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MotoGP, L'altro Iannone: l'Angelo custode di Andrea

Parla il fratello di The Maniac: "quando corre anche io e papà siamo in moto con lui, per me è uno stimolo"

L'altro Iannone: l'Angelo custode di Andrea


Hanno le stesse iniziali e li dividono appena 22 mesi sulla carta di identità, Andrea e Angelo sono i due Iannone della MotoGP. Il primo lo conoscete e non ha bisogno di presentazioni, l’altro è suo fratello e anche la sua ombra. Girando nel paddock, dove c’è uno trovi anche l’altro, un rapporto che va oltre la semplice genetica o il lavoro.

E dire che Angelo ha iniziato a andare in moto prima di Andrea, “per via dell’età - ride - Correvo in minimoto, ho vinto qualche campionato regionale e sono arrivato 5° nell’italiano. Gareggiavo contro gente come Dovizioso, Simoncelli, Pasini, non andavo male ma a 12 anni ho deciso di smettere. Perché? Come si dice, non riuscivo a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Se c’era una curva da prendere ai 70 all’ora invece che ai 60 ci pensavo troppo, invece ad Andrea veniva facile. Ho capito che non era il mio mestiere, ancora oggi è troppo veloce per mei sui kart” scherza.

Ma come dicono i proverbi, chiusa una porta si è aperto un portone.

Ho continuato ad andare a tutte le gare di Andrea e ho incominciato a dargli una mano, piccole cose come preparargli il casco o tenergli la borraccia - scava nei ricordi - L’importante era stargli vicino perché io, Andrea e nostro papà Regalino abbiamo sempre condiviso questo mondo. Oggi, come allora è come ci fossimo tutti e tre sulla moto di Andrea quando corre”.

Il tempo passa e Angelo ora non si limita più a dare una mano al fratello in pista. O meglio “lo faccio ancora, ma non solo quello - racconta - Mi occupo degli sponsor, dei contratti, dò una mano nella gestione del merchandising e del fan club. La mia stagione inizia ad ottobre e finisce a novembre”.

Quando però ci sono i Gran Premi il suo posto è di fianco ad Andrea, anche con qualche piccola scaramanzia.

In gara siedo sempre nello stesso posto, sulla sedia di Andrea, non incrocio mai le gambe e bevo il mio mezzo litro d’acqua” rivela sorridendo.

E soffre e gioisce guardando il fratello in pista. “Quando si vince i meriti sono di tutti e tre e quando si perde è una sconfitta per tutti” sottolinea.

Un’intesa vincente, altro che fratelli coltelli.

Da piccoli litigavamo in continuazione, per futili motivi, ma non lo facciamo più da tempo - continua Angelo - In verità, a volte ci mandiamo a quel paese 8 volte in una giornata, ma a sera è tutto finito e ceniamo insieme. Sai qual è il problema? Che Andrea ha sempre ragione, anche quando inizialmente penso abbia torto. Devo ammettere che ho imparato molto da lui, per me è stato un trampolino di lancio. Quello che lui fa in pista rappresenta per me uno stimolo a ripeterlo nel mio lavoro”.

Detto così, l’ “angelo” sembra essere Andrea.

Il suo più grande pregio è che un vulcano di idee, alcune sembrano impossibili ma poi capisci che impegnandoti puoi realizzarle - descrive il fratello - Il bello è che riesce a coinvolgerti nella sua professionalità. Per quanto riguarda il difetto non riesco a essere oggettivo, ma in passato era un po’ troppo diretto, sia nel bene che nel male. È un angolo del suo carattere che però è riuscito a smussare negli ultimi due anni”.

Angelo conosce Andrea da vicino e vuole sottolineare la crescita del fratello.

Si alza ogni mattina con un obiettivo da raggiungere e quando ci riesce sposta l’asticella più in alto - spiega - Lo avete visto nel 2015, quando in tanti dicevano che ‘faceva il Dovizioso’. Si è messo a lavorare su se stesso per ottenere quello che voleva”.

Ora lo attende un’altra avventura, finita la storia con Ducati inizierà quella con Suzuki.

Non c’è bisogno che ripeta quello che ha detto Andrea, era molto attaccato alla Ducati ma penso che abbia fatto la scelta migliore per lui - commenta - Come l’ho visto questo inverno? Come al solito, agguerrito e concentrato”.

Per Andrea cambieranno i colori, ma non l’uomo che avrà al suo fianco. E chissà se un giorno non vedremo ancora Angelo su una moto…

Ogni tanto Andrea mi chiede se voglio provare la MotoGP, prima o poi mi toccherà accettare la sua offerta!” ride.

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