SBK, Rea chiude in bellezza, ma la sorpresa è Leon Camier

Il Cannibale si rivela il più veloce nei test di Portimao davanti al portacolori Honda, 3° Lowes, 5° Razgatlioglu, rincorrono le Ducati

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Una cosa è certa: Johnny Rea partirà per l’Australia col sorriso stampato sul viso. Meglio di così non poteva andare l’ultimo test di questo gennaio. Il pilota Kawasaki ha infatti messo tutti in riga anche nel secondo giorno a Portimao, siglando il riferimento in 1’41”485. Rispetto alla domenica, il Cannibale è stato soli dieci millesimi più lento al termine delle 26 tornate disputate. La sua ZX-10RR sarà anche castrata di 900 giri, ma poco importa, perché la superiorità rimane evidente. Dall’altra parte del box Tom Sykes ha accusato ben otto decimi dal compagno (+0.827), dovendo quindi accontentarsi del sesto posto. Ben 45 giri disputati dal britannico, che ha colto l’occasione per compiere anche un long run.

La sorpresa più bella di questo lunedì è però rappresentata da Leon Camier (+0.138). Era da tempo che non si vedeva una Honda così competitiva e l’alfiere del team Ten Kate ha pensato bene di mandare un segnale ben chiaro alla concorrenza, migliorando di quasi un secondo e mezzo rispetto a domenica. Il distacco di un  decimo incassato dal Cannibale conferma quindi la crescita della Fireblade, che in Portogallo ha proseguito il lavoro con centralina Cosworth, lasciando quella Magneti Marelli a PJ Jacobsen, vittima di una caduta nel pomeriggio, che lo ha costretto ad alzare in anticipo bandiera bianca.

Se Leon brilla, non da meno è il giovane Toprak Razgatlioglu (+0.620), capace di agguantare la quinta piazza con la Kawasaki di Puccetti. Il turco ha fretta di bruciare le tappe, infilandosi tra i migliori. A precederlo ci sono le Yamaha di Lowes (+0.148, unico a scendere sotto il muro dell’1’42” insieme a Camier e Rea) e van der Mark (+0.543). Con il nuovo regolamento le due R1 sembrano aver trovato la dritta via da seguire e adesso speriamo che anche in Australia il copione venga confermato.

Chiamate invece a rincorrere le Ducati di Chaz Davies (+1.057) e Marco Melandri (+1.117), attardate di ben un secondo dalla vetta. A guardare la classifica verrebbe da preoccuparsi per il pesante ritardo, ma gli alfieri di Borgo Panigale hanno preferito non rincorrere il tempo in questa due giorni, lavorando soprattutto in ottica gara. Tra meno di un mese ci aspettiamo segnali che possano scacciare ogni dubbio.

A precedere le due Rosse l’Aprilia di Eugene Laverty (8°, +1.015), mentre quella di Lorenzo Savadori (+1.749) finisce al quattordicesimo posto alle spalle della Panigale di Michael Rinaldi. Nella top ten troviamo anche la MV Agusta di Jordi Torres, che per soli 64 millesimi ha la meglio sulla Ducati di Xavi Forés e la BMW di Loris Baz. Impressionante il numero di giri compiuto dal portacolori della Casa di Schirana, autore di ben 87 passaggi.

Da registrare nel primo pomeriggio la caduta dello statunitense Gagne, finito in ospedale per controlli medici.

Nella SuperSport ci ha pensato Ayrton Badovini a siglare il riferimento seguito da Sofuoglu e Tuuli. Poi Raffaele De Rosa,  costretto a  fare i conti con un problema tecnico che lo ha bloccato per mezza giornata. Il tempo siglato ieri dal campano è comunque il migliore della due giorni. Archiviato l’appuntamento di Portimao, si torna in pista il prossimo 19-20 febbraio a Phillip Island con gli ultimi test prima della gara.

     

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