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MotoGP, Lorenzo, caduta e record con Ducati a Sepang

Jorge sfrutta al meglio la nuova Michelin anteriore,  martellando tutti. Pedrosa e Crutchlow nei primi tre, caduto anche Dovizioso, 4°.Vinales, Marquez e Rossi tra la settima e la nona posizione

MotoGP: Lorenzo, caduta e record con Ducati a Sepang

La scivolata nell’ultima curva di Sepang non ha tarpato le ali di Jorge Lorenzo e della sua Desmosedici GP. Giusto il tempo di raggiungere il box, riordinare le idee, dare modo ai meccanici in rosso di sistemare la moto, e via, ancora in pista.

Ed ecco il record: 1’58”830 per il maiorchino sulla Ducati numero 99, frantumato il precedente miglior crono ottenuto sulla pista malese da Marc Marquez con la Honda nel 2015. Al di là della pura prestazione velocistica sul giro singolo, attenzione: un ipotetico passo gara vedrebbe Jorge giocarsi il Gran Premio con Dani Pedrosa, alla fine secondo sulla RC 213V alata, e con Marquez, ottavo oggi (e settimo nella tre giorni) senza ali.

Pare che la Ducati ufficiale versione 2018, piaccia davvero a Lorenzo e la nuova Michelin anteriore potrebbe essere un toccasana in più per lui, che predilige una guida pulita, morbida e rotonda. Ah, sempre a ritmo di martello: la classifica combinata della tre giorni malese lo conferma.

Il gap di Pedrosa, 179 millesimi, colloca il catalano come migliore pilota Honda in seconda posizione in ogni tipo di classifica, dalla giornaliera alla combinata; vanno avanti i progressi fatti su motore e telaio appena spediti dalla HRC nel box Repsol.

È in forma Cal Crutchlow, ed il suo terzo tempo della tre giorni non è saltato fuori per caso. L’inglese ha pedalato molto in inverno, perdendo più di 6 chili di peso, rimediando anche le prime sbucciature stagionali, a seguito di un volo della madonna. “Chissenefrega”, ha detto lui, in sella dà gas e Lucio Cecchinello inizia a ridere.

Giornata complicata quella di Andrea Dovizioso, scivolato e fermo poi al box per una lunga pausa. Il quarto tempo del numero 04 -a circa tre decimi e mezzo dal compagno di squadra- pongono un punto di domanda sul momento Ducati: Jorge ha superato, in quanto a prestazione pura, il forlivese vicecampione? Oppure: starà Andrea lavorando “in sordina” come sempre ha fatto? Le risposte arriveranno solo nella prima gara in Qatar.

Cresce Jack Miller, eccome. Conoscendo l’impeto dell’australiano, potremmo giurare che la sua soddisfazione manifestata in sella alla Ducati con il quinto tempo non è che una piccola fiamma del focoso “Jackass”; già quest’anno tenterà l’assalto al podio, e non solo.

Anche oggi Alex Rins ha piazzato la migliore Suzuki nella lista dei tempi. Interessante la sesta prestazione combinata del catalano che, al suo secondo anno con la GSX-RR di Hamamatsu, sta già cancellando il difficile inizio 2017, costellato di infortuni e forfait.

Probabilmente vi starete chiedendo: che diavolo ci fanno Vinales, Marquez, Rossi e Zarco tra la settima e la decima posizione nella classifica combinata?! Le Yamaha sono già in crisi, dopo la doppietta di ieri? No. Nel box ufficiale, ed anche in quello Tech3, sanno come lavorare e sanno come sviluppare una moto da corsa e, quando ci sarà da attaccare, lo faranno. E poi, Marquez, proprio lui, è giovane ma già una vecchia volpe: analizzando il passo gara, MM93 si giocherebbe un ipotetico Gran Premio con Lorenzo e Pedrosa. Tanto lavoro e strategie per il Campione in carica, su una Honda sprovvista di ali.

Senza ali anche la Ducati di Petrucci, undicesimo, meglio di quella numero 53 di Tito Rabat, veloce su quella Avintia. Andrea Iannone (che qualche rumors bislacco darebbe su una GSX-R Yoshimura Superbike a Phillip Island) ha concluso dodicesimo oggi e tredicesimo nel computo dei tre giorni, quattordicesima l’Aprilia di Aleix Espargarò.

Da Nakagami in poi, il muro dei due minuti ed oltre: quindicesimo è il rookie giapponese Honda, seguito da Alvaro Bautista con la Ducati Aspar. Oggi Pol Espargarò non ha girato, dopo il terribile volo di ieri ad una velocità stratosferica, 250 all’ora nella Curva 4. Malgrado l’assenza, è sua la diciassettesima prestazione cronometrica considerando i risultati della combinata.

 

 

Mika Kallio con la KTM, Bradley Smith su M1 Tech3 e il dolorante -al dito- Franco Morbidelli, riempirebbero le caselle numero 18, 19 e 20 di uno schieramento di partenza, Abraham, Simeon e Redding (l'inglese sta sudando 7 camicie per trovare confidenza con la RS-GP veneta) partirebbero appena dopo, Tom Luthi è stato più veloce del colombiano Hernandez, sostituto momentaneo del tedesco Jonas Folger.

 

 

 

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