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MotoGP, A Sepang solo Pedrosa meglio dello squadrone Ducati

Il catalano numero 26 il più veloce sul giro secco, lo seguono Dovizioso, Lorenzo, Petrucci e Miller. Rossi è 6°, Marquez 7°, 8° Zarco, Iannone e Morbidelli a centro classifica

MotoGP: A Sepang solo Pedrosa meglio dello squadrone Ducati

 

Come è solito fare, ormai da una vita, Daniel Pedrosa parla poco ma in pista martella, e pure tanto.

Miglior tempo per il catalano numero 26 oggi a Sepang che, in sella alla sua Honda RC 213V mette tutti in riga, con il crono finale di 1’59”427, ottenuto su una distanza totale di 56 passaggi compiuti. Il vincitore dell’ultimo Gran Premio 2017 è stato il più rapido in tutti e quattro i settori della pista malese, con una progressione crescente iniziata nei primi minuti bagnati e conclusasi con la leadership di giornata su pista asciutta: merito anche dell’ormai collaudato programma di lavoro del box Honda HRC ufficiale.

Andrea Dovizioso è andato forte, fortissimo, ma non abbastanza da inserire il suo nome in cima alla lista dei cronologici; tre decimi abbondanti di ritardo per la Ducati Desmosedici GP del forlivese, che ha girato complessivamente meno di Pedrosa -20 giri in un solo giorno non sono pochi- ed ha trascorso più tempo nel garage. Sono tante le novità portate da Borgo Panigale a Sepang, e vanno provate uno step alla volta.

Ultimo dei soli tre piloti scesi sotto il muro dei due minuti è Jorge Lorenzo, terzo, a 375 millesimi dal connazionale della Honda. Il maiorchino, al suo secondo anno in rosso, può vantare ora di una migliore conoscenza della sua Ducati dotata di ali esa dove “far mettere le mani” ai tecnici che lo supportano nel garage.

Tempi numeri quattro e cinque per altre due Ducati, entrambe del team Pramac, con Danilo Petrucci che precede l’australiano Jack Miller. Per il pilota di Terni il suo è un tempo che lo colloca, giustamente, tra i top della categoria, mentre “Jackass” pare aver gradito la GP17, portata in pista per la prima volta dopo il passaggio dal team belga Marc VDS a quello italiano.

Ecco al sesto posto Valentino Rossi, il primo motorizzato Yamaha. Sette decimi e mezzo il gap del numero 46 dalla vetta, con una M1 ufficiale nuova di pacca, ancora tutta da esplorare nella ricerca della messa a punto e da scoprire in pista, quando si spinge per trovarne il limite. E guardate che staccata della madonna nella foto qui a lato. 

Il Campione del Mondo in carica, con la Honda numero 93 ha fermato il timer in 2’00”290, garantendosi il settimo tempo di giornata: non un risultato alla Marc Marquez ma, come Rossi, il catalano ha tanti pezzi nuovi da provare e sappiamo come Marc non affondi mai il colpo durante una sessione di test. E poi, come ha già detto lui più volte: "se Pedrosa va forte, vuol dire che la moto è a posto"...

 Ottavo tempo per Johann Zarco con la M1 2017 del team Tech3, sulla quale il francese mette le chiappe dopo averla già provata lo scorso anno. Nono e caduto senza danni Cal Crutcholw, alla sua quarta stagione con la Honda LCR.

Pol Espargarò, grazie alla decima prestazione di giornata, piazza la prima KTM presente a Sepang, Alex Rins è il miglior pilota Suzuki con l’undicesimo tempo finale. Takaaki Nakagami sta prendendo le misure alla RCV 213V del team Asia Idemitsu, che lo ha supportato in Moto2 e spinto fino alla MotoGP.

Un Maverick Vinales “artistico” con la dedica del suo casco al catalano Salvador Dalì, conclude al tredicesimo posto nella tabella. Non sarà questo il suo livello in gara, c’è da scommetterci. Aprilia quattordicesima con Aleix Espargarò, su una RS-GP tutta nuova e totalmente da scoprire per lui e soprattutto per Scott Redding, alla fine ventunesimo.

Tra lo spagnolo numero 21 e l’inglese numero 45 ci sono Tito Rabat, andato anche a terra con la Honda,  e Andrea Iannone. Il pilota di Vasto ha rimediato due cadute e, come se non bastasse, un problema tecnico ha condizionato la  sua Suzuki. Appena dietro Smith sulla seconda KTM ed il rookie Franco Morbidelli, che ha preceduto Bautista e Guintoli, quest’ultimo collaudatore ufficiale della GSX-RR di Hamamatsu.

Solo Hernandez, momentaneamente sulla M1 di Folger, Abraham, Simeon e Luthi hanno fatto peggio di Guintoli, non con la testa ed il polso dedicati al giro secco, bensì impegnato a provare parti nuove, esattamente come Nozane e Nakasuga e Pirro.

 

 

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