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MotoGP, Laverty: l'Aprilia RS-GP è da podio

L'irlandese del team Milwaukee Superbike è entusiasta del prototipo di Noale: "è la miglior moto che io abbia mai guidato, trasferiremo alcune caratteristiche sulla RSV4"

MotoGP: Laverty: l'Aprilia RS-GP è da podio

Appena prima di tornare a casa, Eugene Laverty riprende fiato, dopo giorni davvero intensi spesi sulla pista spagnola di Jerez.

L’irlandese del team Aprilia Milwaukee è stato il pilota che ha girato più di tutti in Andalusia: oltre provare la sua RSV4, Eugene si è impegnato anche sulla RS-GP del team Gresini, l’arma totale della Casa veneta nel Motomondiale: “da Noale mi hanno chiesto se volessi provare anche la MotoGP -spiega Laverty- ed io ho accettato volentieri; penso che la mia esperienza maturata in questi anni di corse, sia ora davvero utile per poter sviluppare al meglio una moto da competizione”.

Laverty, infatti, debuttò con la 125 due tempi, corse poi in 250, prima di passare alle quattro tempi. Tra Supersport e Superbike, il pilota trentunenne di Toome ha vinto gare ed ottenuto tanti podi, ecco perché non si dice per nulla soddisfatto del suo 2017: “l’obiettivo mio e della squadra era vincere gare e contendere ii titolo ai migliori -precisa- ma non siamo riusciti ad acciuffare un podio, nemmeno una volta. Da Laguna Seca in poi abbiamo mostrato notevoli miglioramenti, tuttavia, non come avremmo voluto che fossero. Ci sarà da lavorare tanto durante l’inverno per chiudere il gap da Kawasaki e Ducati”.

Qual è l’aspetto della moto che più ti faceva soffrire?

La distribuzione dei pesi non era ottimale e questo rendeva la guida davvero complicata. L’usura gomme non era regolare e gestire la moto diventava difficile, in particolar modo negli ultimi giri e durante le bagarre”.

Rea ha dominato ancora; tu, però, lo hai battuto più volte negli anni scorsi…

“Il pacchetto pilota-moto-squadra costituito da Johnny sulla Ninja ZX10RR ufficiale del team Provec è tuttora difficile da battere, ma non è impossibile farlo. La loro ricetta è frutto di anni di lavoro insieme, tutti concentrati sullo stesso obiettivo. Rea è sicuramente un campione, con la Kawasaki è partito subito forte, ma la costanza è il segreto suo e della squadra per cui corre. Anche a Jerez, nonostante le limitazioni introdotte dal nuovo regolamento, le KRT sono state velocissime”.

Eugene in MotoGP ha corso nelle stagioni 2015 e 2016; quando si osservano i tempi registrati a Jerez da entrambe le categorie, egli non appare per nulla sorpreso: “MotoGP e Superbike non sono poi così differenti -entra nel dettaglio Laverty- i top team delle derivate sono dello stesso livello dei prototipi. Ci sono alcune differenze tra una categoria e l’altra: le gomme, le possibilità di intervento sulla moto, i freni. Ma le competenze tecniche e professionali sono paragonabili allo stesso livello. Nel team Aprilia MotoGP, per esempio, ci sono tanti ragazzi esperti e capaci, intelligenti e sempre ‘sul pezzo’. È stato molto bello ed interessante lavorare con loro a Jerez”.

Come hai trovato la RS-GP?

“È sicuramente la miglior MotoGP che io abbia mai guidato. Anzi, la RS-GP è la miglior moto che ho guidato in pista. Malgrado non la conoscessi per nulla, l’Aprilia mi ha infuso immediatamente la confidenza ed il feeling che cercavo, ed è stato relativamente semplice far scendere i miei tempi sul giro. Ho solo faticato un po' nei curvoni veloci a causa della mia statura esigua: Aleix Espargarò è più alto di me, per migliorare dovrei lavorare ancora sulla posizione di guida ed altri piccoli dettagli. Quello che posso dire dopo quasi 90 giri sull’Aprilia MotoGP è che il potenziale della moto è davvero alto, non mi stupirei affatto se l’anno prossimo i due piloti ufficiali dovessero trovarsi in lotta per le prime posizioni sino a salire sul podio”.

Alcune doti della RS-GP verranno trasferite sulla RSV4?

“Certo, abbiamo già le idee chiare di quali saranno le modifiche da fare sulla Superbike, beneficiando dell’esperienza MotoGP. A me serve un bilanciamento migliore dei pesi, più trazione al posteriore ed un rendimento costante tra elettronica e gomme. Per quanto riguarda il motore, la RSV4 ora gira un po' più in basso, sarà importante lavorare sulla curva di coppia, al fine di non perdere potenza ed allungo. L’obiettivo è salire sul podio subito in Australia, perché il potenziale della moto lo permette”.

Il rapporto tra te e Noale è diretto. Vorresti fare qualche wild card in MotoGP?

Mi piacerebbe molto, certo. Ma questo avverrebbe qualora uno dei due piloti ufficiali -Espargarò o Redding- si facesse male, cosa che non vorrei mai accadesse. Però, diciamo che se da Noale mi dovesse arrivare la chiamata per la MotoGP, risponderei subito con un ‘sì’!…

 

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