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MotoGP, GP Phillip Island: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Botte da orbi in Australia, vittoria morale per tutti ma è Marquez a prendere i 25 punti nella peggiore giornata di Dovizioso

MotoGP: GP Phillip Island: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Era dai tempi di Bud Spencer e Terence Hill che non si vedevano volare così tanti schiaffi. Sberloni, che non fanno male ma regalano tanto divertimento. Sarebbe servito un podio con sei gradini per metterci Marquez, Rossi, Vinales, Zarco, Iannone e Miller, sono loro ad avere trasformato una gara di moto in thriller con continui colpi di scena.

Poi a vincere è stato Marquez, che ha Phillip Island ha iniziato a cucirsi il numero 1 sulla tuta. Perché l’unico a non sorridere in Australia è stato Dovizioso, e con lui la Ducati. Marc a +33 ringrazia e può andare in Malesia senza pensieri.

Come Mir, che ha fatto suo il titolo Moto3 vincendo la gara. Non ha vinto Morbidelli in Moto2, ma salire sul podio dietro le 2 KTM significa potere chiudere i giochi a Sepang.

IL BELLO – Nelle acque intorno a Phillip Island a volte vengono avvistati degli squali, ma il più grosso e pericoloso domenica era in pista. Marc Marquez prima ha sfiancato le sue prede, poi ne ha fatto un solo boccone. Non solo ha vinto, ma lo ha fatto al momento giusto, nella peggiore giornata dell’anno per Dovizioso. Ora il titolo è a un passo e quando un predatore vede la sua preda vicina sappiamo tutti quello che succede.

IL BRUTTO –  Nel fine settimana in cui l’imperativo era non sbagliare e limitare i danni, Ducati è caduta in una abisso senza fondo, trascinando anche Dovizioso. Andrea ha sbagliato in gara, ma il fatto che per la prima volta nella stagione non ci fosse neppure una Rossa tra i primi 10 al traguardo gli fornisce qualche alibi. Ora bisogna raccogliere i cocci e metterli insieme in fretta, fra pochi giorni si deve vendere cara la pelle.

IL CATTIVO – Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Non che John Belushi in Animal House pensasse alla MotoGp, ma la frase si adatta benissimo alla gara australiana. Un grande battaglia in cui le cicatrici sono state sostituite dalle strisce nere di gomma sulla tuta e ogni colpo andato a bersaglio significa un sorpasso. Spalle larghe, tanto cuore e un pizzico di stupidità, come ha sottolineato Valentino. Lui, Marquez, Iannone, Zarco, Vinales e Miller hanno fatto i cattivi, ma invece che finire dietro alla lavagna meritano un premio.

LA DELUSIONE – L’unica nota positiva è essere arrivato davanti a Dovizioso aiutando Marquez, per cui la sua partecipazione al GP di Phillip Island non è stata del tutto inutile. Per il resto, Dani Pedrosa ha passato un fine settimana nel completo anonimato. Come un vestito grigio che si confonde con il cemento dei palazzoni fino a rendere invisibile chi lo indossa.

LA CONFERMA  – A Phillip Island è tornato il vero Mir, quello che lotta e vince, non la brutta copia che aveva corso a Motegi. Le 9 vittorie stagionali dicono più di quanto possano fare le nostre parole e l’alloro sulla sua testa è semplicemente un atto dovuto. Qualcuno dirà che è stato fortunato per la pioggia a 7 giri dalla fine e conseguente interruzione della gara, ma non è colpa sua se i campioni attirano la buona sorte.

L’ERRORE – Solo un nella gara della MotoGP, a opera di Aleix Espargarò. Gli è anche costato una frattura alla mano, per fortuna non così grave da saltare Sepang.

LA SORPRESA  – La medicina farà anche miracoli, ma Miller ci ha messo del suo nella gara di casa. Giovedì, a meno di tre settimane dalla frattura della tibia, camminava tranquillo nel paddock, domenica si è permesso di salutare i suo tifosi mettendosi per qualche giro al comando della gara.

IL SORPASSO – Lasciamo stare quelli nel gruppo di testa, non si può sminuirne neppure uno in favore di un altro. Quindi andiamo nelle retrovie e segnaliamo quello in volata di Pedrosa e Redding su Dovizioso, della serie quando le cose vanno male possono sempre peggiorare.

LA CURIOSITA’ – Marc Marquez ha fatto 44 pole position su 88 gare disputate nella classe regina. La metà esatta.

IO L’AVEVO DETTO – Lorenzo dopo Aragon: “la vittoria è sempre più vicina”. Passate Motegi e Phillip Island si potrebbe sostenere l’opposto.

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