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SBK, Badovini: la Supersport un passo indietro? No, in avanti

Con la MV Agusta del team Vamag, Ayrton vuole essere sempre protagonista: "in questa classe è il pilota a fare la differenza, il 2018 rappresenta l'anno della mia rinascita"

SBK: Badovini: la Supersport un passo indietro? No, in avanti

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La frattura alla spalla rimediata a Jerez è solo un brutto ricordo per Ayrton Badovini, che ha trascorso le festività natalizie allenandosi, stando attento a non esagerare a tavola: l’infortunio è ormai superato -racconta il biellese numero 86- ho lavorato per recuperare la forma fisica che avevo perso ed ho ricominciato il mio solito allenamento…  ora mi ci sto avvicinando: a Natale e negli altri giorni ho dosato cibo e bevande, anche perché la Supersport, avendo meno cavalli di potenza da esprimere rispetto alla Superbike, richiede un peso del pilota più contenuto”.

Chiudendo la parentesi 2017, come era il livello della competizione?

C’era troppa differenza di competitività tra le diverse moto in pista; ha dominato ancora il team Kawasaki Provec con un pacchetto invidiabile e grazie a due top rider, specialmente Rea che ha meritato il terzo titolo. Il regolamento tecnico tenterà di livellare le prestazioni tra le Ninja ZX10RR e le altre moto, vedremo cosa succederà: la necessità è di aumentare lo spettacolo e per riuscirci non devono essere i soliti primi 4 a giocarsi le gare. L’elettronica evoluta ha creato le situazioni già viste in Formula 1 e nella MotoGP di qualche anno fa: anche in Superbike chi cura ogni dettaglio imposta il proprio ritmo gara e gestisce la situazione consapevole della velocità degli avversari; lo spettacolo così muore e le battaglie si possono vedere solo nelle retrovie”.

In Supersport il discorso è diverso, ed eccoci nel 2018:sì, perché in questa classe c’è meno sviluppo elettronico -spiega Ayrton- non esiste il controllo di trazione e la potenza viene gestita direttamente dal polso del pilota. Con la Superbike lo slittamento della ruota posteriore viene controllato da un software, in Supersport, invece, è ancora il pilota che eroga la potenza e se si sbaglia, si finisce a terra. Con la Supersport chi ha manico può rischiare, a volte riuscendo ad ottenere grandi risultati, ed io preferisco che sia ancora il corridore a fare la differenza”.

Non pensi che la Supersport sia una categoria meno importante?

“Sentivo l’esigenza di tornare a correre avendo la possibilità di competere per le prime posizioni; volevo la certezza di recarmi in circuito consapevole di avere in ogni gara le chance per giocarmi risultati importanti. Non è del tutto errato dire che la Supersport sia più meritocratica della Superbike, dove i distacchi tra una moto e l’altra superano il mezzo secondo: nella Supersport in cinque decimi possono esserci racchiusi otto piloti, la battaglia è aperta in ogni gara ed in tanti hanno le opportunità di vincere. Per me la Supersport non rappresenta un passo indietro, anzi, questa scelta è per la mia carriera un passo avanti”.

Tra l’altro, con la CBR 600 hai vinto nel 2016 ed hai colto un altro podio…

“…capendo che ogni pilota parte conoscendo il proprio valore e quello delle diverse moto è molto simile; la mia F3 del team Vamag è bellissima, la squadra ha fatto un grande lavoro. La MV Agusta è molto sensibile ai cambiamenti d’assetto e, malgrado non avessimo riferimenti, a Cartagena io mi sono sentito subito a mio agio. E poi, il sound del tre cilindri è gasante, invoglia chi sta in sella ad andare sempre più forte”.

Per il titolo sarà ancora una lotta tra Sofuoglu e Mahias?

Il turco ed il francese sono sicuramente stati i protagonisti del 2017, tutti e due forti e diversi nelle proprie caratteristiche; credo di aver capito lo stile di entrambi e con loro sarà una battaglia molto interessante in ogni gara. Però, attenzione: Sofuoglu e Mahias non saranno i soli piloti a giocarsi le vittorie, vedo bene anche Cluzel, Caricasulo e diversi altri avversari”.

Il tuo obiettivo quale è?

 “Nel 2018 ambirò ad essere uno dei protagonisti in ogni weekend, l’obiettivo mio e della squadra è finire nelle prime posizioni in ogni gara e concludere il campionato nelle parti alte della classifica. Sarà importante arrivare nei primi 5 ogni domenica, possibilmente sui tre gradini del podio. Per me il 2018 sarà l’anno della rinascita: credo tantissimo in questo progetto con MV, mi sto preparando sfruttando tutta la mia esperienza di allenamenti e corse. Voglio che questa sia la stagione della svolta, del salto di qualità e se riuscirò a sfruttare la mia esperienza sarò felice come pilota professionista e come uomo”.

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