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Moto2, Marini: "Che paura essere sul sedile destro con Vale alla guida"

A Monza Luca ha debuttato nei rally, svelando: "Mio fratello può correre fino a 60 anni". Il 2018? "Ho ciò che serve per puntare alla top five"

Moto2: Marini: "Che paura essere sul sedile destro con Vale alla guida"

L’edizione 2017 del Monza Rally Show ha visto il debutto di Luca Marini. C’era anche il fratello del Dottore alla kermesse brianzola, impegnato per l’occasione al voltante di una Ford Fiesta R5. L’occasione per staccare la spina dalle moto e concedersi un weekend tutto di traverso sulle quattro ruote come mai fatto prima d’ora.

“Penso sia stato un fine settimana molto positivo – ha esordito il pilota -  ho concluso questo rally con un ottimo tempo e mi piacerebbe tornare nuovamente il prossimo anno. Ovviamente dovrò parlarne con Vale scherza - però sarebbe bello utilizzare la R5 o anche la WRC”.

Nel Master Show della domenica pomeriggio, il pilota ha dovuto fare i conti con un cappottamento. Niente di grave per fortuna.

“Dopo aver terminato il testa a testa volevo fare un po’ di drift – ha ricordato - il fatto è che sono arrivato troppo lento in una curva, ho tirato il freno a mano, toccando la gomma posteriore con la barriera e mi sono cappottato. Vale mi ha detto che i veri rallisti cappottano sempre la prima volta al Master Show (scherza)”.

Il salto dalle due alle quattro ruote non sembra averlo condizionato più di tanto.

Su queste vetture bisogna essere molto precisi – ha spiegato il pesarese- rispetto alle moto qua si può staccare infatti molto forte”.

Alcune prove del rally si sono disputate col buio e da parte sua non sono mancate le difficoltà.

“Nelle notturne ho fatto fatica – ha ammesso - con le luci si vedeva poco, di conseguenza ho mantenuto del margine. Diciamo che non è proprio simile alla gara di moto in Qatar”.

Nella giornata di mercoledì Luca ha disputato lo shakedown seduto al fianco di Valentino sulla Fiesta WRC, da cui ha colto alcuni segreti.

Ho avuto paura di brutto – ha svelato sorridendo – essere al suo fianco mette più timore rispetto a  quando sono io a  guidare”.

Incalzato sul fratello, una battuta sul futuro del 46 non la risparmia.

Bisognerebbe parlare con lui, anche se per me può correre fino a 60 anni (sorride)”.

Nella stessa categoria, Marini si è trovato di fronte al Monza Rally Andrea Locatelli. Il pilota bergamasco, alla seconda apparizione alla kermesse brianzola, lo ha preceduto di quasi cinque secondi al traguardo.

“Siamo arrivati vicini io e Andrea – ha sottolineato - sono soddisfatto, lui è stato il mio punto di riferimento a Monza”.

La mente del pesarese è già proiettata al 2018, dove ad attenderlo ci sarà l’avventura con i colori dello Sky Racing Team VR46. Di sicuro l’inizio è stato incoraggiante, dal momento che i test invernali lo hanno visto tra i più veloci.

Sono riuscito ad essere da subito competitivo, ma non riesco ancora a spiegarmi il perché (scherza). Nella nuova squadra conosco bene le persone che ci lavorano e questo è senza dubbio un punto a favore. Peccato per come è terminata la stagione, dato che mi sentivo forte ad inizio anno”.

Dal prossimo anno non ci sarà più Lorenzo Baldassari al fianco, bensì Bagnaia.

“Mi trovo molto bene con Pecco –ha sottolineato il pesarese - tra di noi c’è un ottimo rapporto. Potremo aiutarci a vicenda in gara, ma anche in  qualifica, dato che partire davanti in Moto2 è fondamentale”.

Tra i rivali c’è n’è uno che Marini terrà d’occhio.

Mir sarà senza dubbio lì davanti –ha svelato il portacolori dello Sky Racing Team VR46 - ha dimostrato di essere il più forte della Moto3 e questo gli permetterà di avere ulteriore consapevolezza. Inoltre non dimentichiamoci che correrà col team iridato”.

Luca ha però le idee ben chiare riguardo l’obiettivo da raggiungere.

“Punto alla top five, ho ciò che serve per rimanere tra i primi cinque”.

Intano sua mamma non si stanca mai di guardalo da vicino.

“Lei mi dà continuamente molti consigli, ha seguito anche gli ultimi test in Spagna e ci tiene sempre a sapere tutto”.

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