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MotoGP, Romagnoli e Pupulin: 7,5 a Petrucci e 8 a Miller

I due capotecnici del team Pramac danno i voti ai loro piloti: "Danilo potrà stare con i migliori, Jack dà sempre il massimo"

MotoGP: Romagnoli e Pupulin: 7,5 a Petrucci e 8 a Miller

I primi test dell’anno sono sempre importanti per iniziare la stagione con il piede giusto e Petrucci e Miller ci sono riusciti. Danilo ha potuto provare la nuova Ducati Desmosedici 2018 e, anche se con qualche imprevisto, ha trovato una moto che gli piace molto e che gli ha dato subito fiducia.

Jack Miller doveva invece continuare il suo apprendistato con la Ducati e oliare gli ingranaggi all’interno di un team nuovo per lui. A Sepang l’australiano non ha sbagliato un colpo.

Lui, come Danilo, sono stati promossi a pieni voti dai propri capotecnici che si sono messi in cattedra per commentate le prove malesi.
Daniel Romagnoli ha così scritto un bel 7,5 accanto al nome di Petrucci sul suo registro.


Siamo riusciti ad eseguire un buon lavoro portando avanti il programma di Ducati e sono state prove molto importanti per scoprire la nuova moto - spiega - Poi ci siamo dedicati al set up, anche se forse avremmo avuto bisogno di maggiore continuità con la Ducati Desmosedici GP 2018. Abbiamo comunque avuto la possibilità di trovare dei dettagli funzionali per Danilo”.

Cosa ha soddisfatto maggiormente il tecnico?

Trovare Danilo in ottima forma sia sotto l’aspetto mentale che fisico - afferma - E’ arrivato in Malesia rinvigorito, con grandi motivazioni e tanta voglia di provare la moto nuova. A livello fisico si è presentato in grandissima forma, avendo anche perso molto peso. Se continuerà in questa direzione penso che possa stare con il gruppo di testa”.

Come sempre c’è qualcosa che non funziona ancora alla perfezione e su cui concentrarsi nei prossimi test.

Abbiamo ancora qualcosa da sistemare per sfruttare al meglio la sua Ducati - rivela Romagnoli - Per riuscire ad andare più veloci dobbiamo lavorare su alcuni dettagli. Abbiamo qualche difficoltà in frenata dove siamo ancora un po’ troppo aggressivi e dobbiamo migliorare sull’apertura del gas. Ma anche in questo ambito Danilo sta facendo dei grandi progressi”.

Ecco qual è il programma per Buriram, una pista nuova per tutti.

E’ difficile fare una previsione anche se sono convinto che la Tailandia sarà una pista buona per le Ducati - assicura - Penso che Danilo si troverà fin da subito abbastanza bene in un circuito nuovo perché tra le sue grandi doti c’è anche quella di improvvisare e riuscire a trovarsi a suo agio in situazioni tecniche inedite”.

Ancora più soddisfatto Cristhian Pupulin di Miller, e infatti gli dà un 8 in pagella.

Un bilancio molto positivo - riassume i test di Sepang - Siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo posti, soprattutto in riferimento allo stile di guida. Abbiamo ancora dei margini di miglioramento anche perché negli ultimi giri del long run con le gomme usate abbiamo sofferto un po’”.

Il capotecnico sa perfettamente quali sono stati i punti positivi delle prove.

La cosa che mi è piaciuta di più di questi test è che Jack va in pista sempre per dare il 100%. Questo è importante perché ci permette di usare anche il lap time per valutare le modifiche da fare sulla moto. Jack da sempre il massimo, senza timori ed entra in pista sempre molto concentrato”, spiega.

Allo stesso tempo ci sono dei punti deboli su cui concentrarsi.

Come ho già detto, dobbiamo lavorare ancora un po’ sulla distanza di gara dato che la gomma posteriore si consuma un po’ troppo - avverte - Dobbiamo ancora trovare qualcosa ma abbiamo fatto un bel passo avanti. Onestamente non siamo ancora pronti per essere competitivi fino alla bandiera a scacchi ma abbiamo ancora molto tempo”.

Pupulin sta anche cercando di farsi un’idea su come si troveranno Miller e la Ducati in Tailandia.

Ho buone aspettative perché un pilota di talento come Jack normalmente tende ad essere veloce sulle piste sconosciute - dice -  Potrebbe avere qualcosa più degli altri ed il suo talento naturale potrebbe permettergli di comprendere con minore difficoltà una pista nuova. E poi la Ducati, grazie alla sua elettronica, è una moto che riesce a dare sempre qualcosa in più in queste condizioni”.

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