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MotoGP, Marquez: più contento dei 33 punti che della vittoria

"Ora devo restare calmo e cercare di evitare errori. Lotta troppo aggressiva? se abbassiamo il limite diventiamo come la Formula 1"

MotoGP: Marquez: più contento dei 33 punti che della vittoria


Marc Marquez non ha sbagliato una sola mossa nella giornata in cui a Dovizioso è andato tutto storto. Il risultato è che lo spagnolo si è allontanato in classifica, così tanto da potersi giocare il primo match point mondiale già la prossima settimana a Sepang. “Sono più contento di sentire che ora ho 33 punti di vantaggio su Dovi che per la vittoria”, ammette lo spagnolo.

Marc ha usato la stessa tattica di sempre, non si è tirato indietro quando c’era da rischiare e ha portato a casa il bottino pieno.

A inizio gara volevo stare calmo, riscaldare le gomme e controllare, anche perché avevo scelto la morbida al posteriore sullo schieramento. La squadra mi aveva consigliato la media, ma nel giro di allineamento non avevo avuto buone sensazioni e volevo giocarmela con le stesse armi dei miei avversari. Ma già nel secondo giro ho avuto un contatto con Zarco - racconta - Lì ho capito che avrei dovuto attaccare o avrei perso molte posizioni, ma sapevo anche che sarebbe bastato un errore per perdere tanti punti”.

La sua strategia era chiara già prima della partenza.

La stessa del 2015: controllare all’inizio e attaccare alla fine - svela - Per questo motivo ho chiesto alla mia squadra di non segnalarmi la posizioni di Andrea, a volte avere troppe informazioni complica solo le cose. Infatti a metà gara mi sono girato un paio di volte per capire dove fosse Dovizioso, quando l’ho visto indietro ho capito che era giunto il momento di attaccare”.

E salutare la compagnia con un forcing che gli ha permesso di passare sotto la bandiera a scacchi in solitaria.

Non avere Dovi nel gruppo mi ha reso le cose più semplici, ho potuto dare tutto solo negli ultimi 5 giri e ha funzionato - continua - Però ho rischiato comunque, ho segni di gomma su tuta e moto, sono stati tutti aggressivi e io altrettanto, anche se a volte è stato pericoloso dovevo marcare il mio territorio”.

Come quando ha toccato Valentino.

Alla seconda curva ero veloce, ero riuscito a superare molti piloti, pensavo di essere davanti a Rossi ma me lo sono ritrovato davanti. Ho pensato di cadere. Penso comunque chele gare siano così, oggi è stato un combattimento normale. Se abbassiamo il limite diventeremmo come la Formula 1, dove ogni cosa viene sanzionata la sua opinione.

È andato tutto bene e Marquez non è troppo sorpreso delle difficoltà incontrate da Dovizioso.

Mi aveva stupito di più vederlo veloce venerdì - confessa - Sapevo che questa era una pista in cui storicamente soffriva e stargli davanti in prova sia sull’asciutto che sul bagnato mi ha dato più fiducia per la gara”.

A Sepang, sulla carta, la situazione potrebbe ribaltarsi.

Questa sera festeggerò la vittoria e da domani inizierò a pensare alla Malesia - dice - Oggi era importante arrivare davanti a Dovizioso, perché solitamente in quella pista noi siamo in difficoltà mentre Yamaha e Ducati veloci. È anche vero che la nostra moto è cambiata molto rispetto a quest’inverno”.

A questo punto Marc può anche pensare di modificare la sua strategia.

È arrivato il momento di rimanere calmi, essere caduto 24 volte quest’anno non mi piace - spiega - Devo correre con la stessa intensità ma limitando gli errori, un po’ come feci nel 2016. Dovrò riuscire a controllarmi, se riuscirò a vincere il titolo a Sepang bene, altrimenti ci sarà Valencia”.

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