SBK, Razgatlioglu: Sofuoglu è il mio dio, ma io inseguo Rea

Il turco sarà al via con la Kawasaki Ninja del team Puccetti: "Kenan non ama la 1000, io odio la 600. Johnny stravede per me, è un vero onore"

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Vincendo il titolo della Stock600 nel 2015, Toprak Razgatlioglu ha messo nei guai più di un addetto ai lavori. Il giovane turco, infatti, ha dapprima spaventato gli avversari, intimoriti dal suo stile di guida aggressivo e spettacolare e, in secondo luogo, ha costretto giornalisti e cronisti a scrivere e pronunciare un cognome che si è rivelato un vero e proprio scioglilingua, insidiato -per ora- in quanto a difficoltà e trabocchetti solo da quello dal tailandese Nakarin Atiratphuvapat che, tuttavia, in Moto3 non ha ancora vinto una gara.

Combattivo e feroce in sella, educato e silenzioso fuori dalla pista. Ovunque “Razga” vada, il suo mentore Kenan Sofuoglu lo segue in qualsiasi sua mossa:Sofuoglu mi ha insegnato ogni cosa indispensabile per farsi rispettare in questo ambiente bellissimo e competitivo -ammette Toprak- dove curare qualunque aspetto è oggi fondamentale. L’impegno, la disciplina, la fede e la consapevolezza che mai ci si debba arrendere sono tutti valori che ho appreso direttamente da Kenan che, per questo sport, ha dato e continua a dare cuore ed anima”.

Vederli allenare insieme è un vero spettacolo: specialmente in inverno, io e Sofuoglu ci sfidiamo sulle piccole 300 -prosegue- e non ci facciamo complimenti: ogni giro di pista si rivela un duello all’ultimo sangue, ma corretto e pulito, proprio come mi ha insegnato lui”.

Il tuo duello con Rinaldi in Superstock 1000 è stato altrettanto avvincente…

Rinaldi ha meritatamente vinto sulla Ducati, io ho dato tutto quello che potevo con la mia Kawasaki, mi è solo mancato un pizzico di fortuna. Se non mi fossi fatto male, forse sarebbe stato diverso ma, a volte, le gare ed i campionati finiscono così”.

Ora guardi avanti, saltando la categoria che tanto ha dato al tuo maestro Sofuoglu…

Sinceramente parlando, non mi è mai piaciuta la 600, anzi, a dirla tutta la odio proprio (ride). Ecco perché dopo il titolo vinto nella Stock600, ho deciso di saltare immediatamente in Superstock 1000: volevo guidare moto di grossa cubatura, più potenti, con le quali posso esprimere il mio stile di guida spettacolare, basato sulle intraversate in entrata ed uscita di curva. Io ho bisogno di tanti cavalli, non volevo perdere tempo in Supersport”.

Eppure, Sofuoglu ha costruito una fortuna con la 600…

“Sofuoglu per me è come un Dio, la sola cosa che io e Kenan non condividiamo è la cilindrata della moto. In Supersport lui è il numero 1 di sempre, però ha faticato in Superbike; contrariamente a me che le adoro, a Sofuoglu le 1000 non piacciono affatto, lui ha trovato la dimensione ideale con la 600".

A te è piaciuta la Superbike nel test di Portimao?

Moltissimo! Ho notato subito le differenze con la Stock1000; della Superbike mi hanno impressionato, per lo più, la potenza frenante e la gestione elettronica, particolari più evoluti e performanti. Ci sarà molto da imparare e parecchio lavoro da fare per me, ed il team Puccetti mi supporterà al meglio, come sempre, da quando ho iniziato a correre sulle derivate di serie”.

Girando dietro a Rea in Portogallo, cosa hai capito?

Seguendolo, ho imparato le linee ideali; Johnny mi ha mostrato, aprendomi la strada, le traiettorie più redditizie e veloci, percorribili grazie all’elettronica molto sofisticata. Rea mi ha preso come se fossi un po' il suo figlioccio, stravede per me, ed è un onore che lui mi abbia segnato le linee ideali di un tre volte Campione del Mondo Superbike”.

Quale obiettivo ti sei prefissato per questa stagione?

Ho un contratto diretto con Kawasaki, di due anni. Nel 2018 non sarà facile con tutte quelle moto ufficiali in pista, ma io ce la metterò tutta. Diciamo che, nella prima parte di stagione, dovrò imparare da ogni situazione nuova mi si possa presentare. Da metà campionato in poi, una puntatina nei primi 5 potrei anche tentarla”.

 

 

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