Una poltrona per sei verso il gran finale di Cordoba

La 40^ edizione rimarrà una delle più combattute di sempre, a cinque tappe dal termine i primi sei sono racchiusi in meno di 10 minuti

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Adesso arriva il bello! La Dakar sbarca finalmente in Argentina dove ad attendere i concorrenti ci saranno le dune, la sabbia, ma soprattutto il caldo, con il termometro che sfiorerà i 40 gradi. Saranno gli ultimi tremila chilometri da percorrere suddivisi in cinque tappe con una classifica ancora tutta da scrivere.

Già, perché mai come quest’anno il RAID si è rivelato così avvincente e combattuto. Se da una parte abbiamo dovuto fare i conti con il ritiro del campione in carica Sam Sunderland e del francese Xavier De Soultrait, dall’altra siamo pronti ad assistere ad una sfida più che mai incandescente, con ben sei piloti racchiusi in  meno di dieci minuti. Difficilmente ricordiamo un’edizione così equilibrata.  

Al comando della gara c’è un sorprendente Adrien Van Beveren. Un misto di intelligenza e regolarità il francese, a cui è bastato un solo successo di prova per detenere la leadership. L’alfiere Yamaha precede di soli 22 secondi l’argentino Kevin Benavides. È lui il migliore in casa Honda, protagonista di una Dakar all’insegna della costanza, ovvero la chiave per puntare dritti al successo. Non c’è solo la Casa dei Tre Diapason e dell’Ala Dorata a recitare una parte da protagonista, dal momento che KTM è in agguato con Matthias Walkner. L’austriaco è stato indicato dal nostro Alessandro Botturi come il favorito del RAID ed è toccato proprio a lui raccogliere il testimone lasciato da Sam Sunderland. Al momento il pilota deve fare i conti con un gap dalla leadership di 6’34”, complice un minuto di penalità.

Vietato poi scordarsi di Toby Price (+7’35”), al rientro alla Dakar dopo la frattura riportata un anno fa al femore, che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca. Il vincitore dell’edizione 2016 del RAID è in rimonta col quarto crono, davanti a un inarrendevole Joan Barreda (+8’01). Lo spagnolo è stato colui ad aver vinto il maggior numero di prove, ovvero tre, ma a causa di una caduta e un errore nel calcolo della rotta, si è ritrovato in quinta piazza a otto minuti dalla vetta. Appena dietro la KTM di un rigenerato Antoine Meo, capace di strappare in due occasioni il miglior tempo sulle prime otto prove disputate.

A meno di clamorosi colpi di scena, saranno questi sei a contendersi la vittoria della 40^ edizione della Dakar. Dopo la cancellazione della nona tappa, causa avverse condizioni meteo, oggi la carovana è ripartita con la speciale che conduce a Belen, poi le insidiose Chilecito e San Jan che porteranno al traguardo di Cordoba.

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