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MotoE, Moto Elettrica: Fabio Fazi e quel record con Max Biaggi

Nel '94 la Violent-Violet a Nardò a 168 km/h. La MotoE: "MotoGP ed Elettriche nello stesso weekend? Dubbi su cosa ne penserà il pubblico" 

MotoE: Moto Elettrica: Fabio Fazi e quel record con Max Biaggi

Pionieri dell'elettrico. Fabio Fazi, ingegnere marchigiano e per anni responsabile dei controlli tecnici del Mondiale Superbike, fu uno dei primissimi a credere nelle potenzialità del motore elettrico applicato alle moto. Siamo nel 1994 ed in quel periodo la propulsione alternativa al motore endotermico era confinata a qualche scooter e dalle prestazioni tutt'altro che entusiasmanti. Prestazioni, peso degli accumulatori, autonomia e tempi di ricarica erano ben lungi dal soddisfare le necessità sui tragitti anche a corto raggio figuriamoci su moto da gara. Oggi le cose stanno man mano cambiando, anche grazie a nuovi tipi di accumulatori, con tecnologia al Litio, che danno una grossa mano nel superare quelle difficoltà che un tempo sembravano insormontabili in quanto a potenza e peso. 

L'avvio poi di un campionato, la nuova MotoE per il 2019, è un segnale importante che, con buona pace per i molti appassionati che vedono il buon vecchio motore a scoppio eterno protagonista in gara, in futuro porterà forse questi mezzi a soppiantare i motori a cilindri, pistoni ed ottani. Quando? Difficile dirlo e comunque ci vorrà ancora del tempo. Siamo ancora agli albori e il Mondiale MotoE ha tutto da dimostrare, per spettacolarità delle gare e sviluppo tecnico. E' un inizio. Come un inizio fu la storia della Violent-Violet, la moto che con in sella Max Biaggi, sull'anello di Nardò stabilì diversi record di velocità e di fatto aprì un'era che, con la nuova avventura della modenese Energica, sembra stia vivendo una ulteriore spinta.

La moto dei record: la Violent-Violet dotata di due motori elettrici e sette batterie al Pb

Parliamo un po' di come nacque quella moto da record.

All'epoca fu una cosa nata per volontà mia di iniziare a scuotere un settore ancora un po' fermo. Avevo voglia di fare qualcosa, come gettare un sasso in uno stagno. Ebbi un aiuto dal Gruppo Piaggio (telaio, sospensioni e parte carrozzeria erano quelle della Gilera SP 125, ndA) dalla Egraf, una piccola azienda che correva nei campionati riservati alle auto elettriche, che fornì aiuto con le batterie: erano al piombo/acido ed erano sette.

La Energica dichiara per la sua moto 150 CV di potenza massima per un peso di circa 250 Kg ed una velocità di 250 Km/h. Quali erano le prestazioni del vostro motore elettrico?

Non ricordo purtroppo quanti CV avesse quella moto, ma ricordo che era dotata di due motori elettrici montati in serie, per avere la massima potenza in accordo alla logistica interna della moto. Aveva un peso di 232 Kg e stabilì 5 primati del mondo con Max Biaggi sull’ovale di Nardò: sul 1/4 di miglio, sul chilometro e miglio da fermo. Inoltre ottenemmo record sul chilometro e miglio lanciato. Sul chilometro lanciato, con me in sella, uscì a 164,498 km/h. La velocità massima toccata fu di 168 Km/h.  (A Nardò c'è ancora una targa che ricorda quel record di velocità, ndA).

Belle prestazioni per l'epoca.

Sì, anche perchè al periodo non c'erano molti riferimenti, e questa impresa servì a fare da stimolo per fare partire la tecnologia della propulsione elettrica applicata alle moto, con molti tentativi poi di migliorare le prestazioni. In un periodo che vedeva questo tipo di motori abbinati ai mezzi utilitari come alcuni scooter che utilizzavano una semplice batteria al piombo abbinata ad un motore da pochi KW.

Come ricorda quel periodo?

Fu una sfida che realizzai grazie all'aiuto di Pirelli e di Salvo Pennisi (al periodo ed ancora oggi direttore della sperimentazione Pirelli, nda) che ci ospitarono a Nardò, ed anche ovviamente con l'aiuto di Max Biaggi, all'epoca campione del mondo in 250 con l'Aprilia. Lo contattai grazie a Carlo Pernat che conoscevo e devo dire che fu una persona squisita ed ancora oggi ho un bel ricordo di lui e di come fece il suo lavoro. Era molto attento e credo si sia anche divertito.

Come vede il nascente Campionato MotoE?

La Federazione Italiana ebbe tempo fa l'idea di promuovere questo tipo di gare. Ma era sbagliato l'approccio, forse un po' troppo pionieristico. Con poche moto ed affidate alle iniziative dei singoli.

La Energica è la moto scelta per il campionato MotoE che partirà nel 2019

Al TT si è visto qualcosa di interessante, ma resta il problema delle poche moto al via. La Dorna ha dato un diverso taglio a questo tipo di gare ed ora c'è più possibilità che il campionato ingrani. Il dubbio resta sulla concomitanza con i GP: bisognerà vedere che impatto avrà sulla gente il vedere girare le MotoGP e nello stesso weekend le moto elettriche. Sarebbe stato meglio partire con un campionato minore e crescere, ma poi mi rendo conto che non ci sarebbe stato lo stesso risalto. La difficoltà di Dorna sarà quella di rendere la categoria attraente sia dal punto di vista dello spettacolo in pista che dello sviluppo tecnico. Inoltre bisognerà vedere su che piste si correrà, temo che quelle troppo veloci non si addicano a questo tipo di moto al momento. Sarà fondamentale questo aspetto.

Questo tipo di corse è davvero il futuro delle competizioni?

Il cross o il trial, soprattutto nell'indoor, si prestano già molto bene. In questi casi l'abilità del pilota ed i funambolismi superano gli aspetti legati al rombo del motore. Inoltre sono manifestazioni che (nel caso dell'indoor) si disputano al chiuso e qui il cerchio si potrebbe chiudere. Nel cross bisognerebbe rivedere le formule di gara, magari riducendo il numero di giri ed aumentando le manches, ma è una categoria che vedo già pronta. Su pista le cosa è più difficile da questo punto di vista perchè, stando all'attuale autonomia delle moto, una gara non potrebbe essere troppo lunga e si rischia di vedere piloti correre cercando di risparmiare sui consumi. Non si potrà certo pensare a rifornimenti in gara, sarebbe pericoloso oltre che impraticabile. Bisognerà essere bravi nella organizzazione per bilanciare il tutto, con le piste, che non devono essere troppo veloci, e le gare non troppo lunghe.

In generale che vantaggi ha la moto elettrica rispetto a quella tradizionale?

Sul commuting urbano rappresenta già un'ottima soluzione, ma bisogna crescere ancora sui sistemi di ricarica a livello di infrastrutture. Non è facilissimo trovare colonnine di ricarica e non tutti hanno possibilità di caricare le batterie una volta tornati a casa. Si può immaginare di staccare le batterie e portarsele dietro, ma non dovrebbero essere eccessivamente pesanti e scomode. Nell'immediato vedo bene l'ibrido, inteso non come trazione, ma come autonomia: quindi un piccolo motore endotermico che funziona esclusivamente come ricarica per quello elettrico.

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