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SBK, Bevilacqua: Bisogna risvegliare gli appassionati

Il patron Althea promuove le nuove regole, ed auspica: "E' un primo passo. Ci vorrebbero 6-7 piloti che arrivino insieme alla prima curva"

SBK: Bevilacqua: Bisogna risvegliare gli appassionati

A margine dell'evento stampa di Moto dei Miti, lo spazio dedicato alla storia ed alla passione per le corse, Genesio Bavilacqua, fautore dell'iniziativa e patron di Althea, ha parlato delle sue aspettative per il 2018 in SBK. L'ingaggio di Loris Baz è un buon punto di partenza, ma anche l'intervento da parte di Dorna sulle norme che regolano il campionato delle derivate di serie rappresenta, probabilmente, un buono stimolo oltre che una opportunità per puntare ad un maggiore spettacolo in pista ed a risultati migliori rispetto alla trascorsa stagione. Un 2017 che per Bevilacqua ad un certo punto ha imposto anche riflessioni sul destino della sua siquadra.

"Avevo dichiarato le miei intenzioni - ed erano intenzioni serie- a non partecipare al mondiale qualora fosse rimasto l'attuale format regolamentare. Oggi qualcosa è cambiato a favore di una maggiore equivalenza dei valori in pista. Quindi non ci sono problemi a continuare la nostra attività. Partiamo e poi vedremo se poi ci sarà un effettivo allineamento dei valori in campo. Ma da quello che è stato scritto sembra che ciò possa avvenire."

Cambierebbe ancora qualcosa o sono sufficienti le regole attuali?

"I nuovi regolamenti sono un passo in avanti, ma spero si possa fare meglio in questo senso. Moto più vicine alla serie e (magari) la centralina unica, darebbero ancora più senso alla parte agonistica. Quello che prossimamente dovrà succedere è vedere più piloti lottare per il podio. Vedremo se altri piloti, con valori tecnici maggiormente livellati, riusciranno ad essere più efficaci contro uno come Rea."

Moto troppo esasperate nella preparazione, ma Rea parla di mezzi già molti vicini a quelli di serie, più di quanto non lo fossero 10 anni fa. Chi ha ragione?

Non certamente Rea. Lui guida una moto che di fatto è un prototipo, anche se non gli servirebbe nemmeno. É sbagliato quello che dice. Oggi di fatto abbiamo una casa che investe tanto nello sviluppo e che non rientra più nello spirito della SBK."

Per il 2019 è previsto l'arrivo della nuova BMW S 1000RR. C'è il rischio di una stagione 2018 di transizione per voi, con poco interesse per la casa nello sviluppo dell'attuale moto?

Oggi con l'attuale versione siamo al capolinea. Però grazie al nuovo regolamento si potrà comunque avere una moto competitiva. Il nostro motore – come anche ad esempio quello di MV Agusta - in termini di penalizzazione giri, sarà più o meno lo stesso di quest'anno. Altri avranno maggiori limitazioni. Quindi lo sviluppo per il prossimo anno possiamo vederlo come un passo indietro di altri."

La stagione riparte dai test di Jerez del 20 e 21 e da Loris Baz.

"Da questo punto di vista ripartiamo benissimo. Con Loris siamo determinati ed abbiamo le carte per fare bene per l'anno prossimo."

Solo Baz o c'è possibilità di un secondo pilota?

"Per adesso solo lui. Il campionato è impegnativo ed è difficile avere un pilota sullo stesso livello. Per ora va bene così, ma non c'è da escludere l'arrivo di qualcun altro se dovessimo avere novità in questo senso. Ma l'unica priorità al momento è fare bene con ciò che abbiamo."

La SBK oggi non vive il suo migliore momento. Manca forse il supporto "emozionale" che arriva dal prodotto sportivo di serie? E questo può essere un elemento del poco interesse, anche nel futuro?

"Ci sono cicli positivi e negativi in ogni campionato. Anche la MotoGP ha avuto i suoi momenti bui coincisi con il massimo del successo con la SBK. Oggi è l'inverso, con i prototipi che vivono un momento super positivo e fatalmente la SBK è quasi azzerata. Se poi aggiungiamo che c'è una casa che investe molto nello sviluppo, tradendo un po' lo spirito del campionato, ed un pilota come Rea, l'effetto è devastante.
Ma gli appassionati non sono spariti, sono dormienti, bisogna farli svegliare con lo spettacolo in pista, quindi moto più equilibrate e con piloti di livello. Bisogna fare in modo che si arrivi alla prima curva di una gara in 6-7 invece di uno solo con distacco."

Ciò darebbe maggiore vigore alla SBK, senza penalizzare la MotoGP (cosa comunque impossibile, sono campionati diversi). Io sono convinto che sia così, perchè se così non fosse molti team, compresi il nostro, che non hanno scopi commerciali, non correrebbero."

Nel 2011 Althea vinceva il Mondiale con Carlos Checa. C'è ancora spazio per imprese così in SBK?

"Credo di sì. Certo è chiaro che le Case ufficiali investono sempre di più ed  hanno capacità reattive superiori rispetto ai team privati. Ma con un buon pilota ed una buona moto resto dell'idea che anche nella SBK di oggi si possa vincere."

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