MotoGP, Caso Ranch: il TAR dà ragione a Valentino Rossi

Il Tribunale Amministrativo Regionale boccia i ricorsi,  ma la battaglia non è ancora finita, perché la palla passa ora al Consiglio di Stato

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Il Ranch è la sua seconda casa, il luogo dove si allena e affila le armi per preparare le gare del Motomondiale. Ideata nel 2011 da Valentino Rossi e papà Graziano, la pista di Tavullia è stata più volte oggetto di discussione e lamentele da parte dei vicini, che hanno quindi deciso di rivolgersi al TAR. Tra i punti presentati nella contestazione si parla di presunte irregolarità nelle concessioni e la mancanza di autorizzazioni e valutazioni sulle emissioni acustiche.

In giornata il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche ha però bocciato i ricorsi presentati degli abitanti adiacenti la struttura. Secondo quanto riportato da “Il Resto del Carlino”, nelle 19 pagine di risposta i giudici dichiarano in parte improcedibili, in parte irricevibili e in parte respinti i ricorsi.

Sulla questione riguardante le presunte irregolarità nella concessione, si legge: “La variante urbanistica è stata sottoposta a valutazione ambientale strategica ed ha ottenuto il parere favorevole della Provincia. Il Comune ha valutato che, in ragione della indiscussa popolarità di cui il concittadino Valentino Rossi gode a livello mondiale, la presenza di un impianto di allenamento del popolare campione e di un contiguo museo a lui dedicato avrebbe potuto costituire un indubbio polo di attrazione per appassionati di tutto il mondo, con conseguenti positive ricadute per il turismo e il commercio. Il fatto che poi il Comune abbia anche chiesto ed ottenuto un’ulteriore utilità (ossia che l’impianto possa essere utilizzato anche per iniziative sportive e sociali dedicate a studenti) non è di per sé la ragione fondante della variante".

C’è poi l’aspetto inerente le emissione acustiche, dove il TAR ha motivato così: “Gli orari di funzionamento dell’impianto non coincidono con le ore dedicate al riposo pomeridiano e notturno delle persone. Lo studio dell’Arpam ha giudicato completo ed approvato lo studio di impatto acustico, visto che in nessuna delle verifiche eseguite dall’Arpam negli ultimi anni il valore limite di emissioni è risultato superato”.

Insomma, Valentino Rossi ha vinto il primo round, ma la battaglia sembra destinata ad andare avanti, perché i ricorrenti potranno rivolgersi ora al Consiglio di Stato, organo di ultimo grado nella giurisdizione amministrativa.

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