terre nordafricane tra dune di sabbia e piste in terra battuta. Quasi ad omaggiare la storia di una moto che ha fatto epoca per il 2018 Honda, oltre ad evolvere la sua maxi enduro ha messo sul campo anche la 'Adventure Sports'. Mezzo che prende per mano la versione Standard e quasi la accompagna a ritroso nel tempo, verso quelle corse dalle quali la prima Africa Twin, la 650, treva linfa.
Le già elevate caratteristiche della Standard (rivista in ottica 2018 e della quale vi parleremo più avanti) sulla Adventure Sports vengono esaltate, grazie ad una serie di plus tecnici, oltre che estetici, che rendono questa versione sempre votata al turismo a lungo raggio ma più efficace nell'affrontare qualche divertente percorso off-road.
Quali sono i contenuti tecnici delle due versioni della Honda Africa Twin lo spieghiamo nella nostra analisi tecnica. Ora scopriamo come va su strada ed off-road e cosa offre di più la Adventure Sports.

USER FRIENDLY – Una volta in sella, mentre la Standard di fatto non si discosta molto dal precedente modello, sulla Adventure Sports si nota subito la maggiore importanza dei volumi. Merito del nuovo serbatoio da 24,2 litri che allarga maggiormente la zona laterale e che contribuisce in parte ad un aumento di peso di circa 12 kg rispetto alla Standard (oltre ai tubolari in acciaio e paracoppa). A questo si aggiunge un diverso plexiglass, 8 cm più alto rispetto alla Standard, ed uno sterzo più arretrato e rialzato. Un pacchetto che, al pari di una sella che qui troviamo piatta e dalla rivista imbottitura, fa capire subito la maggiore vocazione "sportiva" della Adventure. Ci si sente subito pronti per un raid attorno al mondo. Più alta di sella, ma confortevole, la Adventure Sports non tradisce comunque lo spirito Honda e, come sulla Standard, dopo qualche chilometro fa capire subito di avere dalla sua una facilità davvero notevole nell'essere accompagnata tra curve e tornanti di montagna, così come sui trasferimenti sulle strade più scorrevoli nel corso del nostro test.
La nuova strumentazione TFT infine non sposta di molto l'immediatezza nella lettura rispetto alla precedente versione, ma ora, grazie al pannello centrale maggiore, è più facile da poter pulire "al volo" con il guanto, quando magari la polvere si accumula sopra. Cosa che si fa apprezzare in fuoristrada, così come il diverso posizionamento delle viti che fissano le pedane passeggero: posizionate in modo tale da lasciare più spazio agli stivali quando si guida in posizione eretta sulle pedane. 

SU STRADA - Il comportamento della ciclistica è ben bilanciato. Piace per come si lascia condurre in scioltezza, ma al tempo stesso, grazie anche alla ruota da 21" anteriore, per la bella stabilità e sicurezza che infonde. Il lavoro delle sospensioni si fa apprezzare e la sella (un po' alta per noi alla massima altezza di 920 mm, ma l'abbiamo ribassata a 900 mm in modo semplice e veloce) più imbottita ma comunque soffice, dona una comodità davvero elevata. Forcella e mono sono di maggiore escursione, e piacciono per un freno idraulico ben tarato. Quando si pinza, la forcella non mostra affondamenti repentini nella prima parte di escursione; ne consegue un beccheggio della moto sempre ben controllato. La Adventure Sports risulta sufficiente neutra sulle asperità, anche se un pelo di precarico l'avremmo preferito dal mono posteriore.

Il plexiglass, nonostante l'altezza maggiore rispetto alla standard, crea qualche turbolenza attorno al casco superata velocità di 120- 130 km/h. In questo caso in optional è previsto uno ancora più protettivo. Il motore si conferma la bella unità vista sulla precedente versione e, sia in versione DCT che con cambio tradizionale (volendo c'è anche il quick-shift regolabile nel taglio in salita e scalata), è stato irrobustito ai medi regimi: ora alle aperture la moto mostra più grinta, utile quando si è impegnati magari nei sorpassi o nella guida su percorsi tortuosi. Inoltre con le mappe che gestiscono l'erogazione della potenza, si riesce ormai a "cucirselo addosso" il bicilindrico secondo le proprie preferenze ed esperienza di guida.
Si fa apprezzare inoltre il bel sound dello scarico, grazie al terminale rivisto ed ora diviso in due camere (al posto delle tre), e dai toni più rabbiosi.

FUORISTRADA – Se su strada si conferma vera globetrotter, comunque aggiungendo qualcosa rispetto alla Standard, dove la Adventure fa valere i suoi plus è sui percorsi off road. Intendiamoci, non è un mezzo votato al fuoristrada estremo, ma una moto che con il nuovo allestimento riesce ad esprimersi meglio quando si cerca l'esperienza tra dossi e sterrati. Luce a terra maggiore, così come la sella, ed una posizione rivista con il busto più arretrato, la rendono godibile quando l'asfalto stanca. Su questo tipo di terreno, la Africa Twin Adventure Sports si fa apprezzare con un feeling alla guida immediato e, anche chi è poco esperto, potrà trovare in lei una grande alleata soprattutto con la versione DCT che consente di concentrarsi esclusivamente sul dosare il gas e gli spostamenti del corpo. Merito comunque va alla già citata stabilità, alla ruota anteriore da 21" e di un setting delle sospensioni azzeccato. Se si ha voglia e capacità di spingere di più, si può giocare sulle regolazioni di mono e forcella (di base tarati per avere il miglior compromesso), in modo da avere una moto più seduta verso lo pneumatico posteriore.

Bella sponda si ha anche qui dal motore, pieno e rotondo, pronto a rispondere al comando del gas Throttle by wire e dalle mappe, con la Gravel adatta al fuoristrada. Con le varie mappe del TC – 7 invece delle precedenti 3 – si può regolare il taglio della potenza come si preferisce. Dalla 7 alle 4 è adatto a chi ha poca esperienza, con 3 e 2 si può iniziare a fare derapare il posteriore, ma senza scarti improvvisi. Si fa strada ed in modo facile. Se poi ci si vuole sbizzarrire anche in mappa 1 le emozioni non mancano. Unico neo è dato forse dal non potere disinserire l'ABS sulla ruota anteriore e questo potrebbe fare storcere il naso ai patiti dello sterrato. Però aiuta i meno smaliziati della specialità. Ultima considerazione sulla sella: su strada l'abbiamo ribassata di 20 mm per facilitarci il lavoro nelle manovre da fermo, mentre in off-road risulta meglio utilizzarla alla massima altezza (920 mm): in questo caso il disegno risulta più piatto e favorisce gli spostamenti del corpo nella guida.

PREZZI – La Honda Africa Twin Adventure Sports è già disponibile in concessionaria al prezzo di 15.340 euro f.c. in versione con cambio manuale. Si sale invece a 16.440 f.c. euro con cambio automatico DCT.

PIACE - Comfort di guida su strada, elasticità del motore, sistema DCT in fuoristrada
NON PIACE - Protezione plexiglass,  ABS non disinseribile in off-road

Per il nostro Test in sella alla nuova Africa Twin Adventure Sports abbiamo utilizzato:

Completo Dainese D-EXPLORER S/T GORE-TEX JACKET & Pants

 Casco AGV AX-8 DUAL EVO

Guanti Dainese MIG C2

CENTAURI GORE-TEX


 

 

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