MotoGP, Lorenzo: ordini di scuderia? non li ho visti

"Ero concentrato nella guida, non guardavo il cruscotto. Non ho attaccato Dovi perché troppo rischioso, non perché me l'hanno chiesto"

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Ancora prima di raccontare la sua gara, Lorenzo deve rispondere alle domande sugli ordini di scuderia. Perché a nessuno è sfuggito, trasmesso dalla tv, quel messaggio sul cruscotto che gli consigliava di passare alla fantomatica mappatura 8. Una semplice frase in codice per comunicargli di fare passare Dovizioso, come confermato anche dai vertici Ducati.

Sinceramente ero troppo concentrato nella guida per non fare errori, e finire a terra come a Misano, per guardare il cruscotto - risponde Jorge - Mi hanno detto di quel messaggio nel parco chiuso, ma io ho fatto semplicemente la mia gara. Un bella partenza, mi sono difeso da Marquez e poi mi sono messo alla caccia di Zarco, che sapevo avrebbe alzato il ritmo montando la gomma morbida e così è stato”.

Ha comandato la gara per qualche passaggio e infine ha fatto un errore alla penultima curva lasciando via libera a Dovizioso.

Mi si è chiuso l’anteriore e stavo per cadere, ho chiuso gli occhi perché mi ero già visto a terra - racconta Jorge - Andrea ne ha approfittato e io ho cercato di stare con lui, ma era difficile. Eravamo al limite con l’anteriore e mi ha preso qualche decimo”.

Da quel momento in poi, naturalmente, il maiorchino ha usato qualche accortezza.

So quanto un titolo mondiale sia importante per Ducati e non ho voluto fare nessuna pazzia - spiega - Se fossi stato attaccato al Dovi e avessi avuto un’occasione per superarlo senza rischi, avrei provato. Ma oggi avrei dovuto forzare troppo e al 90% saremmo finiti entrambi a terra”.

Per Lorenzo la questione è chiusa.

Ho vinto 44 gare in MotoGP e so che per riuscirci con la Ducati è solo una questione di tempo. Sapevo che mi trovavo in una situazione delicata con Dovi in lotta per il Mondiale, ma non è quello il motivo per cui non l’ho attaccato” sottolinea.

Rimane un’ottima gara per il maiorchino, come anche i turni sull’asciutto.

Abbiamo capito alcune cose che mi saranno utili a Valencia e anche in futuro - assicura - Dovizioso ha dimostrato che la Ducati è una moto vincente, ma anche che si sono piste in cui fatichiamo più di quanto vorremmo. Bisogna lavorare per rendere più docile l’erogazione del motore e migliorare la capacità di curvare”.

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