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MotoGP, Dall’Igna: “Fa piacere vedere i giapponesi rincorrerci”

L'ingegnere di Borgo Panigale: “Ducati è diventata il riferimento nel Motomondiale, adesso non serve più rivoluzionare”

MotoGP: Dall’Igna: “Fa piacere vedere i giapponesi rincorrerci”

Il 2017 ha confermato che la sua moto è la più competitiva del lotto. Gigi Dall’Igna è senza dubbio uno dei segreti della Casa di Borgo Panigale. Da quando è approdato in Ducati ha dato una svolta al progetto, portando la Rossa a recitare una parte da protagonista e a contendere il titolo Mondiale. Lo scorso anno è sfumato all’ultima gara, adesso però vuole riprovarci.

Gigi, c’è tanta attesa per questa nuova moto. In cosa è migliorata rispetto alla precedente?

“È ancora presto per rispondere a questa domanda – ha esordito l’ingegnere-  ci sono delle idee, che sono state valutate al simulatore, però a volte la simulazione non rispecchia la realtà. Meglio quindi aspettare dopo i test di Buriram per rispondere. Ovviamente  abbiamo pensato a delle novità per migliorare il telaio, che però devono essere confermate – ha aggiunto – posso dire che mai come quest’anno i test di Sepang e Thailandia saranno importanti”.

Nella scorsa stagione la Rossa ha dimostrato di soffrire ancora nelle piste scorrevoli, una su tutte Phillip Island. Un aspetto che non sfugge al general manager.

“Siamo cresciuti costantemente in ogni settore –ha ricordato - ci sono pochi elementi della moto che ci danno fastidio, uno di questi è rappresentato dalla gara dell’Australia, anche se negli anni precedenti abbiamo disputato delle prestazioni positive su quel tracciato. Abbiamo quindi concentrato parti dei nostri sforzi riguardo questo ambito, in attesa di avere dei risultati”.

C’è poi l’interrogativo legato alle gomme, anche se Dall’Igna non mostra preoccupazione.

Non credo che nel prossimo Campionato Michelin proponga del materiale diverso –ha commentato - le gomme saranno più o meno quelle del 2017 con qualche affinamento. Penso che gli pneumatici non saranno un elemento discontinuo nel 2018”.

Le prestazioni dell’ultimo Campionato hanno sicuramente aumentato le ambizioni nei confronti della squadra di Borgo Panigale. Il general manger tiene però i piedi ben ancorati a terra.

“Non sono particolarmente nervoso –ha dichiarato - come ho detto negli ultimi anni c’è stata una crescita importante e abbiamo sbagliato poco. Non dico che rifarei tutto quello che ho fatto, sia dal punto di vista tecnico che sportivo, ma cambierei soltanto poche cose. Questo mi permette di guardare al futuro con serenità”.

In molti si aspettano poi di vedere Lorenzo combattere per la vittoria. E magari in un testa a con Dovi.

“È quello che mi aspetto con tutto il cuore –ha ammesso Dall’Igna -sarebbe bello, ma anche difficile da gestire una simile situazione. Di sicuro ogni team manager sognerebbe di ritrovarsi in questa condizione – ha proseguito - Jorge nella parte finale di stagione ha compiuto un passo avanti importante e qualora dovesse vincere non ci sarebbe da stupirsi. Ovviamente gli manca ancora qualcosa per essere quel martello degli anni passati, penso alla confidenza in determinate situazioni”.

Tornando all’evoluzione della Rossa, c’è poi grande interesse per vedere l’aerodinamica definitiva, attesa soltanto tra Buriram e Qatar.

Non credo sia necessario cercare grosse rivoluzioni come quando eravamo tanto distanti dalla vetta- ha analizzato - adesso non serve più rischiare. Ci aspetta più che altro un lavoro di affinamento”.  

Il lavoro svolto dalla Casa è di quelli che l’ingegnere apprezza.  

“Sono contento di quello che ho a disposizione in questo momento e ciò che abbiamo basta per poter giocarsi il titolo”.

Con la Desmosedici 2018 vedremo ai blocchi di partenza anche Petrucci.

Danilo avrà la nostra moto, a seconda di come sarà la stagione decideremo quale tipo di sviluppo svolgere – ha commentato Dall’Igna -  qualora dovesse essere in grado di lottare per la vittoria, gli daremo tutto ciò che serve”.

Oltre alla bagarre in pista, in questa stagione ci saranno le trattative di mercato a tenere banco.

Sarà un’annata importante anche su questo fronte –ha ammesso l’ingegnere - adesso non è più come una volta in cui c’erano poche Case a contendersi i piloti migliori. Il bacino si è allargato e mi aspetto che questa situazione possa diventare un problema”.

C’è il mercato dei piloti ma anche quello dei tecnici e ingeneri. Alcuni di questi hanno lasciato Borgo Panigale per accasarsi altrove.

“Credo sia normale per una squadra che raggiunge certi livelli vedere i propri uomini ambiti dalla concorrenza. Inoltre siamo l’unica Casa europea ad aver conseguito determinati risultati – ha ricordato Dall’Igna - questo fa parte del gioco e vedere i giapponesi che ci rincorrono su tecnici e aerodinamica fa piacere. Significa che siamo il riferimento nel Mondiale”.

Una battuta anche sulla carena Yamaha.

“Tutti i regolamenti vanno interpretati – ha dichiarato il general manager -non so se la loro carena sia stata omologata o meno. Vedremo a Sepang”.

Per concludere Dall’Igna traccia la strada da seguire nei test.

“Le prime due tappe serviranno per definire la Ducati –ha analizzato – dovremo quindi lasciare Buriram con la moto pronta. Il test in Qatar sarà utile per affinare la Rossa in vista della gara”.

Come già detto ci sarà un solo telaio a disposizione.

“Lo scorso anno i telai erano leggermente diversi – ha ricordato -Dovizioso preferì un certo tipo di sviluppo rispetto a Jorge”.   

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