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Stop alle ombrelline in F1: parlano le donne della MotoGP

La giornalista Amy Dargan: "sono diventata una reporter facendo la ragazza immagine". La grid girl Penny Sturgess: "triste togliere alle ragazze la possibilità di scegliere"

MotoGP: Stop alle ombrelline in F1: parlano le donne della MotoGP

Basta sfogliare un quotidiano o le pagine elettroniche di un sito internet, per scoprire quanto la decisione di Liberty Media di vietare le ombrelline, o grid girl se preferite il termine inglese, stia facendo discutere.

Commenti ed editoriali si schierano ora pro, ora contro alla scelta, ma spesso a parlare sono… gli uomini. Cosa pensano invece le dirette interessate di questo cambiamento?

A intervenire, fra le prime, nel dibattito è stata Amy Dargan. Probabilmente la conoscete, soprattutto se seguite la MotoGP. È una giornalista che lavora per Dorna, l’organizzatore del motomondiale, intervistando i piloti al termine dei turni di prove e delle gare. Forse, però, non sapete che Amy fino a qualche anno fa era un’ombrellina.

“Non so che posizione prendere in questo dibattito sulle grid girl - ha scritto sul suo profilo Twitter - Come alcuni sapranno, sono stata una di loro e ho lavorato per vari marchi e squadra nel motorsport, inclusa la MotoGP. Lo facevo mentre studiavo giornalismo all’università. Lavorare per uno di quei marchi mi ha dato la prima occasione di essere una reporter, è anche così che ho incontrato il mio ragazzo con cui sto insieme da 5 anni e molti dei miei più cari. Per me quella parte del mio percorso ha contribuito a dare forma a quella che è la mia vita attuale in un modo positivo ed è qualcosa per cui non ho assolutamente rimorsi.

Dargan ha centrato in pieno il punto della questione, perché i problemi non si risolvono scansandoli ma affrontandoli. Bisogna interrogarsi, farsi delle domande e cercare una risposta.

Penso che ci sia una reale necessità ad avere le grid girls? Probabilmente no. Penso che sia offensivo per le donne? Penso che abbia più a che fare con il modo in cui ognuno percepisce l’idea di donna. A volte mi sono sentita imbarazzata per il mio passato? Sì perché credo che il pensiero generale sia che se lavori come grid girl o ragazza immagine probabilmente non sei abbastanza intelligente per ricoprire altri ruoli nella società moderna. Penso che questo ruolo sia stigmatizzato ma che sia anche un’opportunità che milioni di ragazze inseguono. Non sono d’accordo con chi pensa che avere le grid girl impedirà ad altre donne di entrare in questo sport. Credo, da una prospettiva più ampia, sia stiano ancora incoraggiando determinati ruoli per le donne nella società in generale che porta alla loro stigmatizzazione, ma allora da dove si inizia a fermare questo processo?.

Anche Penny Sturgess, ombrellina sia in F1 che in MotoGP per anni, ed ex fidanzata di Scott Redding, è voluta intervenire dalla sua pagina Facebook. Il suo punto di vista è chiaramente diverso, ma le conclusioni non sono poi così diverse.

Penny Sturgess, ex fidanzata di Scott Redding,

Che fine ha fatto la libertà di scelta?” si chiede.

Non ho solo incontrati alcuni amici incredibili lungo la mia strada ma mi sono veramente divertita durante le mie esperienze come ragazza immagine e ombrellina. Ho avuto il piacere di essere sullo schieramento di partenza in Formula 1 per qualche stagione quando avevo una ventina d’anni e non una volta mi sono sentita sminuita o un oggetto. Il nostro abbigliamento era sempre di classe, un anno abbiamo indossato anche un tailleur, un capo che molte donne mettono in ufficio.
È vero, il motorsport è un contesto maschile, ma posso dire con certezza che alcuni dei miei più cari amici sono uomini e vengono da questo mondo, mi sento rispettata, apprezzata e mi tengo stretti tutte queste persone. Siamo una piccola famiglia e nonostante a volte possa essere strano, è il posto in cui mi sento a casa, mi dà fiducia e non veda di tornarci ogni anno. Ho più di un papà, lavorativamente parlando, e ho imparato moltissimo durante gli anni e mi sento fortunata di averli incontrati. Sono stati dei grandi esempi per me che ero un un ragazzo molto giovane e probabilmente non avevo capito quanto fossero speciale
”.

Benché non faccia più quel lavoro, è triste vedere le mie amiche perdere il loro impiego, i loro stipendi e la loro possibilità di scegliere. Il mondo è impazzito… è triste pensare che tutte le esperienze che io avuto non possano più averle le ragazze più giovani. Una giovane donna fatica moltissimo a trovare la giusta fiducia e se stesse, il motorsport mi ha veramente aiutato a formarmi nella persona che sono oggi, per me è stata un’esperienza solamente positiva.

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